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  1. Salve a tutti, stiamo realizzando un software gestionale per controllare i domini, piani hosting e quant'altro. Abbiamo bisogno di alcune dritte per realizzarlo meglio ed offrirlo a tutti con le funzioni comuni. Il progetto si chiama ShineISP e l'intenzione è gestire semplicemente un ISP aiutandolo a mantenere in ordine le richieste di domini, hosting e quant'altro all'interno di un unico software. Avevamo già valutato e provato alcuni software in circolazione ma sono stati realizzati per isp americani. Vi invio uno screenshot per farvi vedere a che punto siamo. Programmazione php5 + mysql Gestione Modulare Gestione Attributi - Gestione Domini - Gestione Clienti - Gestione Fornitori - Gestione Ordini - Gestione Prodotti - Esportazione delle liste anche parziali Fateci sapere. Shine Software Shine Software Home page
  2. Ho un provider che mi invia circa 2 email al mese, con promozioni, offerte, sconti in base a quel che io ho già da lui come servizi e via così. Ho letto quasi ogni email, sono ben fatte. E' un provider italiano, abbastanza grande che evidentemente gioca molto sul marketing per mantenere un livello di prezzi anche superiore al resto del mercato (i servizi sono in ogni caso buoni e l'assistenza pronta). Il tutto per chiedere, voi provider, ma anche liberi professionisti, come mantenete "attivi" i vostri clienti? 1) Newsletter periodica? 2) Sconti personalizzati? 3) Offerte da inviare a tutti i clienti? 4) Affiliati che fanno tutto questo per voi? Non mi pare se ne sia già parlato, o almeno non in maniera approfondita. Ovviamente anche i clienti che vogliono dire la loro su quale tipologia di marketing apprezzano (e la parola marketing per una volta acquista un senso positivo!) sono i benvenuti! :)
  3. Anche PayPal ha abbandonato Wikileaks, il sito è così stato abbandonato da Amazon prima, con la sospensione delle istanze attive su EC2, poi da EveryDNS, il servizio che forniva la visibilità al dominio, e infine da chi invece faceva semplicemente da strumento per la raccolta delle donazioni al sito web. leggi tutto Leggi il resto di Terra bruciata intorno a Wikileaks, giusto da parte di un ISP? sul blog di HostingTalk.it
  4. Ancora problemi legati a Internet. Google sa bene che il vecchio paese Europeo è uno dei più severi in materia di Internet e privacy, e le numerose accuse lanciate al motore di ricerca sono divenute negli anni quasi un modo per guardare a come l'Europa intende tutelarsi. Leggi Olanda: ad alcuni hotels la richiesta di registrarsi come ISP
  5. Salve a tutti. Purtroppo su internet si trova ben poco. Voglio capire come si diventa ISP per le connessioni ad internet e come è strutturato un internet provider. Vorrei anche un vostro parere se è meglio un ISP o un VISP. Spero che sia la sezione adatta. Purtroppo non so proprio a chi chiedere. Grazie.
  6. Ciao a tutti, sto per prendere 2 server dedicati dove vorrei ospitare le applicazioni sviluppate per alcuni clienti. A questo punto pensavo di inquadrare la cosa direttamente come isp, modulerei quindi un'offerta commerciale che preveda la vendita di spazio per siti web e altri servizi (vedi mail) su questa infrastruttura. Per i domini opterei per una soluzione da reseller. Ho però alcuni dubbi a livello legislativo. Quali sono i passi per poter essere "in regola"? Devo fare comunicazioni particolari? Pagare una qualche licenza? O basta avere una società e l'infrastruttura? Grazie in anticipo :)
  7. Salve ragazzi, ho acquistato un dominio .it su aruba cambiando i name server puntandoli entrambi su server in mio possesso per gestire tutto con IspConfig 3 in questa maniera: ns1.dominio.it --> 79.xxx.xxx.xxx (amazon pannello IspConfig) ns2.dominio.it ---> 92.xxx.xxx.xxx (hosteurope pannello Plesk) All'inizio Aruba non mi passava il cambio perchè avevo impostato sia per ns1 che per ns2 lo stesso IP (ma perchè non si può fare....con i .com si? ) Quindi ho optato per ns2 con un server dove gestisco posta elettronica, con installato su Bind. Ora il nic mi rifiuta il passaggi dei nameserver. su ISP config (79.xxx.xxx.xxx su Amazon) ho creato una DNS ZONE con i seguenti parametri richiesti: Zone SOA : dominio1.it NS: ns1.dominio.it e con i seguanti RECORD associati: A NAME : dominio.it 79.xxx.xxx.xxx A NAME : ns1.dominio.it 79.xxx.xxx.xxx A NAME: mx.dominio.it 79.xxx.xxx.xxx MX : mx.dominio.it NS: ns1.dominio.it c'è qualcosa da fare ancora? Che devo fare sull'altro server (con PLESK??!?) C'è una configurazione simile per Ns2. Ringrazio in anticipo chi potrà aiutarmi.
