Come impostare i DNS del dominio correttamente – Lezione 12 della guida

Vediamo come funzionano i DNS di un dominio e come impostarli al meglio con piena comprensione di tutti i record DNS: il passo principale per poter configurare i propri domini per puntare su server esterni e servizi di hosting.

La prima volta che abbiamo introdotto il termine di DNS (Domain Name Server) è stato nel corso della prima lezione. Un accenno obbligato, dal momento che non è possibile studiare i domini se prima non si conosce una delle più importanti componenti di tutta l’infrastruttura Internet. Come abbiamo ampiamente spiegato nella lezione suddetta, i DNS non sono altro che una rubrica in grado di tradurre i nomi a dominio in indirizzi IP (Risoluzione DNS) e viceversa (Risoluzione inversa). Lo stesso dicasi anche per gli indirizzi e-mail.

Collegarsi ad un host richiede la conoscenza dell’indirizzo IP ad esso associato, una stringa numerica di difficile memorizzazione. Ecco che per facilitare la diffusione di Internet sono entrati in gioco i DNS, capaci di associare ad un indirizzo IP un determinato nome a dominio, ossia una stringa testuale molto più semplice da memorizzare rispetto ad una sequenza numerica. È importante sottolineare che allo stesso indirizzo IP possono essere associati più nomi e ad un nome possono essere associati più indirizzi IP.

Nella maggior parte dei casi la gestione dei DNS viene delegata direttamente al provider con il quale è stato registrato il nome a dominio. Capita spesso, però, di doversi trovare a gestire forzatamente i DNS e pertanto è assolutamente importante, in fase di registrazione, verificare che il proprio provider metta a disposizione questa funzionalità. Generalmente la maggior parte dei provider offrono insieme alla registrazione del dominio, anche la gestione diretta dei DNS dal pannello di controllo ad un prezzo maggiorato.

I casi in cui è assolutamente necessaria la gestione dei DNS, possono essere ad esempio i seguenti:

  • il dominio è registrato presso un provider mentre hosting presso un altro: sono i casi in cui ad esempio si vuole sfruttare una piattaforma di blog già pronta ma non si vuole utilizzare l’indirizzo tipico associato dal servizio ma un proprio nome a dominio; oppure i casi in cui l’hosting è gestito negli Stati Uniti e il nome a dominio essendo di tipo .it è registrato presso un provider italiano. In questi casi è necessario fornire i giusti DNS per essere rintracciati all’interno della Rete.
  • Si possiede un server locale dove poggia il sito Internet, mentre il nome a dominio è acquistato presso un provider: in tal caso è necessario indicare l’indirizzo IP esatto del server per essere rintracciati nella Rete.
  • Si possiede un server dedicato, un virtual hosting o un cloud server presso provider differenti dal quello cui si è acquistato il nome a dominio: anche in questo caso è necessario fornire l’indirizzo IP corretto del server cui puntare.

Per tutte queste ragioni ne conviene che avere l’opportunità di gestire i propri DNS è molto importante. Chiunque infatti decida di passare ad esempio su un server cloud o cambiare semplicemente il proprio hosting, non dovrà contattare il Registrar per chiedere la modifica dei DNS ma potrà gestire il tutto con semplicità e velocità direttamente dal proprio pannello di controllo.

Prima di vedere dal punto di vista pratico come gestire i propri DNS, soffermiamoci su alcuni concetti che ci aiutano a comprendere la modifica e l’aggiornamento dei record DNS.

Terminologie e concetti

I server DNS

I dati per la conversione da nome a dominio a indirizzo IP sono contenuti all’interno di DBMS distribuiti in tutto il mondo che vanno sotto il nome di Server DNS. Esistono i cosiddetti server DNS primari, ossia i server autorevoli sui quali sono configurati i dati relativi ad una determinata zona, e i server DNS secondari, ossia server di copia rispetto ai primari che garantiscono la ridondanza delle informazioni (si tratta quindi di server di backup che entrano in gioco in caso di malfunzionamenti o eccessivo carico del server primario). Inoltre esistono i cosiddetti server di ricorsivi, ossia server che risolvono le query interrogando i server originali e mantengono una copia cache delle risposte. Il sistema DNS di Internet è costituito da 13 root server universali, dai quali i DNS vengono delegati ad altri server DNS che si occupano della risoluzione dei nomi a dominio in spazi precisi.

Record DNS

Quando un DNS viene interrogato non restituisce soltanto un indirizzo IP, ma può restituire una serie di informazioni contenute nei cosiddetti Record di risorsa (Resource Record – RR). Si tratta di elementi fondamentali che costituiscono i DNS ed ognuno dei quali contiene una ben specifica informazione.  Gli RR principali sono:

  • Record A (Adrress): rappresenta la corrispondenza tra un nome e gli indirizzi IP di tipo Ipv4 (record AAAA lavora con Ipv6);
  • Record MX (Mail Exchange): indica i server cui deve essere inviata la posta elettronica per un certo dominio;
  • Record CNAME (Canonical NAME): contiene informazioni relative agli alias. Se su uno stesso host sono presenti più servizi è possibile associare ad ognuno di essi un alias;
  • Record PTR (PoinTeR): puntatore utilizzato per la risoluzione inversa, ossia per risalire da un indirizzo IP ad un nome a dominio;
  • Record SRV: identificano il server per un dato servizio all’interno del dominio;
  • Record TXT: associano campi di testo arbitrari ai domini per fornire ulteriori informazioni;
  • Record SOA (State Of Authority): contengono informazioni sull’Autorità per il dominio richiesto;
  • Record NS (Name Server): indicano i server DNS autorevoli per un nome a dominio.

