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  1. Salve volevo sapere siccome ho dovuto cambiare i dati dell'intestatario di un dominio .net dal pannello del mio provider volevo sapere quando tempo ci vuole per far comparire i nuovi dati anche nel whois?
  2. Come ha fatto Amazon a continuare a crescere in un periodo di crisi? Come ha fatto a farlo mentre la concorrenza cercava invano di restare a galla e mantenere i fatturati degli anni precedenti? Un articolo di BusinessWeek cerca di dare la risposta parlando di un aspetto fondamentale nel commercio online: le spedizioni. leggi tutto Leggi il resto di Amazon Prime: le spedizioni che hanno cambiato l'e-commerce sul blog di HostingTalk.it
  3. Il Server dedicato continua ad essere un prodotto molto gettonato, nel mercato italiano come in quello europeo. Abbiamo visto una sostanziale evoluzione di questo prodotto dal 2007 in avanti, quando all'epoca avevamo avviato una bella discussione per capire come avrebbe reagito il mercato di fronte all'idea di un dedicato lowcost: http://www.hostingtalk.it/forum/professione-hosting-provider/3614-le-nuove-offerte-lowcost-hanno-portato-un-reale-beneficio.html Nel 2010 vi sono a mio parere anche due filoni di business per quanto riguarda il mercato italiano ed entrambi hanno ovviamente delle logiche proprie e una evoluzione diversa: - Aziende che hanno un core business in questo settore e vendono quasi esclusivamente dedicati - Aziende di servizi hosting che riservano ai dedicati il ruolo di servizio "finale" per i clienti che sono cresciuti nel settore dello shared, e man mano al crescere delle esigenze sono passati a soluzioni dedicate, offerte direttamente dal provider. In generale oggi chi guarda ad un server dedicato, guarda ad una macchina di media potenza, dato che spesso sono destinati ad ospitare clienti di webagency o progetti realizzati da società di consulenza. Vedo che in molti guardano al dedicato anche come alla soluzione per virtualizzare e concentrare più macchine in una, dovendo così scegliere una soluzione non certo lowcost. Non solo, chi oggi valuta un server dedicato, anche se ancora titubante, si informa anche per VPS di alto livello e ancora poco, anche per cloud computing o cloud hosting (ciò avviene quando l'idea è solitamente vaga in merito alle necessità). Si continuano ad acquistare dedicati senza avere conoscenze, ma dopo un po' di tempo vedo che sono anche tante le pmi o i professionisti che si orientano poi a soluzioni managed una volta che i volumi crescono. Di fatto il lowcost puro non ha avuto il successo che si era preventivato, o ha riguardato una fascia molto precisa di clienti. Volevo avviare una discussione per capire come vedete voi questo prodotto nel 2010 e come pensate si sia evoluto, dal punto di vista del cliente che qui su HT ha modo di vedere tutte le offerte, e dal punto di vista dell'isp che invece si confronta con l'andamento del mercato e delle tendenze :)
  4. Sono bastati tre lustri per cambiare il mondo. Grazie ad un codice. Che ha rimescolato economia, società, cultura, informazione. Il 6 agosto del 1991 Tim Berners-Lee, matematico figlio di matematici e oggi baronetto, pubblicò il primo sito della rete creando il world wide web, un sistema di ipertesti alla base di internet. In breve, inventò internet. Dopo quindici anni - in realtà anche meno perché i primi computer dotati dell'interfaccia grafica che utilizziamo oggi comparvero nel 1993 - Yahoo! ha stimato che online ci siano 40 miliardi di pagine web. Anche se pare che siano un numero sensibilmente maggiore, all'incirca tra le 400 e le 750 volte in più rispetto a quanto calcolato dal portale. Grazie ad internet possiamo acquistare di tutto, comprare e mettere all'asta le cose più assurde, prenotare vacanze, corsi di studio, conversando con interlocutori, in tempo reale e più volte nello stesso giorno, anche loro all'altro capo del mondo. Trovando l'amore, assistendo in diretta all'inaugurazione di mostre