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Facebook esosa di storage: esperimenti con i dischi Blu-Ray

Facebook ha fame di storage e potrebbe placarla ricorrendo ai Blu-Ray, gli stessi dischi che in salotto ci consentono di vedere i film ad altissima definizione. Procediamo con ordine: il noto social network deve affrontare problemi tecnologici di non facile soluzione che prevedono non solo la gestione di un miliardo e duecentomila utenti, ma soprattutto la memorizzazione degli svariati ExaByte di dati che gli utenti di tutto il mondo conservano sulla piattaforma

Facebook ha fame di storage e potrebbe placarla ricorrendo ai Blu-Ray, gli stessi dischi che in salotto ci consentono di vedere i film ad altissima definizione.

Procediamo con ordine: il noto social network deve affrontare problemi tecnologici di non facile soluzione che prevedono non solo la gestione di un miliardo e duecentomila utenti, ma soprattutto la memorizzazione degli svariati ExaByte di dati che gli utenti di tutto il mondo conservano sulla piattaforma.

La fame di storage di Facebook: esperimenti con i dischi Blu-ray

E quando si parla di ExaByte si indica un numero 1000 volte maggiore di un Petabyte, che a sua volta è mille volte maggiore dei Terabyte, l’unità di misura degli hard disk diffusi ormai sui PC e sui notebook: pensandola in questi termini, si può avere un’idea più precisa di quanti dati Facebook debba conservare.

La mole di informazioni cresce giorno dopo giorno, per cui il social in blu non può che cercare nuove soluzioni di storage che consentano di raggiungere l’obiettivo della conservazione, cercando di tagliare sullo spazio richiesto dai dispositivi nei data center, sui costi di acquisto e mantenimento e soprattutto sui consumi elettrici.

Una prima alternativa sono state le memorie NAND, ma i costi molto elevati si sono rivelati non compatibili con le necessità di risparmio.

È per questo che Facebook ha pensato di sviluppare in casa un nuovo sistema di conservazione dati, basato sui dischi Blu-Ray.

Gli ingegneri del social, infatti, sono convinti che i dischi utilizzati per l’intrattenimento casalingo in realtà possano costituire un valido supporto per la memorizzazione dati, da affiancare agli hard disk tradizionali di fascia enterprise.

A tal proposito, il team di sviluppo hardware ha realizzato un prototipo di cabinet capace di conservare circa 1 Petabyte di dati utilizzando 10 mila dischi Blu-Ray.

I Blu-Ray, dal salotto allo storage Facebook

La tecnologia che soggiace dietro a questa soluzione è sorprendente e affascinante: supporti ottici, scienza del laser e robotica si combinano per ottenere un sistema di memorizzazione mai realizzato prima.

In pratica, in un cabinet di circa 2 metri di altezza sono presenti 24 scomparti, con 36 cartucce, ciascuno dei quali ospita 12 dischi ottici Blu-Ray Panasonic da 100 GB.

Un braccio robotico è capace di selezionare un singolo disco prelevandolo dalla cartuccia e dallo scomparto in cui è collocato per trasferirlo in uno dei 16 masterizzatori Blu-Ray integrati nel cabinet. A fine scrittura lo stesso braccio riporta il disco al suo posto.

Un video demo diffuso sulle pagine di Facebook dimostra il funzionamento del prototipo e ne illustra alcuni dettagli.

I vantaggi e gli svantaggi per lo storage Facebook

Questo tipo di soluzione è da considerarsi come complementare e non sostitutiva degli hard disk tradizionali. Queste sono le parole di Giovanni Cogliotore, l’ingegnere di Facebook coinvolto nel progetto e di origine italiana.

Tali parole derivano da una serie di svantaggi a cui la soluzione deve cedere il passo: il sistema è molto più lento degli hard disk tradizionali nel recuperare i dati in lettura e anche la scrittura è comunque meno efficiente. D’altra parte, di fronte a questo svantaggio, vi sono tutta un serie di vantaggi che fanno pendere la bilancia decisamente a favore di questa soluzione.

In primis, i Blu-Ray utilizzati hanno una durata di circa 50 anni per la conservazione dei dati e la temperatura non interferisce con la loro durabilità: lo stesso Cogliotore afferma che questi dischi potrebbero anche essere gettati nell’acqua e i dati non sarebbero mai persi.

Inoltre, i dischi Blu-Ray offrono un vantaggio economico di circa il 50 percento rispetto agli hard disk e consumano circa l’80 percento in meno di energia dei rack storage raffredati: il cabinet utilizza infatti corrente solo durante la scrittura e la lettura del disco e poi resta in standby con consumi prossimi allo zero.

Questi due aspetti sono assolutamente attrattivi per Facebook che da sempre cerca di ridurre i costi e di limitare i consumi energetici.

A confronto di questi benefici, l’handicap della lentezza può essere superata, ad esempio, associando lo storage Blu-Ray ai dati a bassa priorità, come le fotografie molto vecchie che vengono visualizzate molto raramente.

Secondo GigaOM un primo prototipo del sistema di storage a freddo sarebbe già in uso per stoccare 30 Petabyte di dati e Facebook si pone come obiettivo di realizzare entro i prossimi mesi un secondo sistema per garantire la memorizzazione di ben 150 Petabyte di dati.

Il prototipo, presentato all’Open Compute Summit, entrerà anche a far parte dell’Open Compute Project a cui Facebook ha aderito nel 2011 per avere un rapporto diretto con i produttori e progettare così l’hardware più adatto alle proprie esigenze. Al momento, il social in blu sta decidendo quale parte del design verrà rilasciata per l’Open Compute Project e aziende del calibro di AMD, Seagate, Quanta e LSI si sono dette disponibili a contribuire al progetto.

3 risposte su “Facebook esosa di storage: esperimenti con i dischi Blu-Ray”

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