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  1. Ragazzi, scusate se la mia domanda può sembrare banale. attualmente ho un vps su cui ho inserito un dominio registrato presso misterdomain. Ora, da Plesk ho creato un sottodomionio, ma a distanza di quasi un ora ho visto che il sottodominio risulta ancora non ragiungibile.. Guardando i DNS del dominio ho visto che nel momento in cui eseguo la procedura guidata per inserire il sottodominio, viene inserito un comando A contentente il mio sottodomionio che punta all'IP del VPS. Sembrerebbe tutto correto ma non capisco perchè non reisco ad entrare. PS. Ho provato anche a riavviare il VPS.
  2. Oltre che dell'ecommerce in generale potremmo parlare dell'attività di hosting provider, di sviluppo software, di assistenza sistemistica on demand etc.... Insomma tutto quello che può essere un lavoro online. A prima vista pare che il web sia ultraveloce, tutto in tempo reale, di fatto con attività tradizionali l'unica differenza è che non serve recarsi sul luogo dove viene erogato il servizio e non c'è limite di orario (tranne che per poste.it e per la mia banca che il 31 alle 10 di mattina mi aveva già chiuso i bonifici home banking per quel giorno :062802drink_prv:). Questo non limite però, statistiche alla mano, non è che sia sfruttabile in maniera incredibile. Da clientela italiane quante vendite si potranno fare di notte? Solo con attività internazionali sarebbe un vantaggio reale. In sostanza, per lanciare il discorso, io sostengo che anche una attività online (hosting provider compreso), a meno che non abbia risorse enormi, ha una incubazione di 2/3 anni almeno, similmente ad una attività tradizionale. Non intendo che per 3 anni non si guadagni nulla o ci si rimetta (potrebbe pure essere) ma che sicuramente in quei 3 anni non ci si può vivere. Dopo forse si può iniziare ad avere una certa sicurezza (tenendo presente che solo la morte è certa). Per quanto riguarda il settore hosting, se riguardo indietro vedo realtà che 3 anni fa stavano ancora cercando il proprio posto ed il proprio spazio ed oggi nel bene e nel male si sono costruite una faccia. Vedo attività più giovani che ancora non decollano. Con gli ecommerce in generale mi pare che siamo sugli stessi livelli... Parlo di 3 anni, ma un Nome di peso si costruisce con tempi ancor più lunghi. Che ne pensate?
  3. Salve, Avrei da farvi un pò di domande sul settore domini e hosting e sullo start-up di un'impresa di hosting. Ho notato che in rete ci sono molti provider che offrono domini a prezzi che oscillano abbastanza ma che in genere si attestano tra gli 8 e i 10 euro. E provider che offrono pacchetti hosting condiviso (con 1 GB di spazio diciamo) con prezzi che variano da una decina a un centinaio di euro. Premettendo che nel formulare le seguenti domande mi riferisco alla condizione di una nuova impresa di hosting dotata di un budget limitato, volevo chiedervi quanto segue: 1. Quali sono i fattori che determinano il successo o il fallimento di un'iniziativa nel settore hosting? 2. Quali sono i passi da seguire per far acquisire a un nuovo brand del settore hosting una certa visibilità? Dalla mia breve esperienza in questo campo sto notando che la competitività dell'offerta (domini a prezzi molto bassi e hosting full optional ad un prezzo molto competitivo) non è poi così determinante. Pertanto, che altro serve per rendere un'offerta davvero imperdibile? 3. C'è richiesta di domini e pacchetti hosting nel mercato italiano? Se sì, come va intercettata questa domanda? 4. Chi offre domini a più di 10 euro e piani hosting a più di 50 euro riesce a fare delle vendite o è tagliato fuori dal mercato? 5. Un servizio di registrazione domini a 5 euro (cioè la metà rispetto ai prezzi praticati dai principali provider italiani) potrebbe avere successo? In che modo dovrebbe essere promossa un'offerta del genere? 6. Quanto deve investire in pubblicità una compagnia per far acquisire visibilità al proprio brand e alle proprie offerte? 7. La pubblicità produce dei risultati? Fa aumentare le vendite in modo significativo al punto da permettere la copertura dei costi? 8. E' possibile intaccare il quasi monopolio che c'è in Italia nel settore domini e hosting offrendo questi servizi a prezzi molto contenuti? O tutte le nuove imprese che nascono in questo campo si devono rassegnare ad un ruolo di marginalità? 9. L'utente medio italiano acquista domini e hosting o tende a diffidare e magari si affida al webmaster per l'acquisto dell'hosting? 10. Quali sono i canali principali per far conoscere un nuovo brand e come entrare in contatto con i webmaster e con i grandi collettori di ordini? Per il momento mi fermo qui. Spero che possiate aiutarmi a capire qualcosa di più sul modo di muoversi in questo mondo. Grazie in anticipo.
  4. raimondo@bruschi.com

    Avvio sincrono IT (basta LAR)

    Il registro IT (nic.it) ha pubblicato la NUOVA time line del sincrono per i domini IT: informazioni generali <- link sul sito nic Ora bisognera' attende quali opertori adegueranno i loro processi al nuovo sistema, migrando a questa nuova modalita', che non ha strada di ritorno per gli MNT che si accreditano come Registrar IT e lo utilizzino come modalita' di registrazione. Se posso farmi un po' di publicita implicita: Noi come regdom.it siamo tra i pochi ad avere fatto test EPP ed avere gia' tutto pronto per usare il sincrono, ma il riscontro era di pochi come noi (una decina e non i soliti !). Per questo motivo e' slittata dal 22/06/2009 l'introduzione e l'avvio del sincrono IT al 28 settembre 2009 ma si preannuncia un avvio diffuso non immediato. Si potra' continuare a registrare domini con l'uso della LAR per due anni presso MNT non Registrar IT Saluti e buon sincrono a tutti ;-) (*) LAR = Lettera assunzione resposabilita' (l'attuale da firmare e invare via fax). EPP= codifica di comandi e linguaggio utilizzato nella modalita' SINCRONA. Regitrar IT = Soggetti accreditati per l'uso in modalita' EPP per cui che usufriuscono del processo SINCRONO senza dover usare la LAR. ASINCRONO = processo di registrazione domini con LAR e trasmissione via fax ( l'attuale).
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