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Data center Facebook costruiti “stile IKEA”

Facebook ha iniziato la costruzione di un nuovo data center in Svezia, patria di Ikea, nella città di Lulea. La vera notizia, però, è il nuovo metodo costruttivo che l’azienda di Zuckerberg ha deciso di adottare per migliorare i tempi di deploy della struttura e contenere le dispendiose risorse normalmente necessarie per la costruzione di un data center

Facebook ha iniziato la costruzione di un nuovo data center in Svezia, patria di Ikea, nella città di Lulea. La vera notizia, però, è il nuovo metodo costruttivo che l’azienda di Zuckerberg ha deciso di adottare per migliorare i tempi di deploy della struttura e contenere le dispendiose risorse normalmente necessarie per la costruzione di un data center.

I data center di Facebook saranno costruiti “stile IKEA”Qualche tempo fa, proprio su queste pagine, avevamo proposto uno speciale sull’importante decisione che Facebook stava assumendo riguardo alla costruzione dei data center: l’azienda doveva definire un protocollo capace di puntualizzare le linee guida di costruzione di un centro dati, in modo quasi agnostico rispetto al sito di costruzione, facilmente ripetibile nello spazio e nel tempo e con un risparmio consistente in termini di risorse e tempo.

Il nuovo approccio costruttivo sarebbe stato contenuto nel Rapid Deployment Data Center RDDC che Facebook doveva compilare scegliendo fra due sistemi edilizi differenti, di cui uno ispirato ai mattoncini Lego e un altro capace di ricalcare il metodo con cui Ikea vende i suoi mobili nel mondo.

L’indecisione sembra essere giunta al termine e non è un caso che il metodo utilizzato per la costruzione di questa nuova imponente struttura svedese sia proprio quello del brand Ikea, che rappresenta per antonomasia la Svezia nel mondo.

Così, Facebook affascinato dall’incredibile compattezza delle scatole rettangolari in cui sono pacchettizzati tutti i mobili Ikea, ha deciso di costruire questo nuovo data center, utilizzando parti leggere e pannelli che possano essere impacchettati, trasportati e poi composti sul luogo per formare l’intera infrastruttura.

Facebook costruisce i data center guardando a Ikea

In questo modo, le pareti di un data center vengono trasformate in pannelli che possono essere stipati in confezioni standard, facili da trasportare ovunque. Un data center viene così suddiviso in migliaia di pezzi e ricomposto poi secondo uno schema ben preciso, ricorrendo anche a moduli di edilizia standard come borchie in metallo, pannelli di contenimento unificati e preassemblati e via discorrendo. Ogni pannello è stato limitato a una larghezza di circa 2 metri e mezzo per massimizzare la quantità di pezzi trasportabili su un rimorchio in piano senza richiedere permessi di trasporto speciali.

Ovviamente, affinché tutto ciò sia possibile, Facebook ha abbandonato la struttura a due piani dei suoi data center, in cui il secondo piano a soffitto serviva per garantire il raffreddamento delle sale server.

I risultati attesi da questo progetto vengono chiariti da Marco Magarelli, del team Strategic Engineering & Development di Facebook, che in un post di blog afferma: “Così come la grande azienda svedese Ikea ha rivoluzionato il mondo dei mobili, speriamo che Luleå 2 diventi un modello per la prossima generazione di data center. Ci aspettiamo che questo nuovo approccio alla progettazione dei data center ci permetta di costruire e distribuire capacità computazionali con una velocità fino a due volte superiore al nostro approccio precedente. Siamo anche convinti che si rivelerà molto un sistema molto più universale, indipendente dal sito di costruzione e a ridotto utilizzo di materiale, per soddisfare così al meglio le nostre necessità di business.”.

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