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Uno

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Everything posted by Uno

  1. Intendo la registrazione dell'account. Prendo spunto da una cosa che mi è capitato di legger oggi cercando altro. L'autore dell'articolo (purtroppo non ho preso nota e mi è sfuggito) sostiene che rende di più l'ecommerce che non costringe a registrare un account, anche se poi i dati tocca lasciarli comunque. La percezione del cliente sarebbe che lascia i dati personali una tantum, gli arriva la roba ma non è schedato e/o fidelizzato. Sono fondamentalmente d'accordo, in un'era in cui la gente racconta vita, morte e miracoli su facebook o al primo intervistatore con una telecamera in mano, si fa mille problemi su informazioni che tutto sommato sono solo per la sua comodità: se torna ad acquistare sul sito non deve reinserire tutto. Il signore che leggevo oggi, raccomanda, se il software non permette l'acquisto senza registrazione, di cambiare e/o togliere la parola registrazione di mezzo, anche questa cosa mi trova d'accordo.
  2. Dopo l'esperienza di oggi, se escludiamo i circuiti fatti con le @@ direttamente interfacciati con le banche, debbo dire che Paypal è la migliore. Ho perso mezzo pomeriggio per provare a pagare due cose e non ci sono riuscito (non chiedete che non vi dirò cosa e con chi, servizi informatici comunque) e dato che l'azienda aveva tolto paypal (ma mi hanno detto che deve tornare in funzione, chissà perchè....) ho tentato di pagare con moneybookers e con alertpay. Beh, non c'è stato nulla da fare, con alertpay ho anche aperto un account ma dato che non avevo fondi siccome il gatway della carta di credito era bloccato, nisba. Ora, se non fosse che sono già soddisfatto cliente di tale azienda e che aspetterò il ripristino di paypal o che uno degli altri due funzioni, secondo voi, sarei mai diventato cliente di suddetta azienda? Avrebbero proprio dovuto "regalarmi" qualcosa.... Morale, paypal costa, gli altri non è che regalino i servizi, ma o uno sviluppa qualcosa direttamente con una banca oppure il bottone o il logo paypal su un sito che vende è un must.
  3. Uno

    CDN Google per JS?

    Come da titolo. Fino adesso non l'ho mai usato, mi chiedo com'è il bilancio tra benefici e svantaggi. Svantaggi non ne vedo tanti, ma retrocompatibilità (auspicabile e quasi sempre presente) a parte non vorrei che se oggi uso la versione X di tal libreria, domani GG decide di caricare la versione X.1 e mi tocca correre per sistemare il tutto.... oppure stare attento per cambiare link e caricare la versione X dal mio server. Come prestazioni dovrebbe essere sicuramente meglio, ma non mi riesce di metterci la mano sul fuoco, chissà quanti linkano quelle librerie.... Io vedo che a volte è adsense che mi rallenta il caricamento. Insomma non sono proprio così convinto, ascolto volentieri argomentazioni.
  4. Se ci mettevo la faccina che ride forse capivi.
  5. Italia o al massimo Francia.... in Germania hanno le adsl o i cellulari da 100 gbps
  6. Finchè non ti metteranno in tutte le black list potresti non accorgerti di avere problemi
  7. Ma che risorse gli dai con un server solo? E' come dire che una locomotiva è un treno, il treno non è una locomotiva da sola e non è uno uno o più vagoni, serve una locomotiva e servono dei vagoni (un solo vagone già tira per i capelli la definizione di treno) oltre che, implicito ma non meno importante, dei binari, la ferrovia. Rinuncio a proseguire il discorso :)
  8. D'accordo come logica non fa una piega, ma torniamo a quello scritto sopra. Come e cosa cambia nella difesa di un attacco in ipv6 da un attacco in ipv4? Il possibile numero di IP? (che poi se uno ha una botnet discretamente grande ipv4 o ipv6...) Poi?
  9. Uno

