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  1. Ciao a tutti, vi vorrei portare la mia esperienza per quello che riguarda la co-location presso Aruba Premetto che tutto quello che scrivo qui e' vero e verificabile, privatamente, da parte di chi volesse controllare, in quanto oltre il 95% dei problemi sono stati salvati nel trouble ticketing system di aruba (assistenza.aruba.it) Ovviamente, per motivi di riservatezza e copyright, non posso pubblicare letteralmente le e-mail di risposta da parte dello staff di Aruba ma provvedero' a riferirle usando mie parole Tutto inizia due anni fa, ottobre 2005, quando un mio cliente (una piccola impresa di corsi di informatica che lavora con la regione lombardia) mi chiede di co-locare, a basso costo, una macchina per gestire un software di e-learning usato intensivamente Dopo alcune valutazioni, la scelta ricade su un Mac mini G4 1.42 GHz con Mac OS X Server 10.4 Dopo un discreto giro sul web, concludo che il servizio piu' economico in Italia e' l'housing di aruba, offerto ai tempi al prezzo di 15 Euro + iva al mese per uno spazio tower con 5+1 mbit/s di banda e 25 GB di traffico mensile Si procede quindi all'attivazione del servizio e a portare fisicamente il server presso la struttura il 31 ottobre 2005 Dopo pochi giorni iniziano i primi problemi: quando il traffico da un singolo IP diventa pesante, la macchina si assenta da Internet per qualche minuto per poi ricomparire A seguito di una banale verifica con il comando uptime, concludo che sicuramente la macchina e' rimasta accesa nel frattempo e dopo ulteriori decine di verifiche, sono certo che si tratta di un problema di connettivita' di aruba ma per ora lascio correre (piu' sotto scoprirete com'e' andata) Intorno al 20 novembre 2005, aruba dirama un comunicato avvisando i clienti che il 26 sera alle 23.30 provvedera' al cambio degli ups e quindi invita tutti i clienti a spegnere le macchine, in quanto poi i loro tecnici provvederanno a riaccenderle dopo un tempo non precisato (!) A parte il fatto che l'ora in cui eseguire questa operazione e' sicuramente sbagliata (queste cose si fanno alle 3-4 del mattino, quando il traffico in base ai grafici del mix e' al minimo, non quando mezza Italia e' ancora sveglia) e che non e' stato garantito un tempo di ritorno online dell'infrastruttura (ci vollero infatti varie ore perche' il server tornasse up, per fortuna che non era un server critico), quello che e' successo e' stato ben peggiore delle premesse Per accelerare le procedure di spegnimento dei server, aruba ha pensato che l'idea migliore fosse quella di togliere direttamente la corrente alle 23.30 circa che, unito al fatto che a causa di uno dei soliti problemi di connettivita' non sono riuscito a loggarmi in ssh in tempo utile per spegnere la macchina, ha fatto si che la macchina godesse di uno shutdown brutale, con gioia del db server e del filesystem, che dovetti ripristinare remotamente con qualche danno, in quanto ovviamente la cache di mysql non viene flushata completamente se non allo spegnimento o su comando esplicito Nel frattempo i problemi di connettivita' persistono e in data 27/11 il server e' di nuovo irraggiugibile, motivo per il quale decido di aprire un ticket, al quale mi viene risposto che da loro il server e' pingabile (risposta decisamente poco utile, in quanto se il problema fosse stato per caso nel routing verso l'esterno loro non avrebbero potuto accorgersene, visto che le macchine di supporto sono nella stessa LAN) In data 3 gennaio 2006 succede la catastrofe: apro un ulteriore ticket per segnalare che il server non e' raggiungibile e chiedo di verificare se il led sul frontale e' acceso, dopo 30 minuti effettuo una variazione del ticket indicando che la macchina e' tornata ad essere raggiungibile (leggi anche come: cessate il fuoco) e alle 11.37 arriva la loro terribile risposta: "gentile cliente, come da sua richiesta abbiamo riavviato il server" Voi avete letto nelle righe sopra una richiesta di riavvio del server? Neanche io :icon_dho: Risultato? Il solito db mysql che ha perso pezzi qua e la, non recuperabili, oltre a un filesystem che ormai ha bisogno di esercizi di fisioterapia Ovviamente i problemi di connessione proseguono ancora e sono costretto ad aprire l'ennesimo