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Osservatorio Cloud e ITC: in Italia il cloud vale 1.18 miliardi, crescita del 31% nel 2013

L’annuale report dell’Osservatorio Cloud e ICT as Service del Politecnico di Milano (interpellati 533 CIO e responsabili IT) è un appuntamento interessante per fotografare lo stato del cloud in Italia.

I risultati dell’ultima ricerca registrano una crescita del 31% nel 2013  con un valore complessivo del mercato pari a circa 1.18 miliardi di euro ripartito in investimenti nel cloud pubblico (circa 320 milioni di euro, +40%) e nelle infrastrutture “on premise” (circa 860 milioni, +20%).

IL 93% della domanda è generato tuttavia dalla grande impresa con le piccole e medie aziende (PMI)  ferme al  7%. A influire maggiormente sul risultato a singola cifra è l’inadeguatezza delle infrastrutture italiane.

E’ infatti ormai ben nota la situazione in cui si trova l’Italia con aree ancora non raggiunte dall’adsl o velocità ben al di sotto della media europea, con diversi richiami ufficiali dalle sedi centrali dell’UE. Il dato sembra inoltre smentire le teorie che affermano la presenza sul mercato di soluzioni cloud allineate alle esigenze della PMI.

Ripartizione della spesa e altre considerazioni sul cloud in Italia

Tornando invece ai valori di spesa, questa si ripartisce in SaaS (43%), infrastrutture (49%) e piattaforme (8%). Altre interessanti conclusioni raggiunte dall’Osservatorio in merito al cloud sono:

  • le aziende tendono a non optare per la migrazione o sostituzione di applicazioni esistenti: public cloud per le grandi imprese significa soprattutto office (posta elettronica e strumenti per la produttività), risorse umane e social enterprise. Nella nuvola approdano quindi servizi satellite delle applicazioni principali (core) che non richiedono modifiche al sistema informativo;
  • sotto la voce spese infrastrutturali il report individua nella virtualizzazione di server, storage e networking il trend principale. Un 46% delle aziende associa inoltre la gestione della mobilità al cloud, vi è quindi un forte orientamento delle imprese all’MDM (Mobile Device Management), soprattutto per quelle diffuse sul territorio e con quindi diverse sedi;
  • il cloud è una soluzione apprezzata maggiormente dalle imprese su vasta scala per gestire in maniera centralizzata la propria organizzazione e si rivela più scelta tattica che strategica;
  • un positvo cambio di tendenza generale che vede un superamento dei tetti imposti agli investimenti. In futuro, prevede il report, gli investimenti passeranno dalla modalità IT tradizionale ad una “as a service” con percentuali via a via crescenti.

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