    Seflow - Tutto down

    L'importante è che abbia capito Seflow quello che intendevo. Giusto per parlare... tieni presente che tu non hai il dente avvelenato, e che anche se poi si capisce dopo quello che intendeva ogni parola che ti arriva anche quando non ci pensi lavora, lo sanno bene quelli che sono stati eletti presidenti per una parola giusta e quelli che non lo sono stati per una parola sbagliata.
  10. Scusami, senza intenzioni polemiche, giusto per capire di cosa stiamo parlando, e che hai fatto, dovuto fare, di diverso da quello che fai quando l'attacco ti arriva da ipv4? Per l'irc come (gratt, gratt) non ho problemi ora non ne avrò neanche dopo visto non gestisco tali servizi.
  11. Ed in concreto, a parte cercare di far passare dei dati (diciamo genericamente dati) per ipv6 usando artifici più o meno semplici, che state facendo per allenarvi? :) Avete già la rete ipv6 sotto attacco? Ne dubito, ma potrei essere poco informato. Io vedo la cosa come la famosa questione dei virus su windows o su linux. È possibile creare virus per linux ma siccome colpirebbero molte meno persone e probabilmente di queste molte altre avrebbero danni vicini a zero, se la prendono sempre con windows dove è come sparare sulla croce rossa. Con ipv6 è la stessa cosa, chi, oggi, perde tempo a tentare degli attacchi ipv6 related quando ha ancora il mondo pieno di vps e dedicati in ipv4? Poi sapendo che chi sperimenta ipv6 molto probabilmente non è uno che lascia le cose al caso.
  12. Uno