ticket in data 9 marzo 2006, inviando una lista dettagliata dei downtime verificatisi negli ultimi 6 mesi e dopo un mio sollecito a rispondere, ricevo la notizia che il mio server e' di nuovo raggiungibile da Internet ma il motivo per cui prima non lo fosse non mi viene comunicato Parlando di supporto, bisogna precisare che aruba promette si una risposta entro 15 minuti, la verita' e' che spesso sono stato costretto a inviare solleciti su solleciti nella pagina del ticket, per avere una risposta magari anche un giorno dopo Finalmente, in data 8 maggio 2006 (7 mesi dopo l'inizio della colocation), dopo aver inviato di nuovo una lista dei piu' recenti downtime (riportata subito alla fine di questo paragrafo) e grazie anche alla segnalazione congiunta da parte di un mio amico, anche lui cliente di aruba, riusciamo ad ottenere che Aruba investighi il problema, confermando quello che sospettavo da 7 mesi: lo switch a cui siamo (io e il mio amico, per fortuna mia e sfortuna sua) collegati e' rotto da mesi e perde la connessione ogni tanto Il grande giorno e' arrivato! Finiscono i downtime che avevano rovinato le notti a me e al mio cliente (immaginate la sua rabbia quando durante un test in aula i suoi clienti vedevano scomparire nel nulla le 100 risposte che avevano dato, per il fatto che il server era in down e il browser andava giustamente in timeout, costringendoli a ripartire da zero) Ecco la lista dei downtime che avevo inviato ad aruba (tengo a precisa che questo e' solo un piccolissimo estratto del log del mio servizio di monitoring) 2006-05-08 07:23:03 : back_up 2006-05-08 07:06:19 : down 2006-05-08 05:22:29 : back_up 2006-05-08 03:58:12 : down 2006-05-08 03:42:58 : back_up 2006-05-08 03:33:18 : down 2006-05-07 05:46:28 : back_up 2006-05-07 05:38:25 : down 2006-05-06 22:23:47 : back_up 2006-05-06 21:22:17 : down 2006-05-05 20:14:10 : back_up 2006-05-05 19:57:30 : down 2006-05-03 01:41:12 : back_up 2006-05-03 01:19:24 : down 2006-05-03 00:39:42 : back_up 2006-05-03 00:18:44 : down 2006-05-02 13:12:22 : back_up 2006-05-02 12:43:10 : down Da mesi sembrava che la connettivita' fosse tornata stabile (o meglio, fosse FINALMENTE come il mio cliente si aspettava da contratto) quando in data 23 agosto 2007 devo, di nuovo, aprire un altro ticket: Signore e signori, la rete di nuovo ha lo stesso problema del 2005-2006 Invio ad aruba un'altra interminabile lista di downtime ma non ottengo una risposta tecnica utile All'interno dello stesso ticket, il giorno immediatamente successivo, posto una richiesta di aiuto, indicando che la macchina in questo preciso momento e' di nuovo scomparsa dalla rete e allego un traceroute dalla mia fibra fastweb verso il Mac mini presso aruba, in cui si vede come superato un certo hop i pacchetti vanno tutti in drop Mac:~ cariafraweb$ traceroute 62.149.198.162 traceroute to 62.149.198.162 (62.149.198.162), 64 hops max, 40 byte packets 1 192.168.1.1 (192.168.1.1) 2.149 ms 1.007 ms 1.921 ms 2 1.60.64.3 (1.60.64.3) 2.152 ms 2.448 ms 2.219 ms 3 10.251.112.89 (10.251.112.89) 2.256 ms 2.222 ms 2.208 ms 4 10.251.108.26 (10.251.108.26) 2.252 ms 3.230 ms 2.469 ms 5 10.251.109.1 (10.251.109.1) 2.507 ms 3.775 ms 2.367 ms 6 10.251.113.194 (10.251.113.194) 2.334 ms 2.848 ms 2.408 ms 7 10.52.1.245 (10.52.1.245) 2.654 ms 2.589 ms 2.578 ms 8 10.0.0.149 (10.0.0.149) 2.596 ms 2.791 ms 2.651 ms 9 10.254.0.89 (10.254.0.89) 2.855 ms 2.916 ms 2.714 ms 10 10.254.0.13 (10.254.0.13) 2.865 ms 3.254 ms 2.732 ms 11 89.96.200.154 (89.96.200.154) 3.154 ms 3.131 ms 3.582 ms 12 26.26.26.18 (26.26.26.18) 9.527 ms 11.122 ms 11.382 ms 13 26.26.26.161 (26.26.26.161) 12.315 ms 4.203 ms 7.746 ms 14 26.26.26.137 (26.26.26.137) 8.496 ms 4.235 ms 7.677 ms 15 89.97.200.253 (89.97.200.253) 17.932 ms 17.362 ms 39.361 ms 16 89.97.200.69 (89.97.200.69) 13.437 ms 17.131 ms 13.500 ms 17 83-103-100-38.ip.fastwebnet.it (83.103.100.38) 16.983 ms 13.792 ms 17.479 ms 18 151.6.3.165 (151.6.3.165) 14.063 ms 15.169 ms 17.821 ms 19 151.6.7.33 (151.6.7.33) 14.037 ms 17.925 ms 18.818 ms 20 151.6.64.229 (151.6.64.229) 23.434 ms 23.162 ms 21.293 ms 21 151.6.64.10 (151.6.64.10) 21.417 ms 23.087 ms 20.777 ms 22 7606P1.aruba.it (62.149.128.29) 22.621 ms 22.180 ms 21.531 ms 23 * * * 24 * * * 25 * * * 26 * * * 27 * * * 28 * * * 29 * * * 30 * * * 31 * * * 32 * * * 33 * * * 34 * * * 35 * * * 36 * * * 37 * * * 38 * * * 39 * * * ^C Mac:~ cariafraweb$ Dopo 30 minuti ancora nessuna risposta, inserisco allora un sollecito e sono costretto a inserine un altro alle 21.00, 57 minuti dopo il mio primo post di richiesta aiuto Finalmente arriva una risposta alle 21.14, dicendomi che ritengono che il server sia spento, visto che il monitor non da segnale (il motivo e' molto semplice: dopo 10 minuti ho messo che l'output video venga interrotto, questo e' normalissimo e anzi di default su credo ogni sistema server), richiedo allora che colleghino un mouse e lo muovano per "svegliare" l'uscita video Mi rispondono che secondo loro la macchina e' proprio ferma e la riavviano (anche questa volta senza chiedermi il permesso per farlo) Appena riesco ad entrare in ssh scopro, ovviamente, quello che pensavo: la macchina era rimasta assolutamente viva, visto che ha continuato a popolare i log fino a pochi secondi prima del riavvio, quindi non solo era il solito problema di connettivita' di aruba ma si aggiunge il fatto che il tecnico non aveva collegato correttamente tastiera e mouse... In data 7 settembre 2007 faccio un'ulteriore scoperta: parte dei downtime sono anche dovuti al fatto che il loro dns primario (al quale e' affidata la gestione del dominio del mio cliente) spesso va giu' La diagnostica di opendns cache check, effettuata da me alle ore 13.11 dello stesso giorno, e' piuttosto chiara: Nameserver trace for test.francescocariati.net: * Looking for who is responsible for root zone and followed h.root-servers.net. * Looking for who is responsible for net and followed e.gtld-servers.net. * Looking for who is responsible for francescocariati.net and followed dns2.technorail.com. Nameservers for test.francescocariati.net: * dns.technorail.com returned (SERVFAIL) * dns2.technorail.com Il motivo per il quale il dns secondario non abbia svolto il suo lavoro mi rimane oscuro Chiedo spiegazione di questo ennesimo problema e, dopo 2 solleciti, ottengono risposta dopo un GIORNO :help: Alla lista dei problemi che ho elencato in questo enorme post, possiamo aggiungere tutte le varie telefonate al loro numero di supporto notturno per chiedere di controllare che fine avesse fatto la mia macchina Aggiungiamo che verso maggio arriva una sorpresa inattesa: il contratto del mio cliente e' stato, unilateralmente, automaticamente aggiornato a quello nuovo, chiedendo quindi un supplemento di 72 Euro ivati per il rinnovo annuale (prima costava 15 + iva al mese, adesso 20 + iva al mese, quindi per un ipotetico rinnovo annuale la differenza e' di 60 euro piu' iva) Loro giustificano questa modifica con il fatto che adesso abbiamo a disposizione 100 Mbit/s di cui, pero', il mio cliente non ne sentiva la mancanza, mentre avrebbe gradito tenersi 60 euro in tasca Per concludere, alla luce di quanto sopra esposto, non me la sento proprio di consigliare il servizio di co-location di aruba a una persona fisica o giuridica che necessita di un servizio un minimo affidabile Ho gia' provveduto a richiedere i moduli per la rimozione del server dal loro datacenter, per poi rilocarlo a brevissimo presso un altra server farm (non mi sembra giusto scriverla chiaramente qui, qualcuno potrebbe pensare che sono venuto per fare pubblicita' ), in quanto i danni subiti dal mio cliente in 2 anni sono quantificabili in migliaia di Euro Per ulteriori domande sono qui Ciao
  2. Google ha voluto fornire alcuni numeri sulla sua piattaforma di blogging Blogger, uno dei più grandi siti web al mondo, visto che solamente questo servizio di Google genera gran parte delle page views di Mountain View: nel corso del tempo ha raccolto 500 milioni di posts inseriti dai suoi utenti e riceve il 75% delle visite da paesi al di fuori degli USA, a significare che lo sforzo di Google per renderlo disponibile in oltre 50 lingue è servito e ha permesso al servizio di diffondersi a livello mondiale. leggi tutto Leggi Google Boggler: la piattaforma si aggiorna dopo anni
