Diventate imprenditori di voi stessi…nel web!

Qualche giorno fa ho letto questa ottima introduzione ad un articolo del New York Times inerente il cambiamento che sta avvenendo nel mondo del lavoro: in Italia sta scomparando la sicurezza del posto fisso, all'estero questa sicurezza e scomparsa da tempo e i giovani laureati o diplomati si trovano a dover affrontare un contesto completamente differente. Slicehost e una compagnia nata nel 2008 da due amici: hanno individuato una nicchia e hanno creato un colosso da vendere a Rackspace solo 2 anni dopo.

Qualche giorno fa ho letto questa ottima introduzione ad un articolo del New York Times inerente il cambiamento che sta avvenendo nel mondo del lavoro: in Italia sta scomparando la sicurezza del posto fisso, all’estero questa sicurezza è scomparsa da tempo e i giovani laureati o diplomati si trovano a dover affrontare un contesto completamente differente. 

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Slicehost è una compagnia nata nel 2008 da due amici: hanno individuato una nicchia e hanno creato un colosso da vendere a Rackspace solo 2 anni dopo. Si occupavano di VPS con un target specifico, quello degli sviluppatori. Consiglio vivamente di vedere l’intervista con i fondatori realizzata da 37Signals. 

L’imprenditoria è qualcosa che i giovani italiani non apprezzanno abbastanza, anche perchè da sempre legata ad una visione sbagliata dell’imprenditori nella nostra società come persona che mira solamente ad arricchirsi e non come a reale motore dell’economia nazionale e creatore di posti di lavoro. Divenire imprenditori nel web è una soluzione che ha davvero tanti sbocchi: negli USA moltissimi giovani dai 20 ai 35 anni creano startups, cercano finanziamenti presso i venture capitals e alimentano quel fenomeno imprenditoriale che sembra un po’ fantascienza all’interno dei nostri confini nazionali. 

Voglio darvi 3 spunti che possono farvi divenire imprenditori nel web, avvicinandovi al settore del webhosting e a quello dello sviluppo delle applicazioni online. 

1. Create una applicazione web

La creazione di una applicazione online è un processo complesso, ma sicuramente fattibile con la conoscenza di un linguaggio di programmazione come PHP, Java, Phyton o Ruby on Rails. Il passo fondamentale è la ricerca di una nicchia di mercato dove la vostra applicazione possa posizionarsi se non al di sopra, allo stesso livello della concorrenza. 

Per questo motivo è importante dapprima fare una ricerca nel mercato e capire quali sono i principali concorrenti: a questo punto sapete dove loro sono carenti e dove voi potete investire maggior tempo. La cosa importante è mantenere un approccio semplice e fatto, almeno inizialmente, di poche funzionalità: datevi un tempo massimo e nel giro di poche settimane lanciate una versione beta, in modo da raccogliere i primi utenti. 

Avrete tempo in seguito per poter pensare ad una soluzione a pagamento (mensile) con diversi livelli di servizio. Promuovete la versione beta attraverso siti specializzati come HackerNews (dimenticavo: l’inglese è fondamentale nella vostra app) e tramite social network (Twitter è preferibile rispetto a Facebook, almeno inizialmente). 

Quanto costa? Dovete necessariamente aprire una Partiva Iva, con i costi ad essa legati, il maggior investimento restante è in termini di tempo: potete sviluppare tutto anche con una singola persona inizialmente, ma cercate di investire poi nel marketing della vostra app, tanto in forme gratuite (social networks) quanto in campagne pubblicitarie iniziali. 

2. Entrare nel settore webhosting

Se state pensando di creare una compagnia di webhosting da zero allora siete anche informati su quanto sia saturo questo settore e quali investimenti siano richiesti per superare le barriere di ingresso: il mio consiglio è quello di fare accordi di partnership con un webhosting provider per la rivendita dei suoi servizi ai vostri clienti e di specializzarvi in una determina applicazione. Ha poco senso cercare di fare concorrenza ai colossi italiani con offerte del tutto uguali: come consulenti potete specializzarvi nell’hosting per una determinata nicchia di utenti che possono avere in comune l’utilizzo dello stesso software

Producete contenuti su quel software e alimentate il business del webhosting con questi: mirate a ricavarvi una nicchia che vi consenta di essere considerati degli esperti per una specifica esigenza. 

Innovare nel settore del webhosting non è facile e richiede capitali, tuttavia vi sono ancora esigenze specifiche per aziende e privati che non sono del tutto coperte e che possono dare modo di costruire un buon business. 

Quanto costa: l’apertura di una Partita IVA come per il primo punto e l’investimento per una partnership con un provider in grado di fornire buoni servizi, siano essi di tipo reseller o server dedicati. Indispensabile anche la realizzazione di un sito web per la vostra attività e della promozione pubblicitaria tramite i comuni strumenti online. 

3. Creare un sito web

La forma forse più semplice ma anche la più difficile e lunga per arrivare al successo online: create un sito web che informi gli utenti, questi infatti sono quasi sempre alla ricerca di notizie e informazioni che raramente riescono a trovare altrove, in forma chiara. Per questo i siti che funzionano maggiormente sono quelli che “spiegano” come fare e rispondono a domande che solitamente sono molto confuse in rete. 

Ricordatevi che in questo caso sarà la pubblicità il primo modello di business (Google AdSense è ottimo per iniziare) dopo di che potrete pensare a sponsorizzazioni e altri modelli di business: voglio parlare dell’esempio di Italiansinfuga.com perchè è un progetto che sta seguendo questa via con successo. 

Un sito web di questo tipo non dà da subito grandi guadagni, dovete dedicarci tempo e soprattutto credere abbastanza nel progetto per fare investimenti anche in risorse umane che vi aiutino nel vostro lavoro. 

Quanto costa: anche qui necessaria una Partita IVA per operare online, ma il maggior investimento sarà nello sviluppo del sito web e nella sua promozione. Potete partire da un webhosting di piccole dimensioni per ospitarlo inizialmente, evitando però provider troppo lowcost per non vanificare il vostro lavoro con numerosi downtime.