    Seflow - Tutto down

    Io non entro nel merito tecnico della cosa ma mi permetto di dire che leggendo al volo il comunicato la cosa che mi è saltata subito all'occhio è stata: "Abbiamo deciso di attivare la penale a tutti i clienti". Poi si capisce cosa si intendeva: una penale di Seflow, un rimborso verso i clienti, ma sembra tutt'altro. Mi rendo anche conto dell'urgenza di uscire con qualche comunicazione, ma se posso permettermi, se è possibile, suggerirei di cambiare quella frase con qualcosa tipo: "Abbiamo deciso di corrispondere una penale a tutti i clienti" o qualcosa del genere, forse meglio: "abbiamo deciso di corrispondere un rimborso..."
  13. Non volevo e non voglio fare una guerra di religione sul sistema operativo o sulle aziende produttrici di software. Ho scritto "visto che ti piace..." perchè ho dovuto cercare appositamente la pagina di quell'azienda. Io non ho a casa, al lavoro ed in borsa neanche un tostapane con sistemi microsoft... se escludiamo un vecchio palmare che non uso ma non butto per la sindrome del ripostiglio pieno di cui più o meno tutti siamo affetti. No ad essere sincero, ho dei browser (virtualizzati) di casa microsoft, mi servono per controllare delle grafiche, ma per lo più del tempo dormono. Io non uso cloud nel senso stretto della parola, uso sistemi di virtualizzazione (open source e free, che non sono la stessa cosa) per progetti web online. Ho un parere diverso sull'essere avanti della microsoft ma, come premesso sopra, ai fini del discorso non è importante. Ok dopo tante parole almeno parrebbe che abbiamo chiarito che un solo server è sufficiente per installare il sistema di gestione, ma un Cloud che lo vogliamo equiparare o meno ad un IaaS non può girare su un solo server se non altro per garantire la continuità. ma ancor di più per la scalabilità.
  14. Sei stato diplomatico e non hai detto "che affitta una casella postale etc..."
  15. Però se ti accorgi che il server x ha dentro 2000 o più domini di persone diverse e visto che gli IP ci sono ognuno ha su ogni dominio un IP assegnato, se uno di questi domini rompe seghi tutti gli altri lo stesso? Penso che alla fine prima seghi l'IP che rompe, poi solo se vedi che inizia a ruotare gli IP vicini allora seghi tutta la serie. In sostanza come adesso più in grande ma sostanzialmente mi pare che non cambia nulla.
  16. L'installazione del sistema di gestione è una cosa, realizzare il cloud vero e proprio è un'altra cosa e per quello di certo non basta un solo server. Più chiaro di così non so come scrivertelo, l'esempio di GrG del raid sullo stesso hard disk è perfettamente attinente. Visto che ti piace microsoft, hai almeno letto questa pagina Private Cloud | Panoramica | Microsoft | Infrastructure as a Service (IaaS) ? Tutto sommato, pur essendo microsoft e sintetizzando parecchio, nei primi paragrafi spiega benino i concetti di cloud e privato applicato allo stesso.
  17. Basterebbe che se ci fosse un trasferimento non venga concesso anche a chi lo riceve un anno di "franchigia" con dominio inutilizzato e prezzo "sociale". Se uno compra ad una bella cifra un dominio parcheggiato non sarà un problema pagare anche una sorta di tassa parking, se poi entro tot mesi riempie il dominio gli potrebbe essere riaccreditata la somma extra. Se invece uno lascia scadere il dominio e lo prende chi lo prende ricomincia il primo anno di prezzo normale. L'unica difficoltà è che questi processi/controlli non potrebbero essere automatizzati più di tanto, ma ben verrebbero nuovi posti di lavoro, al limite anche deroghe e responsabilità (ricompensate) ai maintainer/provider per i domini da loro gestiti. Invece secondo me il discorso non cambia, sono sbagliate le norme e non è giusto che l'artigiano con 3 furgoni sia discriminato rispetto al pensionato per quanto io possa capire la situazione di quest'ultimo. Parlavo un paio di settimane fa con un collega (altro settore, non informatico) tedesco che mi ha raccontato alcune cose che non riuscivo neanche ad immaginare. Immaginavo che nel nostro settore (non informatico ripeto) solo in Italia esiste l'inventario e la compilazione delle statistiche sugli studi di settore o mille altre cose, ma sono caduto dalla sedia quando mi ha detto che loro fino a 150 euro non hanno nessun obbligo fiscale e non paga nulla. Questo è il sistema, allora permetto al pensionato o al dopolavorista di essere in regola senza diventare matto con la burocrazia, alleggerisco le piccole (e le nuove) imprese/aziende nei loro lavori più piccoli e quando hanno poco reddito e poi faccio funzionare meglio tutto il resto. Ma mantenere un sistema dove nessuno è in regola, dove ci sono leggi e regolamenti che poi di fatto non vengono messi in pratica e addirittura passa che "diventino" sostanzialmente diritti mentre chi, secondo la legge, avendo questi diritti è costretto a rinunciarvi.... beh questo è un sistema sbagliato.
  18. pizzeria.com secondo te questo da adito a dubbi? Ovvio che i controlli potrebbero essere automatici all'inizio ma dovrebbero essere per forza rifiniti a mano, ed ecco che si creerebbero posti di lavoro pagati con i soldi di chi vuole fare un certo tipo di attività. Chiaramente bisognerebbe studiare per bene i molti possibili inghippi. Se uno mette su un finto sito prima di tutto deve essere unico o per lo meno non inflazionato. Sarebbe evidente come l'esempio, appena fatto, che un sito che parla di fiori su una sola pagina e che abbia 20.000 mirror su domini di diverso tipo sia comunque un parking "furbo". La maggiore tariffa la applicherei solo dal secondo anno dello stesso proprietario, quindi bisognerebbe controllare i trasferimenti. Etc....... Con i soldi che tirerebbero su in più potrebbero far le cose per bene e anche finanziare progetti sul web importanti per tutti, che so migliorare le reti.
  19. Non lo è nemmeno per me, ho cercato di lasciarlo fuori il più possibile solo perchè so che a qualcuno non interessa nulla della questione etica. Edit se ti riferisci al mio discorso sulle tariffe impostate diversamente, intendevo che quelle normali vanno bene come sono, sono quelle sui domini fermi che andrebbero regolamentate diversamente.
  20. Uno