  3. Secondo la ricerca di IDC dal titolo "Accelerate Hybrid Cloud Success: Adjusting the IT Mindset", i prossimi due anni costituiranno il punto di svolta per l'adozione del cloud computing in Europa, dove un'azienda su tre considera il cloud come una componente essenziale per la propria strategia IT. Stando alle stime rilasciate da IDC, gli investimenti in servizi di cloud pubblici a livello EMEA sono destinati a raggiungere i 18,8 miliardi di dollari entro il 2014. leggi tutto Leggi Cloud Computing in Europa: VMware pensa siano decisivi i prossimi 2 anni
  4. Sono bastati tre lustri per cambiare il mondo. Grazie ad un codice. Che ha rimescolato economia, società, cultura, informazione. Il 6 agosto del 1991 Tim Berners-Lee, matematico figlio di matematici e oggi baronetto, pubblicò il primo sito della rete creando il world wide web, un sistema di ipertesti alla base di internet. In breve, inventò internet. Dopo quindici anni - in realtà anche meno perché i primi computer dotati dell'interfaccia grafica che utilizziamo oggi comparvero nel 1993 - Yahoo! ha stimato che online ci siano 40 miliardi di pagine web. Anche se pare che siano un numero sensibilmente maggiore, all'incirca tra le 400 e le 750 volte in più rispetto a quanto calcolato dal portale. Grazie ad internet possiamo acquistare di tutto, comprare e mettere all'asta le cose più assurde, prenotare vacanze, corsi di studio, conversando con interlocutori, in tempo reale e più volte nello stesso giorno, anche loro all'altro capo del mondo. Trovando l'amore, assistendo in diretta all'inaugurazione di mostre allestite in musei come il Louvre o il Moma di New York ovunque sia il nostro domicilio, cambiando pure quello se troviamo un'offerta interessante. Tutte cose che adesso diamo per scontate. Ma prima? Quindici anni fa Amazon era solo un fiume (il Rio delle Amazzoni, in inglese Amazon) del Sud America, Ryanair una linea aerea irlandese che atterrava in città sconosciute ai più. Yahoo! una parola coniata da Jonathan Swift per i viaggi di Gulliver, eBay un refuso. E googol un numero infinito formato dalla cifra uno e un centinaio di zeri. Oggi sono milioni le persone che giornalmente navigano e lavorano su internet. Grazie a siti come quelli che elenchiamo a seguire, selezionati dall'Observer tra quelli più cliccati al mondo. eBay Con quasi 170 milioni di utenti, è la più grande casa d'aste del mondo. Proibito vendere esplosivi, fucili, animali, parti del corpo umano. Tutto il resto è ammesso. L'idea del sito venne a Pierre Omidyar, informatico dalla lunga coda di cavallo, quando la sua fidanzata gli manifestò tutta la sua preoccupazione per l'imminente trasferimento a Silicon Valley. Laggiù, gli pianse sconsolata sulla spalla, non avrebbe potuto aggiungere nuovi pezzi alla sua collezione di giocattoli. Il compagno, premuroso, le costruì un sito dedicato unicamente alle vendite online. Primo pezzo venduto, un puntatore laser, pure rotto riporta la leggenda. Ed eBay non è solo un modo per piazzare oggetti di seconda mano. Grandi industrie lo utilizzano per vendere i loro prodotti freschi di fabbrica, e sono tanti quelli che hanno preferito licenziarsi per trovare una fonte di guadagno sostitutiva partecipando alle aste di eBay. Wikipedia Da ragazzino Jimmy Wales, originario di Hunstville, Alabama, frequentava una scuola fatta di una sola stanza, tre i compagni di scuola. Figlio di genitori conservatori amanti della tradizione, per lunghi anni si sentì tagliato fuori dal mondo, isolato nel suo piccolo mondo antico. La soluzione arrivò nel gennaio 2001 con l'idea di creare un'enciclopedia sulla rete. Ma rispetto alle altre già online, era di libera consultazione e, soprattutto, aperta al contributo di chiunque. Qualsiasi utente infatti poteva non solo cambiare i contenuti delle voci già esistenti, ma crearne delle nuove, in modo da incrementare il "sapere" della libera enciclopedia. Le critiche sull'attendibilità di Wikipedia sono tante, il fatto che tutti possano scriverla e riscriverla non appare come una garanzia. Ciò nonostante la rivista Nature l'ha paragonata all'Enciclopedia Britannica, e Wales, interrogato sulla questione, ha spiegato come "talvolta capiti che qualche buontempone sostituisca la foto di Bush con quella di Hitler. Ma vi assicuro che in un paio di minuti ce n'è subito un altro che rimette le cose al suo posto. E fa parte della maggioranza degli utenti che intervengono su Wikipedia". Napster Shawn Fanning creò Napster quando frequentava la Boston Northeastern University. Lo scopo era agevolare lo