Come gestire i server DNS

Introdotti i concetti di server DNS e record DNS vediamo ora nel pratico come gestire i Domain Name Server direttamente dal pannello di controllo del proprio provider.

Generalmente le schermate sono piuttosto semplici e intuitive e consentono di visualizzare alcuni dei record precedentemente elencati e modificarli in pochi clic.

Gestione DNS

Ogni dominio ha presso l’Authority dei Name Server impostati come Autoritativi. Tutti i record A, AAAA, CNAME e via dicendo sono salvati in questi NS, pertanto nella maggior parte dei casi basta intervenire sul solo record NS.  Per meglio comprendere prendiamo il caso di un hosting presso gli Stati Uniti e il Registrar in Italia. Per far corrispondere al nome a dominio .it lo spazio Web allocato in America, è necessario indicare sul Registrar il record NS che punta ai server DNS americani. Dal pannello di controllo, dunque, si raggiungiamo all’interno della Gestione DNS, la voce Record Name Server. Nel caso in figura è necessario indicare con un segno di spunta l’opzione che si intende utilizzare altri Name Server (Usa altri Name Server). Facciamo presente che la modifica apportata è solo una richiesta di cambio DNS al Registrar, pertanto, prima che le impostazioni siano attive possono trascorrere 24/48 ore. Con un clic su Gestisci si entra nella schermata di impostazione degli NS.

Cambio Name Server

 

È necessario indicare il nome Host nell’apposito campo. Qualora si utilizzi come NS autoritativo un nome host del dominio stesso, allora sarà necessario necessario creare tale host nel record A e sarà obbligatorio indicare snche l’indirizzo IP. Qualora invece si utilizzi un nome host esterno non sarà necessario indicare l’indirizzo IP. A questo punto dobbiamo fare clic sul pulsante Aggiungi. Ricordiamo che è necessario inserire almeno 2 Name Server. Nella maggior parte dei pannelli di controllo viene data l’opportunità di modificare, copiare e cancellare i singoli NS.

Analizziamo ora la gestione del record A. Capita spesso che il server cui si fa affidamento ospiti diversi servizi con differenti nomi. Ad esempio ospiti il servizio di gestione delle mail (webmail) e l’accesso FTP (ftp).  Per differenziare i due servizi si introducono domini di terzo livello. In tal caso è possibile operare secondo due differenti vie. La prima è quella di modificare i record A, ossia i record che consentono di gestire la lista degli host e dei relativi indirizzi IPv4.

Dal pannello principale clicchiamo sul pulsante Gestisci in corrispondenza del record A

Aggiunta record A

 

A questo punto inseriamo il nome host e a seguire l’indirizzo IPv4, ad esempio:

host: webamail – IPv4:xx.xx.xx.xx

host: ftp- IPv4:xx.xx.xx.xx

Al termine facciamo clic su Aggiungi. Anche in questo caso la maggior parte dei pannelli ci controllo dà la possibilità di modificare, cancellare i differenti record. Nel caso di record associati alla webmail, prima di procedere con una eventuale cancellazione è opportuno verificare che questo record non sia associato un record MX o che comunque vi sia già impostato un record AAAA in grado di sostituirlo.

 

La seconda via percorribile è quella di sfruttare i record CNAME, ossia record che consentono di collegare un nome DNS ad un altro sfruttando gli alias. Per meglio comprendere prendiamo il caso in cui l’host www è definito nel record A, mentre l’host webmail è definito nel record CNAME:

record A: host: www  – IPv4: xx.xx.xx.xx

record CNAME: host:webmail – Nome CNAME: www.miosito.it.

Ciò significa che, interrogato dal client che richiede l’indirizzo webmail.miosito.it, il server DNS risponde con un altro nome che corrisponde a www.miosito.it. A questo punto parte la seconda interrogazione che richiede la risoluzione del nome www.miosito.it nell’indirizzo IP finale.

Per aggiungere un record CNAME portiamoci nella sezione omonima e clicchiamo su Gestisci. Inseriamo il nome host e il relativo nome CNAME e facciamo clic su aggiungi.

Aggiungere record CNAME

Generalmente tramite i record NS, A e CNAME è possibile gestire quasi tutti i casi in cui Registrar e hosting provider non coincidono.

Per quanto concerne, invece, la gestione della posta elettronica il record da utilizzare è MX. Si tratta del record che consente di indicare quale server è deputato alla ricezione delle mail per quello specifico dominio. È possibile indicare anche più server per uno stesso dominio qualora siano previsti server di backup. 

Dal pannello di controllo portiamoci nella sezione record MX e facciamo clic su Gestisci. Indichiamo di voler gestire altri server diversi da quelli del proprio provider.

Record MX

Per ognuno di essi è necessario indicare il nome host e la priorità espressa secondo un valore numerico (20 corrisponde ad Alta, 50 a Media, 70 a Normale). Al termine facciamo clic su Aggiungi

Generalmente viene data la possibilità di impostare anche i record TXT, ossia campi di testo  (dati SFP) per aggiungere ulteriori informazioni al dominio. La procedura da seguire è identica ai precedenti.