    [MySQL] Conteggio campi non vuoti

    Se è un db molto grande io mi farei anche due conti se è il caso di aggiungere un piccolo campo somma da aggiornare ad ogni variazione dei 5 "incriminati"
  21. No perchè quelle licenze oltre che essere di numero finito costano un botto e li infatti le grosse compagnie hanno cercato (e cercheranno ancora) di spingere alla "liberalizzazione" perchè di fatto poi loro potranno sommergere il mercato e mettere in agonia gli attori attuali. Per questo tempo fa dicevo che le tariffe di registrazione dovrebbero essere studiate ed impostate diversamente, tenendo conto di diversi fattori che adesso non sono presi in considerazione. Si potrebbero creare nuovi posti di lavoro e figure professionali e molte altre cose.
  22. @xuncoder non sono un avvocato ma ho delle reminiscenze di diritto e senza entrare troppo nei particolari (non ne ho le competenze) ricordo che esistono i diritti di proprietà e poi i minori di godimento (uso ed usufrutto e non ricordo quali altri). Quindi un conto è che io sia proprietario di una casa e su questa ci paghi le tasse, un conto è che io ne sia affittuario o me ne sia concesso (a pagamento o gratuitamente) l'uso. Non ha senso tirare in ballo la vendita di organi, anche perchè il farlo significherebbe equipararci a paesi del terzo mondo dove questa che sia controllata o meno dalla legge è tollerata o comunque non impedita, se vogliamo lo stesso che accade da noi con i domini. Le limitazioni al commercio d'organi umani sono motivate in primis dalla possibilità di ricatto che potrebbero subire parti sociali più deboli e poi da una serie di altre motivazioni che ora ai fini del discorso non ci interessano. Io leggo nel regolamento per le dispute del NIC (che non credo difformi da quello dell'ICANN) che ci sono alcune circostanze (esemplificative ma non esaustive) che provano la registrazione e l'uso di un dominio in malafede. Tra queste ne vengono elencate un paio (le prime due) che possono originare diverse interpretazioni (interpretazioni che concordo con te debbono avere/dare i giudici): Come ho concordato con il sig. Ferracuti, nessuno può sindacare su quale sia l'uso migliore di un dominio, purchè ci sia un uso. Se un soggetto qualsiasi registra, facendone incetta, migliaia di domini e li parcheggia e mi impedisce di costruire sopra uno di questi domini la mia attività online come possiamo vedere la cosa? Se se li tiene, magari dimostra di avere un rendimento tangibile anche solo dal parcheggio, o di avere un qualche tipo di interesse sentimentale (per esempio penso a nomi di associazioni, di attività di famiglia, o chissà cos'altro) anche se li tiene al momento fermi reputo che non si disattende il principio di cui sopra parlavo, cioè che il suo uso non può essere giudicato meno importante di quello che ne farei io. Però se le condizioni appena dette (anche in altre varianti a cui non ho pensato) sono disattese, se il soggetto possiede centinaia di migliaia di domini, se il soggetto è disposto a venderli etc.. ecco che le circostanze A e B sono chiamate in causa per diversi punti. Nel momento stesso in cui è propenso a vendermi uno di queste centinaia di migliaia di domini che non utilizza ad un prezzo di molto superiore al costo di registrazione e mantenimento disattende la circostanza A anche se la mia attività prima non esisteva e la vorrei aprire oggi. Poi sul discorso dell'evasione fiscale non prenderla così a male, non ricordo chi ne ha parlato e come, ma penso che era un riferimento a determinati soggetti che possiamo vedere all'opera anche su ebay con commerci di diverso tipo, cioè privati che si inventano una occupazione o un dopo lavoro in una maniera più moderna ma molto simile a quelli che vendevano le sigarette di contrabbando agli angoli delle città, ai posteggiatori abusivi etc... E' chiaro che i tabaccai, i garage o parcheggi regolari come chi fa una regolare attività di provider in internet non erano messi in discussione in tal senso, comunque posso comprendere che tu avessi tutti i legittimi interessi a chiarire questa cosa. Io personalmente non trovo nulla di male nell'intermediazione e nell'assistenza di questo tipo di compravendita purchè questa sia