scambio di file, soprattutto musicali, tra gli studenti dell'università. Naturalmente era tutto completamente illegale visto che violava nel modo più elementare le leggi sul copyright. Ciò nonostante in pochi mesi divenne uno dei siti più cliccati del mondo, con una media di 70 milioni di utenti registrati nell'anno 2000. Fanning, che nel frattempo aveva creato una compagnia come base d'appoggio per il successo monumentale del suo sito, venne preso di mira dalle industrie discografiche che lo trascinarono in tribunale. Il risarcimento milionario sancito dal giudice a favore delle compagnie ammontava a diversi milioni di dollari, e fece fare bancarotta alla società del ragazzo. Che fu costretta a capitolare. Napster esiste ancora, ma adesso è legale e i file si scaricano solo a pagamento. Sulla sua scia sono nati molti altri siti analoghi, ma nessuno si è salvato dall'ira delle major che continuano ad accumulare cause. Youtube Quando Chad Hurley e Steve Chen misero a punto Youtube in un garage di San Mateo nel 2004, volevano solo creare un sistema semplice e molto rapido per caricare e scaricare video dalla rete, filmati divertenti come riprese amatoriali di feste tra amici o compleanni. Mai avrebbero immaginato che nell'arco di poco meno di due anni sarebbe diventato uno dei siti più visitati del mondo con più di 100 milioni di clip viste giornalmente dagli internauti. Grazie al rapido evolvere della tecnologia, strumenti come videocamere e macchine digitali sono oggi nelle mani di chiunque, e sul sito si trovano dai videoclip fatti in casa a mini film indipendenti come quello realizzato da David Lehre, un teen ager della tribù di MySpace. Il suo filmino è diventato così popolare che il ragazzo ha già ricevuto diverse offerte da alcune delle principali case cinematografiche. E il successo è arrivato anche per i due papà del sito che hanno deciso di non vendere, rimanendo proprietari della loro creatura - che ha sempre sede a San Mateo ma in un loft con 26 impiegati. Recentemente sono entrati in società con la Nbc che, dopo aver vagliato la possibilità di denunciarli per i tanti clip video col suo marchio di fabbrica scambiati su Youtube, ha preferito stabilire un accordo commerciale con loro, mettendo sul sito materiale video di informazione e intrattenimento tra cui una selezione delle puntate salienti dei telefilm più seguiti del canale. Blogger.com Non c'erano tanti computer in Nebraska negli anni '70. E Evan Williams soffriva di solitudine. Tra i pochi proprietari di un pc, viveva in una regione senza grandi metropoli, che sentiva abbandonata a se stessa. Trasferitosi con la famiglia in California un paio di decenni dopo, fondò assieme a due amici il sito Blogger.com. "La cosa divertente è che all'epoca nessuno di noi capì le potenzialità di quello che stavamo facendo - ha ammesso Williams - pensavamo si trattasse di un piccolo hobby riservato a pochi". Ma qualche anno dopo il desiderio di tenere un weblog raccontando su internet episodi di vita privata, ironizzando su avvenimenti di ogni genere, mettendo online riflessioni su news, politica, cultura aprendosi al dialogo e ai commenti degli altri utenti, esplose tra gli affezionati del web. Che con Blogger.com potevano usufruire di uno strumento innovativo: se per tutti gli anni Novanta era stato possibile tenere un weblog solo all'interno di un sito da costruire partendo da zero, Williams e soci cambiarono le carte in tavola realizzando uno strumento che permetteva la pubblicazione di questi diari digitali senza l'obbligo della manutenzione di un sito. Semplice, rivoluzionario, tanto che oggi capita che le informazioni viaggino prima sui blog e poi sui mezzi d'informazione, invertendo il rapporto di sempre tra contenuto e contenitore. MySpace Chris DeWolfe era ancora tra i banchi della sua "business school" quando gli venne l'idea di realizzare MySpace. Insieme al collega e amico di vecchia data Tom Anderson voleva mettere in piedi un sito di social networking, un sistema cioè che aiutasse le persone a fare amicizia, ad entrare in contatto. Non sarebbero stati i primi visto che l'anno di nascita di MySpace è il 2003, ma gli unici a collezionare la bellezza di 100 milioni di utenti in due anni, superando in Inghilterra la Bbc per numero di clic e