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Cloud provider, concorrenza a suon di data center geodislocati

Nella lotta alla conquista del mercato del cloud computing si apre un nuovo fronte di concorrenza che si combatte sul terreno della dislocazione dei data center. Per cercare di differenziarsi dai concorrenti sempre più agguerriti, molti provider stanno percorrendo la strada che porta ad offrire all’utenza un numero sempre maggiore di data center dislocati in differenti località geografiche con lo specifico intento di convincere gli utenti a scegliere il proprio brand perché dotato di un centro operativo vicino alla sede del futuro cliente

Nella lotta alla conquista del mercato del cloud computing si apre un nuovo fronte di concorrenza che si combatte sul terreno della dislocazione dei data center.

Per cercare di differenziarsi dai concorrenti sempre più agguerriti, molti provider stanno percorrendo la strada che porta ad offrire all’utenza un numero sempre maggiore di data center dislocati in differenti località geografiche con lo specifico intento di convincere gli utenti a scegliere il proprio brand perché dotato di un centro operativo vicino alla sede del futuro cliente.Cloud provider, concorrenza a suon di data center geodislocati

I motivi che spingono i cloud provider ad avviare o ad appoggiarsi a diversi data center dislocati nel mondo sono vari e tutti molto validi.

C’è l’aspetto della ridondanza geografica da considerare, per cui il provider tenta di mettersi al riparo da eventuali criticità dovute ad assenza di corrente elettrica, bug software o condizioni meteorologiche estreme, prevedendo l’opportunità di suddividere il workload del data center fuori uso su location multiple, che geograficamente devono essere abbastanza vicine per minimizzare le latenze.

Inoltre, la dislocazione dei data center consente una migliore aderenza del provider alle legislazioni sulla privacy e sulla protezione dei dati sensibili e garantisce al cliente di poter fornire o accedere ai propri contenuti da ovunque con latenze davvero molto basse.

A questi vantaggi incontrovertibili, si sono recentemente aggiunti un lieve abbassamento dei costi nella costruzione dei data center, derivante soprattutto dall’opportunità di costruire centri dati green e in seriegestiti da sistemi intelligenti o raffreddati con tecnologie innovative. Certo, costruire un data center non è economico, ma il ritorno dell’investimento è importante e può decretare il successo o meno di un provider nel settore del cloud computing.

La dislocazione geografica dei data center dei cloud provider più conosciuti

Fra i provider più attivi in ambito di dislocazione data center, ci sono i top provider fra cui quelli riportati nella seguente infografica.

Cloud provider, concorrenza a suon di data center geodislocati

Dai dati presentati, sorprende che Amazon, leader nella dislocazione data center, abbia un solo data center in Europa, anche se ci sono già evidenze che il centro dati irlandese potrà ben presto avvalersi di un compagno che risiederà in una delle zone della Germania.

Allo stesso tempo, SoftLayer (IBM) ha annunciato 1.2 miliardi di investimenti per nuovi data center sparsi per il mondo (USA, Europa, Brasile, India, Emirati Arabi Uniti, Cina, Giappone e Australia) che seguiranno la recente apertura di quelli posizionati a Hong Kong e a Londra.

Google, invece, sembra essere il provider più contradditorio. Nonostante la miriade di data center sparsi per il mondo, quelli destinati al cloud sono pochi, in quanto la maggior parte delle risorse sono assorbite dai servizi di ricerca e Gmail destinati agli utenti consumer e business.

Dal punto di vista geografico, discorso diverso merita la Cina, che ha un buon livello di connettività interna, ma ha problemi di latenza e perdita pacchetti quando si va a pescare i dati in data center oltre confine. Così, Microsoft e Amazon hanno entrambi i propri data center localizzati all’interno del paese della Grande Muraglia, mentre Google ha pubblicamente lasciato la Cina 4 anni fa e quindi non costruirà data center nella nazione.

Accanto a questi grandi nomi, ci sono altri cloud provider che si avvicendano nella corsa dei data center, come lo stesso DigitalOcean, che di recente si è espanso in Europa, appoggiandosi al data center londinese di Equinix e ancora prima in oriente con l’avvio di un data center a Singapore. Anche in Italia, provider di importante calibro come Aruba, sposano la medesima strategia, annunciando di recente nuovi data center nel Regno Unito e in Germania.

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