tra soggetti (privati o aziendali) che non ci facciano speculazione e che vendano qualcosa di concreto e non il semplice dominio mai usato ed accaparrato a fini speculativi. Vedo già diverso un dominio nudo ma con una storia. Se su un dominio c'è stato un sito o comunque può contare su una qualche forma di popolarità che è dovuta al proprietario o che l'abbia a sua volta acquisita da a altri. Quindi non mi scandalizzo e trovo corretto che domini importanti possano avere un commercio importante, trovo scandaloso e non regolare che uno registri tutto il decente registrabile per specularci oltremodo. Sui domini dismessi per quanto personalmente non mi piaccia l'etica di tale pratica debbo dire che dimenticanza o meno se uno ha un dominio su cui ha costruito una certa storia/fama invece che lasciarlo morire potrebbe venderlo lui, se lo vende un terzo non cambia nulla. L'unica cosa su cui mi interrogo è se io privato posso avere le stesse possibilità di registrazione di chi lo fa per lavoro. Non parliamo di carrozza ed auto, parliamo di aereo e bicicletta, se accettiamo tale principio allora dobbiamo accettare che noi comuni mortali non potremmo mai avere (ed andando avanti sempre meno) dei domini decenti e quindi, insieme ad altre cose, la presenza online diventerà sempre più appannaggio esclusivo di chi ha il potere economico e tanti saluti all'utopistica libertà di parola. Finisco con due parole a Massimodellapena, premetto, senza offesa per Mark ed altri, che ho sempre pensato che Avvocati, Banchieri, Notai, Assicuratori, Commercialisti, Militari e altri che adesso non ricordo/cito, non producono nulla di concreto (materiale) ma vivono sulle disgrazie della povera gente. Però il problema siamo noi, siamo noi come società che abbiamo bisogno dei loro servizi, il loro è un lavoro come un altro e come in tutti gli altri lavori hanno investito in formazione, gavetta e quanto altro, ed è giusto che guadagnino il giusto oggettivo. Se vogliamo dirla tutta è proprio nel mondo informatico (e non mi sto riferendo al tuo amico, parlo in generale) che molti oggi senza alcuna formazione, esperienza ed investimento si buttano a fanno danni ad ignare persone che ne capiscono soltanto poco meno di loro. Poi questi si lamentano che dei professionisti chiedono loro dei compensi per qualcosa che, si spera, gli facciano, quando loro invece chiedono soldi per qualcosa che non sono capaci di fare.
  23. Il sistema più semplice potrebbe essere avere un sottodominio (anche un altro dominio ma sarebbe uno spreco) sull'altro server, il server B ed un "semplice" form per l'upload dei file su questo server. Il form potrebbe essere richiamato in maniera trasparente sul server A e lo stesso form potrebbe (dovrebbe) essere blindato a rispondere solo su richieste del server A. Ovviamente poi l'indirizzo per vedere/scaricare questi file sul server A dovrebbe essere adeguato al sottodominio o comunque rediretto in maniera trasparente.
  24. Lo sapevo, ma da quello che hai scritto nell'ultimo post mi avevi fatto venire dei dubbi. Ricominciamo: se ho uno o 10000 siti internet allo stato attuale posso per questi utilizzare concretamente ipv6? Con concretamente intendo per averne qualche utilità, che sia economica, di banda/traffico etc... A me non pare, ma visto che continui a dire che la sua utilità non è limitabile all'uso interno (e ho qualche dubbio anche su questo) aspettavo da te delle risposte illuminanti. Se l'utente finale non ha connettività ipv6 nativa usare il protocollo non va tanto più oltre all'esercizio di stile. Certo grandi realtà devono fare sperimentazione anche per stabilire dei principi su cui poi si poggerà il tutto quando sarà a regime, ma noi nel nostro piccolo (senza sminuirti non conoscendo neanche la tua realtà, ma in questo discorso ti considero piccolo anche se gestisci una struttura di mille server) se ci è utile possiamo usarlo internamente altrimenti possiamo solo giocarci.
  25. Si vede che io abito in un posto troppo sperduto, da me ancora queste meraviglie non sono arrivate. Ma forse guardando le statistiche mondiali della normale navigazione siamo in tanti a vivere in posti sperduti :)
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