Docker: il prossimo standard industriale di virtualizzazione?

Docker ha un forte finanziatore, la semplicità d'uso e l'affetto dei DevOps, che potrebbero valergli un successo come quello riscosso da Google con Android

Un’analisi del percorso di evoluzione compiuto da Docker, pubblicata sulle pagine di TheRegister da Trevor Pott, mostra che la piattaforma potrebbe diventare presto uno standard de-facto nell’ambito della virtualizzazione IT.Docker: il prossimo standard industriale di virtualizzazione?

Secondo Pott, la discriminante che può cambiare il corso della storia di Docker è l’implementazione della libreria Libcontainer che soppianta l’originale formato LXC utilizzato dalla piattaforma per gestire i contenitori di virtualizzazione.

Il passaggio dal LXC al Libcontainer ha delle implicazioni reali sul futuro di Docker, sulle sue potenziali opportunità di adozione e sulle interazioni con la community.

Secondo Pott, infatti, la scelta del team di Docker di orientarsi verso il Libcontainer è pari alla decisione di Google di sviluppare Android. Quest’ultimo sistema operativo si è imposto sul mercato con una tale forza da essere connotato con una sua propria identità, che si distingue dalle piattaforme originale da cui ha preso le mosse. Per dirla in modo più semplice, Google ha preso in prestito il kernel Linux e alcune idee di base del sistema open souce, per poi elaborare un progetto caratterizzato da una sua connotazione peculiare. Così peculiare che nessuno mai ha parlato e parlerà di Android Linux, mentre nel settore si è abiutati a riferirsi alle tante distribuzioni con termini come Red Hat Linux, Ubuntu Linux, SuSE Linux e via discorrendo.

E la forza di Android è tale che anche i derivati del progetto, non vengono indicati come Linux-based, ma come prodotti Android.

Docker come Google?

Pott sostiene che con l’implementazione di Libcontainer, Docker segue lo stesso e identico percorso tracciato da Google per il suo OS mobile. Docker si slega dalle distribuzioni e dalle modalità con le quali ciascuna implementa il formato LXC. Docker impone il proprio Libcontainer e qualsiasi altra azienda deve adattarsi, a tal punto che qualsiasi sia il sistema operativo in questione, la contenierizzazione viene sempre a essere fornita da Docker.

Questa mossa potrebbe comunque diventare un’arma a doppio taglio, soprattutto per un progetto che si muove nel complicato mondo dell’open source. Infatti, per ogni progetto di successo del tipo “faremo così e non si discute”, come Android, vi sono dozzine di idee problematiche e fallimentari come Ubuntu Unity.

Google ha avuto dalla sua i miliardi e miliardi di dollari e i decennali servizi che hanno permesso all’azienda di Mountain View di spingere Android fino a farlo diventare uno degli OS dominanti nel mondo degli smartphone.

Così, viene da chiedersi quali risorse economiche o di altra tipologia abbia Docker a disposizione per assumere una posizione di predominio nel settore dell’open source. Pott individua tre elementi che potrebbero valere a Docker il successo e l’imposizione della propria soluzione:

  1. dotCloud è il finanziatore commerciale di Docker. DotCloud ha un revenue stabile proveniente da un’attività che non è correlata a Docker e ha importanti rapporti di partnership con diversi colossi IT che abbraccia in modo trasversale e senza problemi di competizione;
  2. Docker si sviluppa secondo la filosofia della semplicità, cercando di mettere a dispozione degli utenti uno strumento che sia più semplice di tutte le alternative tecnologiche attualmente disponibili. Il segreto è nel concetto di “contenitore”, che funziona come le immagini e i template della virtualizzazione basata sugli hypervisor, per cui con pochi clic si ha un ambiente di lavoro subito pronto;
  3. Docker ha importanti relazioni con la community dei DevOps: chi usa Puppet ama Docker, così come chi usa la PowerShell. Per queste figure IT divenute così importanti, usare Docker è semplice come richiamare una routine in un ambiente di programmazione.

Tutti questi elementi, secondo Pott, potrebbero fare la differenza e trasformare Docker in uno standard di virtualizzazione.