Jump to content

danielej

Members
  • Content Count

    502
  • Joined

  • Last visited

About danielej

  • Rank
    Provider

Contact Methods

  • Website URL
    https://www.gidinet.com

Converted

  • Località
    Milano
  1. La situazione non è chiara, o non capisco qualcosa: Hai Dominio+Hosting su Netsons, con caselle e-mail sempre create sui server di Netsons (caselle vere, non mail forward verso caselle gmail), e scrivendo a una di quelle caselle e-mail da vari provider arriva un messaggio di invio fallito per una mailbox inesistente sui server di Google? Probabilmente il dominio ha nei record MX dei server di Google e non quelli di Netsons; o hai tolto i record MX di google, il TTL era alto e non sono ancora propagate le modifiche; altrimenti non si spiega. Se invece per le caselle e-mail di quel dominio utilizzi effettivamente il servizio di Google allora il problema va verificato con Google, anche se è strano in questo caso che vada l'autenticazione SMTP.
  2. Tutto questo renderebbe problematico mantenere certi servizi anche per aziende italiane, speriamo non si debba risolvere proprio come dici.
  3. Fin qui tutto chiaro, ma forse mi sfugge qualcosa. Se stai in Italia e dei tuoi server sono in UK o la società UK che periodicamente paghi apre partita iva italiana o non potrai più pagare quei server secondo quanto previsto dalla legge. Quindi semplificando la società X che ha sede in UK può mantenere server nel suo stato e anche in un datacenter italiano e avere il suo mirror qui, noi che vogliamo un mirror in UK saremo in qualche modo ostacolati se facciamo lo stesso, o non ho capito io?
  4. Certo che trasferirsi all'estero pur restando nell'UE, e dico proprio fisicamente, se l'attività lo permette sarebbe un'ottima cosa visto il progressivo degrado del nostro stato. Ma il punto del discorso è che questa ipotetica web tax potrebbe colpire le aziende italiane che vogliono comprare da quelle straniere, però se vari servizi alla fine hanno un utente finale che è un privato, quell'utente finale che già compra online troverà sempre più conveniente comprare da una società estera. Voglio dire anche solo mantenere servizi con mirror in due datacenter uno in Italia e uno all'estero, per una società italiana finirà per costare di più di quanto costa a una società straniera che fa lo stesso.
  5. Qui ci sarebbe anche da capire come pensano di attuare la cosa per i privati (sperando che la frase che parla solo di soggetti passivi nel testo che si trova in rete sia un errore di copia incolla). Se dicono che nessuno obbliga l'azienda estera ad aprire qui una partita iva ma siamo noi a non poter comprare da chi non ce l'ha, per i servizi online destinati ai privati (es. acquisto di file musicali, giochi online, etc), cosa potrebbero fare? Non devono comunque scaricare le spese quindi non gli fa differenza chi fattura il servizio.
  6. danielej

    Domini EU in ostaggio

    Ciao, in caso di problemi con i normali metodi, l'auth code dei domini .eu si può recuperare anche tramite il registro ( Richiesta del codice di autorizzazione | EURid ), c'è un modulo online che permette all'intestatario di registrarsi al sito e ottenere il codice.
  7. Probabilmente il dominio non è mai stato rinnovato, per i vari gTLD, tra cui org, normalmente alla scadenza sul whois appare sempre rinnovato per via dell'Auto-Renew Grace Period che può durare fino a 45 giorni. In caso di mancato rinnovo il dominio viene messo in redemption grace period e di seguito torna la data di scadenza originale, quando il dominio è redemption grace period non può essere trasferito ed è destinato ad essere cancellato. Il costo di ripristino in redemption grace period è maggiore e va verificato con il registrar.
  8. danielej

    Dominio it coperto da privacy e plagio

    L'accesso ai dati di registrazione è gestito direttamente dal registro .it, i dettagli della procedura sono presenti al punto 5.2 del regolamento: http://www.nic.it/documenti/regolamenti-e-linee-guida/regolamento-assegnazione-e-gestione-nomi-a-dominio.pdf Vista la situazione dovrebbero esserci i presupposti per ottenere i dati senza problemi.
  9. Se la logica del registro è di non cambiarne le condizioni del servizio, il nostro whois pubblico non avrà un bel futuro. Il rivenditori che usano il whois per le procedure di verifica avranno problemi non risolvibili, dovranno modificare i loro sistemi e usare le API del proprio registrar.
  10. Il servizio epp ha un suo SLA, il problema è se vale la pena sviluppare tutto il necessario per utilizzare questa soluzione, qui c'erano stati problemi al das nei primi giorni del sincrono e quindi passare tutto su epp è stata dall'inizio una scelta obbligata per prevenire problemi nelle registrazioni. Per il whois autenticato, lo attiverò perchè costretto ma non ne sono contento; accedere, probabilmente anche senza crittografia (sto ancora verificando), a dati a cui non dovrei normalmente ed esserne responsabile non mi piace proprio.
  11. Resto dell'idea che il problema sia il whois più che il das, per verificare la disponibilità dei domini c'è il check su epp. Purtroppo usare epp con procedure destinate al whois/das richiede di creare un servizio che segue quei protocolli e a sua volta si interfaccia via epp al registro. Il whois autenticato, anche se consigliato come unica soluzione funzionante, porta qualche problema per via del tipo di dati a cui si accede.
  12. Qui anche ieri ci sono stati i soliti problemi. Comunque das e whois sono servizi utili per scopi diversi, vediamo come cambierà la situazione nei prossimi giorni.
  13. Il whois autenticato attuale dovrebbe rimanere in funzione solo fino a fine anno, andrebbe regolamentato il whois classico. In conclusione vedo che spesso ci sono clienti che hanno problemi a ordinare i trasferimenti e la cosa è abbastanza spiacevole. Passare al whois autenticato sarà una scelta obbligata, quello che non mi piace è che è un servizio nato per il sistema asincrono con condizioni poco appropriate ai trasferimenti sul sistema sincrono.
  14. La causa dei down è certamente l'uso del whois in modo improprio, anche se dal punto di vista tecnico il whois sarebbe poco adatto al monitoraggio dei domini e quindi mi aspetterei poco utilizzato rispetto ad altre soluzioni, almeno qui è così. Purtroppo (stando ai verbali sul sito del nic) pare non ci siano in progetto regolamenti sull'utilizzo del servizio.
  15. Confermo che va sempre male. Io ho provato a segnalare il problema dato che ha maggior impatto sulla verifica dello stato dei domini nei trasferimenti, mi hanno detto di usare il servizio whois autenticato. Purtroppo ho il brutto presentimento che ci dovremo tenere il whois così per molto tempo.
×