diventando il quarto sito più visitato al mondo. Come? La chiave del loro successo, secondo i due fondatori, è stata la capacità di guardare le persone mettendosi sullo stesso piano, osservando la vita secondo la stessa prospettiva. MySpace ha letteralmente coperto d'oro Wolfe e Anderson che non hanno saputo resistere ad un'offerta di Rupert Murdoch, vendendogli la loro impresa. Il ricavato? Circa 580 milioni di dollari. Amazon La più grande libreria del mondo all'inizio si chiamava Cadabra. Ma Jeff Bezos, che la costruì scaffale digitale dopo scaffale, decise di ribattezzarla quando il suo avvocato, per errore, un giorno la descrisse ad una riunione chiamandola Cadaver. Al suo posto scelse Amazon (come si indica in inglese il Rio delle Amazzoni) pensando a qualcosa di enorme e inarrestabile. E gli 8 miliardi di dollari intascati ogni anno, gli danno ragione. E pensare che all'inizio, per risparmiare, come ripiani delle scrivanie del primo ufficio erano state utilizzate delle vecchie porte. Bezos cavalcò benissimo l'onda delle dotcom e nel 1999, quattro anni dopo la nascita di Amazon, il settimanale Time lo mise in copertina nominandolo uomo dell'anno. Popolarissimo, Amazon ha fama di grande affidabilità e tutt'oggi è uno dei siti web più redditizi. Google Il suo nome è stato inserito tra i lemmi del prestigioso Oxford Dictionary. E' la locomotiva di tutte le ricerche che si effettuano sul web. Ed è stata l'impresa cresciuta più rapidamente dall'inizio della rivoluzione industriale. I suoi creatori, Larry Page e Sergey Brin, sono valutati 13miliardi di dollari a cranio. Ma nel '98, anno in cui Google apparve per la prima volta sulla rete, non arrivarono primi: l'idea era già venuta ad altri, e le ricerche si facevano su Altavista, Hotbot, Yahoo. Ma i due informatici sbaragliarono la concorrenza ideando un sistema di ricerca completamente rivoluzionario che mise ko tutti gli altri. Invece di classificare i risultati delle ricerche a seconda del numero di volte in cui il termine cercato appariva all'interno di una pagina, Page e Brin scelsero la frequenza con cui il sito relativo veniva linkato dagli altri. Che ne determinava così il valore: più link ha, più ottiene importanza. La scelta di una grafica leggera, gli consegnò definitivamente la coppa di primo motore di ricerca del mondo, diventando facilmente accessibile anche per utenti con connessioni casalinghe non iper veloci. Nel corso degli anni l'inventività di Google non si è fermata, creando caselle di posta in grado di contenere fino a 2 gigabyte di materiale - successo immediato - un vasto sistema di cartografia (Google map) e, tra gli ultimi gioielli, Google earth, una mappa del mondo dettagliata al mattone. Unico neo, aver tradito il motto iniziale "Non diventare il male". Il compromesso siglato col governo cinese, imprescindibile per poter girare anche sui computer del paese, ha imposto una serie di censure non proprio in linea con la libertà, e l'onestà, degli esordi. Yahoo! Ha 400 milioni di utenti al giorno, ma negli ultimi anni la sua stella è stata offuscata da quella di Google. Nato anche lui dalle menti di due laureati di Stanford, Jerry Yang e David Filo, venne alla luce come motore di ricerca quattro anni prima del rivale. Sconfitto, almeno per ora, sul piano delle indagini online, Yahoo! ha rischiato la bancarotta all'inizio del nuovo millennio. Salvato da un manager della Warner Brothers salito al timone dell'azienda per guidare la crisi post-boom, ha allargato il suo campo d'azione aprendosi alle news, ai giochi, alle chat e a molto altro ancora acquistando anche compagnie come Geocities. E se Google oggi è in cima al podio, Yahoo! è il suo principale avversario. repubblica.it
  5. Ciao a tutti, chiedo un consiglio e qualche spunto da provider e utenti, mi trovo a dover buttare giu una serie di punti su quali sono state le maggiori evoluzioni nel mondo dei data center negli ultimi 10/15 anni, sul fronte della gestione, dell'hardware e anche della realizzazione. Insomma, come è cambiata la struttura tipica da quando si ospitavano solo mainframes ad oggi. Ho alcuni spunti più che altro su: condizionamento, dimensioni, necessità di alimentazione e anche disposizione dei racks. Quali potrebbero esser altri punti interessanti? ;) Grazie!
