Cloud Computing in Italia, c’è crescita ma ancora molto da fare

Le aziende stanno migrando al cloud computing, il mercato vale 493 milioni di Euro, ancora pochissimo se confrontato con l'estero ma il 2013 è l'anno della svolta.

L’ultimo rapporto dell’Osservatorio Cloud & ICT as a Service della School of Management del Politecnico di Milano contiene i risultati della Ricerca 2013 condotta con l’obiettivo di analizzare il mercato del cloud e la sua diffusione nel nostro Paese, stimandone opportunità e criticità e facendo anche chiarezza sui corretti piani d’azione.Cloud Italia rapporto 2013

Questo secondo rapporto ha preso in esame 201 grandi organizzazioni (con più di 250 addetti) e 507 PMI. Secondo la ricerca si parla di un mercato che vale 493 milioni di euro e che è cresciuto nel 2013 dell’11 per cento. Gli investimenti delle grandi imprese sono aumentati del 12 per cento e rappresentano il 95 per cento del totale, mentre quelli delle piccole realtà, pur essendo cresciti del 16 per cento, rappresentano solo il 5 per cento con una spesa complessiva pari a 21 milioni di euro.

Sebbene si tratti di una crescita a due cifre, l’Italia è ben lontana da quella dei Paesi più evoluti (+19 per cento), mentre nei Paesi emergenti il tasso di crescita è addirittura triplo. Il trend è comunque molto più positivo di quello dell’ICT. Quest’ultimo cresce solo nel 13 per cento delle grandi aziende e nel 16 per cento delle PMI. La spesa per il cloud, invece, cresce nelle prime per il 54 per cento (public cloud) e per il 50 per cento (private cloud), mentre per le piccole e medie imprese la crescita è del 40 per cento.

Il rapporto evidenza come il cloud possa rappresentare un’opportunità per recuperare produttività perché da un lato favorisce lo sviluppo e l’innovazione mentre dall’altro consente di ridurre i costi, razionalizzare le strutture e migliorare i tempi di risposta. Vantaggi che diventano ancor più tangibili per le piccole realtà imprenditoriali che hanno per loro stessa natura risorse molto più contenute. Eppure in Italia, il cloud rappresenta ancora solo il 3 per cento del mercato totale.

I dati sulla crescita, quindi, non devono essere interpretati positivamente perché il gap tra il nostro Paese e gli altri continua ad aumentare, e il confronto diventa ancora più impietoso se si prendono a riferimento Nazioni come India, Argentina, Brasile, Russia, Cina e altre ancora dove la spesa per il cloud è aumentata di oltre il 30 per cento: solo la Spagna sembra fare peggio dell’Italia.

Il responsabile della ricerca, Alessandro Piva, ha dichiarato che il 70 per cento delle grandi aziende adotta le tecnologie Cloud in modo pervasivo o con sperimentazioni avanzate almeno su un ambito di utilizzo. Il 26 per cento delle aziende del campione ha dichiarato un interesse concreto, mentre solo il 4 per cento dichiara di non utilizzare il cloud e di non avere alcun interesse a introdurlo. Per le PMI, invece, le percentuali di diffusione sono rispettivamente del 28 per cento e del 20 per cento, rispettivamente per quelle con un numero di addetti compresi tra 50-249 e quelle con 10-49 addetti.

Sebbene l’Italia rimanga molto indietro rispetto ad altre realtà, non è mai troppo tardi per convertirsi al cloud e recuperare il terreno perso. Come ha affermato Mariano Corso, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Cloud & ICT as a Service della School of Management del Polimi, sostenendo che I tempi di adozione del cloud sono sufficientemente veloci e i costi accessibili, tanto da consentire ancora anche alle aziende e alle pubbliche amministrazioni italiane di ripartire.