Ci sono 10 milioni di server nei piani di Google

Qualcuno tempo fa si e spinto a parlare di qualcosa come 450.000 server per indicare una stima delle macchine attualmente usate da Google all'interno dei suoi data center. Un numero che nessuno conosce con certezza e di cui non si ha conferma in rete, vista la pratica di Google, da sempre molto riservata nel rivelare i dati relativi al numero di data center e macchine che usa per gestire i propri servizi.

Qualcuno tempo fa si è spinto a parlare di qualcosa come 450.000 server per indicare una stima delle macchine attualmente usate da Google all’interno dei suoi data center. Un numero che nessuno conosce con certezza e di cui non si ha conferma in rete, vista la pratica di Google, da sempre molto riservata nel rivelare i dati relativi al numero di data center e macchine che usa per gestire i propri servizi.

Datacenterknowledge fa notare come in una conferenza degli scorsi giorni, dedicata ai sistemi computazionali distribuiti, Jeff Dean, lo stesso che ad una edizione di Google I/O aveva rivelato numerosi dati sui sistemi di Google, ha parlato del futuro di Google e dei progetti della compagnia nella gestione di un numero crescente di server e data center. Lo spunto alla discussione giunge da Spanner, un nuovo sistema di casa Google che dovrebbe consentire la gestione dei servizi in automatico su tutte le macchine di Google, in tutti i suoi data center. L’obiettivo sarebbe quello di avere un sistema che bilanci in automatico il carico e le risorse richiesti dai singoli servizi, occupandosi di gestire, allo stesso tempo, tutti i data centers come una sola unità operativa.

La gestione del workload su più data centers è uno degli obiettivi primari di Google, la compagnia da tempo coglie occasione per parlarne, ma il numero di macchine affidate a Spanner dovrebbe essere compreso tra 1 e 10 milioni, un quantitativo enorme che potrebbe far luce sui reali numeri in possesso a Mountain View. L’obiettivo di Google è quello di poter gestire i propri data center in modo vantaggioso, potendo spostare i servizi e i processi in tempo reale fra le strutture, non solo per scongiurare guasti hardware e di rete, ma anche per un complesso discorso che riguarda il risparmio energetico ed economico: poter ruotare i processi e farli eseguire durante la notte nelle locations dove il costo energetico è minore è un goal che la compagnia insegue da tempo e che potrebbe concretizzarsi realmente con lo sviluppo di un sistema come Spanner.

La presentazione di Jeff a LADIS 2009 è stata pubblicata da Hamilton in un post sul proprio blog.