Chip a 7 nanometri, l’annuncio di IBM

IBM raccoglie i frutti degli investimenti nel campo dei semiconduttori e realizza il primo chip test funzionante a 7 nanometri

IBM chip 7nm

 

Secondo la Legge di Moore, teorizzata da Gordon Moore (cofondatore Intel) negli anni ’50, il numero di transistor impiegati per la realizzazione di un processore e la potenza computazionale derivante sono destinati a raddoppiare ogni 18 mesi circa.

L’intuizione di Moore si rivelerà profetica tanto da rimanere più o meno valida fino ad oggi, nonostante l’incessante scorrere del tempo. La corsa a processi produttivi più avanzati (attualmente a 14 nanometri – nm), con conseguente miniaturizzazione dei transistor, non procede tuttavia celermente come in passato: le attuali tecnologie e i materiali a disposizione hanno infatti iniziato a mostrare i propri limiti e i costi per trovare soluzioni adatte a sostenere lo sviluppo e la commercializzazione dei prossimi chip sono sempre più elevati.

A fronte delle difficoltà elencate, IBM ha ufficializzato la costruzione del primo chip di prova funzionante realizzato mediante processi produttivi a 7nm. L’importante traguardo è stato raggiunto grazie alla collaborazione con Samsung e Global Foundries. La realizzazione del chip ha richiesto l’impiego di 10 tecnologie all’avanguardia ancora in fase di sperimentazione, i nomi citati dalla stampa specializzata sono sostanzialmente due: il composto chimico silicio-germanio (SiGe) e la tecnica di litografia extreme ultra violet (EUV).

Secondo quanto dichiarato da Mushen Khare (vice presidente delle tecnologie per i semiconduttori presso IBM Research), il chip prototipo ha tenuto impegnati ingegneri e ricercatori per quasi cinque anni e rappresenta un grande passo in avanti per il settore: rispetto ai 14nm (a breve sul mercato con la famiglia di processori Intel Skylake), il rapporto consumi energetici / prestazioni migliora del 40-50%; rispetto alla sperimentale generazione a 10nm, il “balzo” è quantificabile nel medesimo ordine di grandezza.

L’arrivo di prodotti consumer a 7nm non avverrà in ogni caso prima del 2020 (nella migliore delle ipotesi), anno dal quale alcune proiezioni vedono possibile “il pensionamento” definitivo della longeva Legge di Moore.