Come avviare un’attività di hosting

Un articolo per spiegare quali sono i requisiti e prerequisiti per l'apertura di un servizio di hosting. Fabio Bruno, nel settore da qualche anno con Noamweb.it, spiega come partire, quali fattori valutare e quale strada intraprendere per far crescere la propria attivita. Primo di una serie di articoli scritti direttamente da chi e all'interno del settore, ovvero da chi ha una compagnia di hosting e anni di esperienza nel settore.

Come iniziare

Primo di una serie di articoli scritti direttamente da chi è all’interno del settore, ovvero da chi ha una compagnia di hosting e anni di esperienza nel settore. Tratteremo inizialmente una serie di tematiche per capire come si avvia un’azienda di hosting, quali sono i passi per farlo e quali i consigli necessari.

banner-150X150-NOAMWEB.jpgLa Noamweb nasce nel 2001 specializzandosi in soluzioni di hosting, housing e registrazione domini per professionisti del settore, quali programmatori, webmaster, SEO e rivenditori, mettendo a loro disposizione attrezzature di altissima qualità, e offrendo una vasta gamma di servizi studiati appositamente per le loro esigenze.

I prezzi competitivi, l’assistenza fornita e la qualità dei servizi hanno consentito all’azienda una crescita esponenziale dei propri clienti, con una percentuale di rinnovi dell’84% nell’ultimo anno, il che ne conferma la soddisfazione dei clienti.

L’articolo di oggi è stato scritto da Fabio di Noamweb, sul nostro forum Shazan.

“Come faccio ad avviare un’attività che si occupi di fornire hosting e registrare domini?”

E’ una domanda che mi capita spesso di leggere nei siti, nei forum e nei newsgroup del settore, alla quale tuttavia, sebbene esistano dei passi obbligati, non si può rispondere descrivendo una procedura prestabilita.

Non esiste un budget minimo necessario per avviare un’attività del genere ma l’originalità , l’intraprendenza e le capacità organizzative sono sicuramente ingredienti che non possono assolutamente mancare.

Nella mia (nostra) esperienza è comunque emerso un punto fermo, ossia che non bisogna MAI fare il passo più lungo della gamba, ossia gli investimenti devono essere ben ponderati e sempre proporzionati ai ricavi.

Ma andando più sul pratico, distinguiamo due aspetti fondamentali, uno burocratico/fiscale ed uno strettamente tecnico/infrastrutturale.

Per quanto riguarda il primo aspetto, occorrerà preoccuparsi che tutto venga svolto secondo le vigenti norme fiscali. Si renderà dunque necessario consultare un buon commercialista che possa indicarci la forma societaria più idonea (ditta individuale, Srl, Snc, Sas, etc.). Lo stesso dovrà inoltre guidarci nelle altre attività necessarie come l’iscrizione alla Camera di Commercio ed avviare le pratiche per l’apertura della P.IVA. Non trovo opportuno addentrarmi molto nei meandri degli aspetti fiscali perchè la materia è troppo delicata per poter seguire una guida, per cui rinnovo l’invito a consultare un commercialista o un altro esperto in materia.

Relativamente al secondo aspetto, invece, elenchiamo qui di seguito alcune delle soluzioni tecniche che possono essere adottate per avviare un’attività di hosting, ordinate in modo crescente in base ai capitali necessari:

– Mera rivendita: si attua semplicemente rivendendo i pacchetti offerti da un’altra azienda. Esistono diverse varianti di come possa avvenire la rivendita. I ricavi derivano dal pagamento delle provvigioni oppure dal sovrapprezzo applicato sui prezzi dei pacchetti, spesso ribassati grazie ad uno sconto applicato dall’azienda “madre”, a volte crescente in base al numero di pacchetti prepagati. Questo sistema richiede una disponibilità di capitali minima, il personale è ridotto al minimo in quanto non occorre effettuare manutenzione sui server e non occorrono conoscenze sistemistiche approfondite. Di contro i profitti sono bassi ed i clienti spesso tendono a scavalcarlo per rivolgersi direttamente all’azienda che fornisce effettivamente il servizio, inoltre il rivenditore non ha notevoli margini di manovra, dovendo sottostare alle configurazioni dei pacchetti predefiniti dall’azienda “madre”;

– Rivendita tramite account frazionabili/reseller: come nel caso precedente, sono sufficienti capitali esigui per attuare questo sistema. Si tratta di acquistare presso un altro hoster un pacchetto di hosting condiviso che consenta la creazione autonoma di ulteriori pacchetti di hosting, ciascuno di essi dotato di proprie risorse (email, pannello di controllo, accessi FTP, etc.). La libertà di manovra in questo caso è maggiore rispetto al caso precedente perchè il rivenditore può creare dei pacchetti personalizzati, decidendo autonomamente le risorse da assegnare a ciascuno di essi.

Anche in questo caso non occorrono approfondite competenze sistemistiche e non occorre preoccuparsi della manutenzione del server. Inoltre, a fronte di una spesa modesta, i guadagni possono essere maggiori rispetto al caso precedente. Personalmente trovo sia il metodo migliore per iniziare quando non si dispone di grossi capitali, sono infatti sufficienti alcune decine di euro al mese per iniziare con questo sistema ed è sempre possibile passare al sistema successivo quando il numero di clienti ed i profitti lo consentano. Non mi vergogno ad ammettere che anche noi come Noamweb abbiamo iniziato così diversi anni fa;

Noleggio di server dedicati o VPS: il neo-hoster noleggia presso un altro fornitore uno o più server dedicati o VPS sui quali ha accesso root/amministrator. Su di esso può installare ciò che desidera e può configurare i propri servizi come ritiene opportuno. Spesso si tratta della normale evoluzione del metodo precedente o il metodo migliore per iniziare quando spendere qualche centinaia di euro al mese non costituisce un problema. Occorrono però delle competenze sistemistiche per poter amministrare il server, dedicato o virtuale che sia. Inoltre potrebbe essere necessario assumere del personale per monitorare ed assicurare il corretto funzionamento del server 24 ore su 24. Esiste una variante di questo metodo che consiste nell’acquisto dell’hardware che viene alloggiato presso la struttura di un altro provider o datacenter. Si tratta in questo caso di housing o colocation. Noamweb si trova attualmente in questa fase;

– Realizzazione di un datacenter: quest’ultima soluzione richiede notevoli sforzi finanziari, in quanto occorre dotarsi di tutto ciò che occorre per fornire i servizi, ossia l’immobile, la connettività , gli armadi dove alloggiare i server, cavi, switch, router, sistema antincendio, gruppi elettrogeni e/o di continuità , etc.

Naturalmente, con l’aumentare dei capitali aumentano anche i rischi, di conseguenza occorrono strategie di marketing ben ponderate, personale altamente qualificato, e cosi via. Se il volume d’affari non è particolarmente elevato, iniziare direttamente con la realizzazione di un datacenter è altamente sconsigliato, e spesso non è conveniente neanche per gli hoster sul mercato da anni.

Nella prossima pagina vediamo come comportarci per la gestione dei nomi a dominio