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Europeana si ferma per il troppo traffico

Partenza con il botto non previsto per Europeana, la biblioteca digitale europea inaugurata giovedì scorso dalla Commissione Europea. Il traffico sul sito, contenente circa tre milioni di opere di varia natura in formato digitale con l’obiettivo di arrivare nel 2010 a un totale di dieci milioni, si è infatti rivelato tre volte superiore a quanto previsto, toccando il limite dei 10 milioni di hit per ora. Causando dei rallentamenti insostenibili per una sua fruizione adeguata. Ora i responsabili dell’iniziativa hanno fissato per metà dicembre la data di rilancio del servizio multilingue (24 quelle attive giovedì) che prevede finanziamenti per circa 2 milioni di euro l’anno, e al quale collaborano diversi musei e istituzioni europee.

Abbiamo lanciato il sito Europeana.eu il 20 novembre e il suo enorme utilizzo – 10 milioni di hit all’ora – ne ha causato il crash“, si legge sul sito del progetto di sviluppo di Europeana. “Stiamo facendo il nostro meglio per riaprire Europeana.eu in una versione più robusta. Nel frattempo il sito su cui vi trovate ora è quello del progetto di sviluppo e include anche un video per dare un assaggio di quello che è il vero sito Europeana“.

Il progetto Europeana, visto come possibile risposta europea a Google Library, ha avuto genesi nell’aprile 2005 su iniziativa della Commissione Europea, sollecitata da sei capi di Stato e di Governo, che puntava a mettere a disposizione dei cittadini il patrimonio artistico e scientifico europeo. Progetto approvato poi nel 2007 dal Parlamento Europeo e partito nel luglio dello stesso anno. I partner italiani citati sul sito sono Istituto e Museo di Storia della Scienza, Fondazione Federico Zeri Università di Bologna, MiBAC – Ministero per i Beni e le Attività Culturali e Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze. E’ però probabile che in futuro se ne aggiungeranno altri. Anche i singoli utenti hanno in ogni caso la possibilità di partecipare sfruttando le funzioni di comunità riservate a chi si registra. Ovviamente quando il servizio sarà effettivamente di nuovo fruibile grazie all’adeguamento dell’infrastruttura.

[via CWI]

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