  6. Google da oltre 3 anni lavora ad un algoritmo che possa lavorare su processori quantici, per migliorare ulteriormente le sue capacità di analisi e ricerca sui dati. Il tutto avviene in collaborazione con la società canadese D-Wave, compagnia che si definisce come "The Quantum Computing Company". Leggi Quantum computing, Google ci lavora già da 3 anni
  7. In molti Paesi una notevole quantità di PC rimane infetta per oltre 2 anni. In Italia, ad esempio i computer che restano “malati” per 2 anni sono più di 1 milione e mezzo. La durata media di infezione è pari a 300 giorni nei Paesi più colpiti. I cyber criminali, attraverso le reti bot, controllano un numero di macchine enorme e dispongono di una potenza di calcolo superiore a quella di tutti i supercomputer mondiali messi insieme. Ciò spiega il fatto che oltre il 90% di tutte le e-mail inviate a livello mondiale è costituito da spam. Nel 3° trimestre 2009 la piattaforma tecnologica di Trend Micro ha bloccato un numero record di oltre 4 miliardi di minacce al giorno. Leggi Trend Micro: 100 milioni di PC che si comportano da zombie, per almeno 2 anni
  8. Il 29 Ottobre di 40 anni fa due hosts sulla rete Internet si scambiavano per la prima volta un messaggio. Questa rete era ovviamente quella di ARPANET, Leonard Kleinrock e Charlie Kline provavano ad accedere ad un computer della Standford University dal loro pc alla University of California, il tutto grazie a IMP, Interface Message Processor. Leggi 40 anni fa il primo scambio di messaggi e pacchetti su Internet
  9. Bellissimo articolo di Ars Technica, il noto magazine tecnologico torna sulla bontà dei sistemi di autenticazione basati su username e password, descrivendolo come un sistema che ha fallito negli scorsi 30 anni e che ancora oggi risulta del tutto inaffidabile, almeno per le abitudini degli utenti. leggi tutto Leggi il resto di Un fallimento di anni: username e password sul blog di HostingTalk.it
  10. Causa ferie estive mi era sfuggito questo bell'articolo di CWI Italia che ricorda che 40 anni fa, in Agosto, nasceva Unix, un sistema che ha rivoluzionato il mondo informatico e, ancora oggi, è uno dei più importanti OS mai creati. leggi tutto Leggi il resto di I 40 anni di Unix sul blog di HostingTalk.it
  11. I collegamenti in fibra ottica si diffonderanno ancora nei prossimi anni, il cablaggio in fibra delle abitazioni dovrebbe vedere un incremento del 30% annuo nei prossimi 5 anni. La stima giunge da una ricerca di Heavy Reading, che riporta i dettagli nel PDF disponibile online. Leggi Collegamenti in fibra: nei prossimi 5 anni ci sarà la vera crescita
  12. Seppur la qualità dei blogs di TheWHIR non sia delle più lampanti nel mondo del webhosting, bisogna ammettere che i post interessanti, ogni tanto, ci sono. Meglio ancora se giungono da chi ha diretto una compagnia del calibro di Surpass Hosting e decide di portare ai lettori la propria esperienza. leggi tutto Leggi il resto di Hosting trasparenti: anni luce da noi sul blog di HostingTalk.it
  13. La Apache Software Foundation compie 10 anni e l'annuncio arriva direttamente da ApacheCon, la conferenza Europea dedicata proprio ai numerosi progetti opensource seguiti e sviluppati dalla fondazione, tra cui anche il noto webserver Apache, il più usato oggi al mondo. Leggi Apache Foundation festeggia 10 anni
  14. Lo scorso 13 Marzo il Web, il World Wide Web, ha compiuto 20 anni, e a spegnere le candeline è stato Tim Berners-Lee, il fisico che nel 1989, negli uffici del Cern, presentava lo straordinario progetto che avrebbe poi dato vita al Web. Leggi 20 anni di web, un grazie speciale a Tim Berners-Lee