allestite in musei come il Louvre o il Moma di New York ovunque sia il nostro domicilio, cambiando pure quello se troviamo un'offerta interessante. Tutte cose che adesso diamo per scontate. Ma prima? Quindici anni fa Amazon era solo un fiume (il Rio delle Amazzoni, in inglese Amazon) del Sud America, Ryanair una linea aerea irlandese che atterrava in città sconosciute ai più. Yahoo! una parola coniata da Jonathan Swift per i viaggi di Gulliver, eBay un refuso. E googol un numero infinito formato dalla cifra uno e un centinaio di zeri. Oggi sono milioni le persone che giornalmente navigano e lavorano su internet. Grazie a siti come quelli che elenchiamo a seguire, selezionati dall'Observer tra quelli più cliccati al mondo. eBay Con quasi 170 milioni di utenti, è la più grande casa d'aste del mondo. Proibito vendere esplosivi, fucili, animali, parti del corpo umano. Tutto il resto è ammesso. L'idea del sito venne a Pierre Omidyar, informatico dalla lunga coda di cavallo, quando la sua fidanzata gli manifestò tutta la sua preoccupazione per l'imminente trasferimento a Silicon Valley. Laggiù, gli pianse sconsolata sulla spalla, non avrebbe potuto aggiungere nuovi pezzi alla sua collezione di giocattoli. Il compagno, premuroso, le costruì un sito dedicato unicamente alle vendite online. Primo pezzo venduto, un puntatore laser, pure rotto riporta la leggenda. Ed eBay non è solo un modo per piazzare oggetti di seconda mano. Grandi industrie lo utilizzano per vendere i loro prodotti freschi di fabbrica, e sono tanti quelli che hanno preferito licenziarsi per trovare una fonte di guadagno sostitutiva partecipando alle aste di eBay. Wikipedia Da ragazzino Jimmy Wales, originario di Hunstville, Alabama, frequentava una scuola fatta di una sola stanza, tre i compagni di scuola. Figlio di genitori conservatori amanti della tradizione, per lunghi anni si sentì tagliato fuori dal mondo, isolato nel suo piccolo mondo antico. La soluzione arrivò nel gennaio 2001 con l'idea di creare un'enciclopedia sulla rete. Ma rispetto alle altre già online, era di libera consultazione e, soprattutto, aperta al contributo di chiunque. Qualsiasi utente infatti poteva non solo cambiare i contenuti delle voci già esistenti, ma crearne delle nuove, in modo da incrementare il "sapere" della libera enciclopedia. Le critiche sull'attendibilità di Wikipedia sono tante, il fatto che tutti possano scriverla e riscriverla non appare come una garanzia. Ciò nonostante la rivista Nature l'ha paragonata all'Enciclopedia Britannica, e Wales, interrogato sulla questione, ha spiegato come "talvolta capiti che qualche buontempone sostituisca la foto di Bush con quella di Hitler. Ma vi assicuro che in un paio di minuti ce n'è subito un altro che rimette le cose al suo posto. E fa parte della maggioranza degli utenti che intervengono su Wikipedia". Napster Shawn Fanning creò Napster quando frequentava la Boston Northeastern University. Lo scopo era agevolare lo scambio di file, soprattutto musicali, tra gli studenti dell'università. Naturalmente era tutto completamente illegale visto che violava nel modo più elementare le leggi sul copyright. Ciò nonostante in pochi mesi divenne uno dei siti più cliccati del mondo, con una media di 70 milioni di utenti registrati nell'anno 2000. Fanning, che nel frattempo aveva creato una compagnia come base d'appoggio per il successo monumentale del suo sito, venne preso di mira dalle industrie discografiche che lo trascinarono in tribunale. Il risarcimento milionario sancito dal giudice a favore delle compagnie ammontava a diversi milioni di dollari, e fece fare bancarotta alla società del ragazzo. Che fu costretta a capitolare. Napster esiste ancora, ma adesso è legale e i file si scaricano solo a pagamento. Sulla sua scia sono nati molti altri siti analoghi, ma nessuno si è salvato dall'ira delle major che continuano ad accumulare cause. Youtube Quando Chad Hurley e Steve Chen misero a punto Youtube in un garage