Commissione Europea e Facebook: regolamentare la privacy sul social network

I piani di Mark Zuckerberg non sembrano procedere come previsto, l'idea di un socia network aperto, in grado di esporre i dati degli utenti anche all'esterno non piace a molti, e ora finisce nel mirino della Commissione Europea e soprattutto del Working Party Art.29, un comitato preposto alla tutela della privacy, composto da responsabili nazionali per la privacy. Una lettera e ora nella mani di Facebook con la richiesta di porre fine ai continui cambiamenti nella gestione della privacy all'interno del social network, consentendo in particolare che gli utenti possano decidere quali dati visualizzare o non visualizzare all'esterno della piattaforma, senza alcuna imposizione di sorta da parte della compagnia.

I piani di Mark Zuckerberg non sembrano procedere come previsto, l’idea di un socia network aperto, in grado di esporre i dati degli utenti anche all’esterno non piace a molti, e ora finisce nel mirino della Commissione Europea e soprattutto del Working Party Art.29, un comitato preposto alla tutela della privacy, composto da responsabili nazionali per la privacy. Una lettera è ora nella mani di Facebook con la richiesta di porre fine ai continui cambiamenti nella gestione della privacy all’interno del social network, consentendo in particolare che gli utenti possano decidere quali dati visualizzare o non visualizzare all’esterno della piattaforma, senza alcuna imposizione di sorta da parte della compagnia. 

L’avvertimento non è diretto solamente a Facebook, anche se cita direttamente il gruppo, ma anche ad altri social networks monitorati dalla Commissione Europea, per i quali ovviamente bisognerà applicare le stesse regole. La compagnia si trova ora nella difficile scelta di decidere come muoversi nei confronti delle istituzioni di tutto il mondo che chiedono di rivederne norme e approccio per i dati degli utenti. E’ evidente che se Facebook non dovesse regolamentare come richiesto la propria piattaforma, allora potrebbe giungere un provvedimento esclusivo da parte della UE. 

L’apertura del più grande social network al mondo non sembra aver nascosto tutti i rischi che possono insorgere nella condivisione di dati liberamente nel web: una brutta notizia per la compagnia, la quale non solo deve rimediare agli sbagli per non incorrere in sanzioni e blocchi, ma anche per far si che i suoi utenti non perdano fiducia nelle attività del sito. 

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