  15. ICANN ha festeggiato il 30 Settembre i suoi 10 anni di attività. Una decade passata a rivoluzione e migliorare il sistema di gestione dei nomi a dominio, modellandolo su una crescita esponenziale dell'utenza presente sulla rete. Le parole dell'attuale CEO a ricordare il ruolo primario dell'associazione no-profit. Leggi la News
  16. Ciao ragazzi, sono webmaster di www.forumviaggiatori.com e da circa 2 anni "risiedo" su un server di Hostingperte. Che dire: sono molto soddisfatto del servizio offerto per l'efficienza, professionalità e gentilezza dimostrata. Parlare con Francesco e Fabio è sempre un piacere perchè fanno sempre di tutto per aiutarmi anche quando il problema è causato da me o da qualche bug di phpbb. Questo secondo me li posiziona un gradino più in alto di molti altri che davanti a problemi non loro se ne lavano le mani. Pensate che notando un aumento di traffico sul mio forum, senza chiedermi alcun upgrade finanziario o altro, mi hanno spostato su una linea di server molto più potente offrendomi così delle prestazioni decisamente più elevate. Potrei raccontarvi diversi fatti che mi fanno sempre più credere di avere fatto la scelta giusta affidandomi a loro e proprio per questo mi sento di consigliarli a molti di voi. Probabilmente non mi leggeranno, ma credo sia giusto da parte mia fargli i COMPLIMENTI per come svolgono il loro lavoro ! Saluti a tutti
  17. Dieci anni di VMware, la compagnia leader nel mercato della virtualizzazione dieci anni fa era pressochè sconosciuta e solo agli esordi di una storia che in così poco tempo l'ha già portata ai massimi livelli nel settore IT. Leggi la News
  18. Ciao a tutti. Metto in vendita il dominio gamernext.com Descrizione: Ottimo dominio per siti di giochi. Registrato nel 2002, ha più di 6 anni di vita. Ottimo rank alexa e google Prezzo richiesto: 2000 euro trattabili Scadenza vendita: 31/05/2008 Page rank (Google): 3 Grazie.
  19. La recente conferenza di Pechino riporta alla luce il problema del passaggio ad IPv6, da qui a tre anni gli esperti stimano la fine della disponibilità di indirizzi IPv4. Leggi la News
  20. Il più famoso CDN al mondo festeggia il compimento di 10 anni di attività. Oggi il gruppo opera in oltre 70 paesi e sostiene il business dei più nomi mondiali. Leggi la News
  21. BBC ricorda la nascita, quindici anni fa, del termine spam, oggi non un evento da ricordare, ma un fenomeno che danneggia fortemente la rete Internet e tutti i suoi utenti. Leggi la News
  22. Come da oggetto. Cosa mi regalate? :D
  23. Avrebbero potuto essere molti di più ma, tra momenti bui e periodi di successo, in 20 anni anche i domini.it hanno dimostrato di poter crescere: sono ormai un milione e mezzo i domini "italiani" registrati da italiani e non. Un risultato che il Registro del ccTLD.it, in seno al CNR, oggi festeggia, anche perché il 23 dicembre ricorre il ventennale dalla nascita di quei domini. Leggi la News
  24. Salve a tutti, me lo sono chiesto oggi quando ho visto l'offerta di http://www.hostingsolution.it relativa all'anno gratuito all'acquisto di un nome di dominio. Mi stavo appunto chiedendo se si tratta di una politica commerciale "aggressiva" oppure una mossa dettata dalla pura e semplice disperazione. Ho deciso di aprire questo thread in Off-Topic in quanto questo ragionamento potrebbe estendersi anche oltre il mercato dell'hosting. Voi che ne pensate? :fagiano:
  25. La compagnia HostMySite festeggia 10 anni di attività; dalla piccola compagnia che offriva servizi di webdesign si è completamente trasformata, ora ha 180 impiegati e più di 65000 clienti. Ultimamente Adobe ha stretto un accordo per il lancio in esclusiva sui loro server del nuovo ColdFusion 8. Leggi la News
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