di San Mateo nel 2004, volevano solo creare un sistema semplice e molto rapido per caricare e scaricare video dalla rete, filmati divertenti come riprese amatoriali di feste tra amici o compleanni. Mai avrebbero immaginato che nell'arco di poco meno di due anni sarebbe diventato uno dei siti più visitati del mondo con più di 100 milioni di clip viste giornalmente dagli internauti. Grazie al rapido evolvere della tecnologia, strumenti come videocamere e macchine digitali sono oggi nelle mani di chiunque, e sul sito si trovano dai videoclip fatti in casa a mini film indipendenti come quello realizzato da David Lehre, un teen ager della tribù di MySpace. Il suo filmino è diventato così popolare che il ragazzo ha già ricevuto diverse offerte da alcune delle principali case cinematografiche. E il successo è arrivato anche per i due papà del sito che hanno deciso di non vendere, rimanendo proprietari della loro creatura - che ha sempre sede a San Mateo ma in un loft con 26 impiegati. Recentemente sono entrati in società con la Nbc che, dopo aver vagliato la possibilità di denunciarli per i tanti clip video col suo marchio di fabbrica scambiati su Youtube, ha preferito stabilire un accordo commerciale con loro, mettendo sul sito materiale video di informazione e intrattenimento tra cui una selezione delle puntate salienti dei telefilm più seguiti del canale. Blogger.com Non c'erano tanti computer in Nebraska negli anni '70. E Evan Williams soffriva di solitudine. Tra i pochi proprietari di un pc, viveva in una regione senza grandi metropoli, che sentiva abbandonata a se stessa. Trasferitosi con la famiglia in California un paio di decenni dopo, fondò assieme a due amici il sito Blogger.com. "La cosa divertente è che all'epoca nessuno di noi capì le potenzialità di quello che stavamo facendo - ha ammesso Williams - pensavamo si trattasse di un piccolo hobby riservato a pochi". Ma qualche anno dopo il desiderio di tenere un weblog raccontando su internet episodi di vita privata, ironizzando su avvenimenti di ogni genere, mettendo online riflessioni su news, politica, cultura aprendosi al dialogo e ai commenti degli altri utenti, esplose tra gli affezionati del web. Che con Blogger.com potevano usufruire di uno strumento innovativo: se per tutti gli anni Novanta era stato possibile tenere un weblog solo all'interno di un sito da costruire partendo da zero, Williams e soci cambiarono le carte in tavola realizzando uno strumento che permetteva la pubblicazione di questi diari digitali senza l'obbligo della manutenzione di un sito. Semplice, rivoluzionario, tanto che oggi capita che le informazioni viaggino prima sui blog e poi sui mezzi d'informazione, invertendo il rapporto di sempre tra contenuto e contenitore. MySpace Chris DeWolfe era ancora tra i banchi della sua "business school" quando gli venne l'idea di realizzare MySpace. Insieme al collega e amico di vecchia data Tom Anderson voleva mettere in piedi un sito di social networking, un sistema cioè che aiutasse le persone a fare amicizia, ad entrare in contatto. Non sarebbero stati i primi visto che l'anno di nascita di MySpace è il 2003, ma gli unici a collezionare la bellezza di 100 milioni di utenti in due anni, superando in Inghilterra la Bbc per numero di clic e diventando il quarto sito più visitato al mondo. Come? La chiave del loro successo, secondo i due fondatori, è stata la capacità di guardare le persone mettendosi sullo stesso piano, osservando la vita secondo la stessa prospettiva. MySpace ha letteralmente coperto d'oro Wolfe e Anderson che non hanno saputo resistere ad un'offerta di Rupert Murdoch, vendendogli la loro impresa. Il ricavato? Circa 580 milioni di dollari. Amazon La più grande libreria del mondo all'inizio si chiamava Cadabra. Ma Jeff Bezos, che la costruì scaffale digitale dopo scaffale, decise di ribattezzarla quando il suo avvocato, per errore, un giorno la descrisse ad una riunione chiamandola Cadaver. Al suo posto scelse Amazon (come si indica in inglese il Rio delle Amazzoni) pensando a qualcosa di enorme e inarrestabile. E gli 8 miliardi di dollari intascati ogni anno, gli danno ragione. E pensare che all'inizio, per risparmiare, come ripiani delle scrivanie del primo ufficio erano state utilizzate delle vecchie porte. Bezos cavalcò benissimo l'onda delle dotcom e nel 1999, quattro anni dopo la nascita di Amazon, il settimanale Time lo mise in copertina nominandolo uomo dell'anno. Popolarissimo, Amazon ha fama di grande affidabilità e tutt'oggi è uno dei siti web più redditizi. Google Il suo nome è stato inserito tra i lemmi del prestigioso Oxford Dictionary. E' la locomotiva di tutte le ricerche che si effettuano sul web. Ed è stata l'impresa cresciuta più rapidamente dall'inizio della rivoluzione industriale. I suoi creatori, Larry Page e Sergey Brin, sono valutati 13miliardi di dollari a cranio. Ma nel '98, anno in cui Google apparve per la prima volta sulla rete, non arrivarono primi: l'idea era già venuta ad altri, e le ricerche si facevano su Altavista, Hotbot, Yahoo. Ma i due informatici sbaragliarono la concorrenza ideando un sistema di ricerca completamente rivoluzionario che mise ko tutti gli altri. Invece di classificare i risultati delle ricerche a seconda del numero di volte in cui il termine cercato appariva all'interno di una pagina, Page e Brin scelsero la frequenza con cui il sito relativo veniva linkato dagli altri. Che ne determinava così il valore: più link ha, più ottiene importanza. La scelta di una grafica leggera, gli consegnò definitivamente la coppa di primo motore di ricerca del mondo, diventando facilmente accessibile anche per utenti con connessioni casalinghe non iper veloci. Nel corso degli anni l'inventività di Google non si è fermata, creando caselle di posta in grado di contenere fino a 2 gigabyte di materiale - successo immediato - un vasto sistema di cartografia (Google map) e, tra gli ultimi gioielli, Google earth, una mappa del mondo dettagliata al mattone. Unico neo, aver tradito il motto iniziale "Non diventare il male". Il compromesso siglato col governo cinese, imprescindibile per poter girare anche sui computer del paese, ha imposto una serie di censure non proprio in linea con la libertà, e l'onestà, degli esordi. Yahoo! Ha 400 milioni di utenti al giorno, ma negli ultimi anni la sua stella è stata offuscata da quella di Google. Nato anche lui dalle menti di due laureati di Stanford, Jerry Yang e David Filo, venne alla luce come motore di ricerca quattro anni prima del rivale. Sconfitto, almeno per ora, sul piano delle indagini online, Yahoo! ha rischiato la bancarotta all'inizio del nuovo millennio. Salvato da un manager della Warner Brothers salito al timone dell'azienda per guidare la crisi post-boom, ha allargato il suo campo d'azione aprendosi alle news, ai giochi, alle chat e a molto altro ancora acquistando anche compagnie come Geocities. E se Google oggi è in cima al podio, Yahoo! è il suo principale avversario. repubblica.it
  5. Finalmente dopo tanto tempo posso anunciarlo : HO CAMBIATO COMPUUUUUTER !!!! Il mio nuovo pc ( non che sia un fuoriclasse ) è composto da : Processore AMD Athlon 64 3500+ sk.939 MB AsRock 939Dual-SATA2 DDR 512MB 400Mhz( che pena :asd: ) HD Maxtor 80gb HD Maxtor 20Gb quasi scordavo ! Scheda Grafica NVIDIA GeForce 2 MX 400 64MB :lode: Case normale + alimentatore normale e monito Acer AL1916W 19" 16:10 da notare che gli HDD, la ram ,la sk.grafica, il monitor ed il case già ce li avevo ! L'ho montato ora e sembra abbastanza Buonnno !
  6. Sono bastati tre lustri per cambiare il mondo. Grazie ad un codice. Che ha rimescolato economia, società, cultura, informazione. Il 6 agosto del 1991 Tim Berners-Lee, matematico figlio di matematici e oggi baronetto, pubblicò il primo sito della rete creando il world wide web, un sistema di ipertesti alla base di internet. In breve, inventò internet. Leggi la News
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