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Uno

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  1. Se ci mettevo la faccina che ride forse capivi.
  2. Italia o al massimo Francia.... in Germania hanno le adsl o i cellulari da 100 gbps
  3. Finchè non ti metteranno in tutte le black list potresti non accorgerti di avere problemi
  4. Ma che risorse gli dai con un server solo? E' come dire che una locomotiva è un treno, il treno non è una locomotiva da sola e non è uno uno o più vagoni, serve una locomotiva e servono dei vagoni (un solo vagone già tira per i capelli la definizione di treno) oltre che, implicito ma non meno importante, dei binari, la ferrovia. Rinuncio a proseguire il discorso :)
  5. D'accordo come logica non fa una piega, ma torniamo a quello scritto sopra. Come e cosa cambia nella difesa di un attacco in ipv6 da un attacco in ipv4? Il possibile numero di IP? (che poi se uno ha una botnet discretamente grande ipv4 o ipv6...) Poi?
  6. Uno

    Seflow - Tutto down

    L'importante è che abbia capito Seflow quello che intendevo. Giusto per parlare... tieni presente che tu non hai il dente avvelenato, e che anche se poi si capisce dopo quello che intendeva ogni parola che ti arriva anche quando non ci pensi lavora, lo sanno bene quelli che sono stati eletti presidenti per una parola giusta e quelli che non lo sono stati per una parola sbagliata.
  7. Scusami, senza intenzioni polemiche, giusto per capire di cosa stiamo parlando, e che hai fatto, dovuto fare, di diverso da quello che fai quando l'attacco ti arriva da ipv4? Per l'irc come (gratt, gratt) non ho problemi ora non ne avrò neanche dopo visto non gestisco tali servizi.
  8. Ed in concreto, a parte cercare di far passare dei dati (diciamo genericamente dati) per ipv6 usando artifici più o meno semplici, che state facendo per allenarvi? :) Avete già la rete ipv6 sotto attacco? Ne dubito, ma potrei essere poco informato. Io vedo la cosa come la famosa questione dei virus su windows o su linux. È possibile creare virus per linux ma siccome colpirebbero molte meno persone e probabilmente di queste molte altre avrebbero danni vicini a zero, se la prendono sempre con windows dove è come sparare sulla croce rossa. Con ipv6 è la stessa cosa, chi, oggi, perde tempo a tentare degli attacchi ipv6 related quando ha ancora il mondo pieno di vps e dedicati in ipv4? Poi sapendo che chi sperimenta ipv6 molto probabilmente non è uno che lascia le cose al caso.
  9. Uno

    Seflow - Tutto down

    Io non entro nel merito tecnico della cosa ma mi permetto di dire che leggendo al volo il comunicato la cosa che mi è saltata subito all'occhio è stata: "Abbiamo deciso di attivare la penale a tutti i clienti". Poi si capisce cosa si intendeva: una penale di Seflow, un rimborso verso i clienti, ma sembra tutt'altro. Mi rendo anche conto dell'urgenza di uscire con qualche comunicazione, ma se posso permettermi, se è possibile, suggerirei di cambiare quella frase con qualcosa tipo: "Abbiamo deciso di corrispondere una penale a tutti i clienti" o qualcosa del genere, forse meglio: "abbiamo deciso di corrispondere un rimborso..."
  10. Non volevo e non voglio fare una guerra di religione sul sistema operativo o sulle aziende produttrici di software. Ho scritto "visto che ti piace..." perchè ho dovuto cercare appositamente la pagina di quell'azienda. Io non ho a casa, al lavoro ed in borsa neanche un tostapane con sistemi microsoft... se escludiamo un vecchio palmare che non uso ma non butto per la sindrome del ripostiglio pieno di cui più o meno tutti siamo affetti. No ad essere sincero, ho dei browser (virtualizzati) di casa microsoft, mi servono per controllare delle grafiche, ma per lo più del tempo dormono. Io non uso cloud nel senso stretto della parola, uso sistemi di virtualizzazione (open source e free, che non sono la stessa cosa) per progetti web online. Ho un parere diverso sull'essere avanti della microsoft ma, come premesso sopra, ai fini del discorso non è importante. Ok dopo tante parole almeno parrebbe che abbiamo chiarito che un solo server è sufficiente per installare il sistema di gestione, ma un Cloud che lo vogliamo equiparare o meno ad un IaaS non può girare su un solo server se non altro per garantire la continuità. ma ancor di più per la scalabilità.
  11. Sei stato diplomatico e non hai detto "che affitta una casella postale etc..."
  12. Però se ti accorgi che il server x ha dentro 2000 o più domini di persone diverse e visto che gli IP ci sono ognuno ha su ogni dominio un IP assegnato, se uno di questi domini rompe seghi tutti gli altri lo stesso? Penso che alla fine prima seghi l'IP che rompe, poi solo se vedi che inizia a ruotare gli IP vicini allora seghi tutta la serie. In sostanza come adesso più in grande ma sostanzialmente mi pare che non cambia nulla.
  13. L'installazione del sistema di gestione è una cosa, realizzare il cloud vero e proprio è un'altra cosa e per quello di certo non basta un solo server. Più chiaro di così non so come scrivertelo, l'esempio di GrG del raid sullo stesso hard disk è perfettamente attinente. Visto che ti piace microsoft, hai almeno letto questa pagina Private Cloud | Panoramica | Microsoft | Infrastructure as a Service (IaaS) ? Tutto sommato, pur essendo microsoft e sintetizzando parecchio, nei primi paragrafi spiega benino i concetti di cloud e privato applicato allo stesso.
  14. Basterebbe che se ci fosse un trasferimento non venga concesso anche a chi lo riceve un anno di "franchigia" con dominio inutilizzato e prezzo "sociale". Se uno compra ad una bella cifra un dominio parcheggiato non sarà un problema pagare anche una sorta di tassa parking, se poi entro tot mesi riempie il dominio gli potrebbe essere riaccreditata la somma extra. Se invece uno lascia scadere il dominio e lo prende chi lo prende ricomincia il primo anno di prezzo normale. L'unica difficoltà è che questi processi/controlli non potrebbero essere automatizzati più di tanto, ma ben verrebbero nuovi posti di lavoro, al limite anche deroghe e responsabilità (ricompensate) ai maintainer/provider per i domini da loro gestiti. Invece secondo me il discorso non cambia, sono sbagliate le norme e non è giusto che l'artigiano con 3 furgoni sia discriminato rispetto al pensionato per quanto io possa capire la situazione di quest'ultimo. Parlavo un paio di settimane fa con un collega (altro settore, non informatico) tedesco che mi ha raccontato alcune cose che non riuscivo neanche ad immaginare. Immaginavo che nel nostro settore (non informatico ripeto) solo in Italia esiste l'inventario e la compilazione delle statistiche sugli studi di settore o mille altre cose, ma sono caduto dalla sedia quando mi ha detto che loro fino a 150 euro non hanno nessun obbligo fiscale e non paga nulla. Questo è il sistema, allora permetto al pensionato o al dopolavorista di essere in regola senza diventare matto con la burocrazia, alleggerisco le piccole (e le nuove) imprese/aziende nei loro lavori più piccoli e quando hanno poco reddito e poi faccio funzionare meglio tutto il resto. Ma mantenere un sistema dove nessuno è in regola, dove ci sono leggi e regolamenti che poi di fatto non vengono messi in pratica e addirittura passa che "diventino" sostanzialmente diritti mentre chi, secondo la legge, avendo questi diritti è costretto a rinunciarvi.... beh questo è un sistema sbagliato.
  15. pizzeria.com secondo te questo da adito a dubbi? Ovvio che i controlli potrebbero essere automatici all'inizio ma dovrebbero essere per forza rifiniti a mano, ed ecco che si creerebbero posti di lavoro pagati con i soldi di chi vuole fare un certo tipo di attività. Chiaramente bisognerebbe studiare per bene i molti possibili inghippi. Se uno mette su un finto sito prima di tutto deve essere unico o per lo meno non inflazionato. Sarebbe evidente come l'esempio, appena fatto, che un sito che parla di fiori su una sola pagina e che abbia 20.000 mirror su domini di diverso tipo sia comunque un parking "furbo". La maggiore tariffa la applicherei solo dal secondo anno dello stesso proprietario, quindi bisognerebbe controllare i trasferimenti. Etc....... Con i soldi che tirerebbero su in più potrebbero far le cose per bene e anche finanziare progetti sul web importanti per tutti, che so migliorare le reti.
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