  8. Anche al WHD la tematica "reselling" è sempre presente, l'ultimo giorno prima di andare via ho incontrato un'azienda che si occupa di cloud storage, mentre ero li a discutere con loro, si avvicina un signore di mezza età che chiede informazioni: sta cercando qualcosa per poter rivendere spazio con un sistema simile a S3 nella propria azienda di webhosting. Ci tiene ad una cosa: assistenza e risoluzione dei problemi con staff dedicato. Fa riflettere su come chi decide di affidarsi a terzi per la vendita di un servizio debba considerare un sacco di fattori prima di scegliere: in primis l'assistenza. Chi rivende hosting, anche con server dedicati, si trova spesso nelle mani di persone che anche con nomi altisonanti e prezzi molto bassi, sono il peggio del mercato. Risposte al limite dell'accettabile, che non solo fanno perdere clienti ma rischiano di mettere in crisi l'intera attività di reselling. Che siano domini, webosting, ecommerce, la scelta di un fornitore per la propria attività dovrebbe mettere al primo posto l'assistenza, così come chi decide di concentrarsi sul reselling dovrebbe tenere in considerazione che chi rivende non è un cliente come altri, non può avere un prezzo uguale agli altri, e così servizi come altri. Cosa ne pensate? Come fate a decidere a quale fornitore affidarvi quando non potete erogare un servizio direttamente dai vostri server o con le vostre "forze"?
  9. Un nostro utente faceva giustamente notare che manca una discussione in cui si parla di come contattare un grande ISP (come Telecom, Tiscali, Fastweb, Libero ecc) nel caso si abbiano problemi di ricezione/invio email dal proprio server non dipendenti dalle nostre configurazioni. Solitamente si scrive a postmaster per notificare il tutto, ma non ottenendo risposta quali sono le altre possibili soluzioni o i canali utilizzabili? :)
  10. Salve a tutti, sono nuovo. Se è la sezione sbagliata potete spostare il messagio. Intanto spero che questo sia il forum adatto per avere quante più risposte possibili. Mi piacerebbe sapere come è fatto un ISP. Ho provato a cercare su internet ma stranamente non riesco a trovare nulla. Premesso che non sono un esperto. Grazie tante.
  11. Salve. Cercando su google una guida per ISP Config ho trovato questo Forum, sperando che qualcuno di voi abbia la grazia di aiutarmi. Ho comprato un RPS su OVH, con installato sopra Debiano 5.0 ( ISP Config 3 ) Poi ho comprato un dominio noa-games.com Il mio problema e che non riesco in nessuno modo ad associare quel dominio al server. Ho provato a creare vari ns1.noa-games.com ma non andava ç_ç L'Ip del server e questo 188.165.54.162 Magari mi potreste anche aiutare con lo spazio FTP non riesco ad accederci con FileZilla, mi dice sempre Errore grave nel server -.- Ringrazio in anticipo la persona che mi aiutera. Se vuole mi puo anche aggiungere su MSN - sh0ck_1991@live.it
  12. Chi ha usato Gmail sa bene che il filtro in uso per lo spam nel noto servizio di Google è uno dei migliori in circolazione, ma sa anche bene che il numero di email che vengono inviate come spam è spesso davvero alto. Secondo Eric Davis di Google, responsabile del team che si occupa di spam e malware, gli ISP mondiali non fanno abbastanza per combattere il fenomeno dello spam, e in primo luogo quello del malware, che infetta giornalmente le macchine dei loro utenti. Leggi Google: gli ISP devono pensare a fermare spam e malware
  13. Si parte da un dato: Il costo del trasporto Milano-Roma di 10Gbps tra il 2003 ed il 2008 è calato del 78,2%.? leggi tutto Leggi il resto di ISP che diventano società di servizi se il costo della banda scende... sul blog di HostingTalk.it
  14. Nuovo atto nella vicenda iniziata con la chiusura del provider McColo, responsabile del 75% dello spam inviato nel mondo: la botnet aveva trasferito i propri servers di controllo in Estonia ma anche qui il provider utilizzato ora ha chiuso l'upstream alle macchine e Srizbi deve tornare a riutilizzare il proprio algoritmo per spostarsi altrove. Leggi la News
  15. Ciao a tutti e complimenti per il sito ed il forum. Scrivo perchè c'è un progetto, da parte di alcune società, di costruzione di una server farm (su alcuni aspetti innovativa) per distribuzione servizi Web, Voip e banda, più svariati servizi evoluti. Scrivo poichè sono uno dei valutatori del progetto e sto cercando un pò di sistemare le idee in merito ad un aspetto: la banda. L'idea iniziale è l'attivazione di un servizio a 500Mb/s per arrivare a regime in alcuni mesi al 1Gb/s. La zona dove sorgerà la struttura è furoi dai circuiti classici ma ho trovato disponibilità da parte di Telecom e un altro operatore per lo sbraccio e per la fornitura di fibra. Volevo sapere se qualcuno aveva consigli in merito: eventuali altri operatori buoni, (non sono riuscito a parlare con wind grandi aziende: è IT.NEt il distributore?) Poi se qualcuno ha idee di prezzo: io ho riscontrato una media di 40 €/Mb/mese più 1500/2000 mese di costo trasporto. Qualcuno ha mai avuto a che fare con progetti di questo tipo: sbraccio, linee dedicate con scavi? inoltre volevo capire come funzionava il discorso di rindondanza ip pubblici: se ho due carier come posso avere la gestione di rindondanza IP se ogni carrier mi fornirà una serie di IP propri.? grazie a tutti!
  16. Un tool software che consenta di controllare come il proprio ISP gestisce il traffico: a favore della net neutrality Google schiera la propria forza, le proprie conoscenze e ovviamente la propria popolarità. Gli interessi da combattere sono ben radicati, afferma la compania. Leggi la News
  17. I consumi in crescita spingono gli operatori a cercare regolamentazioni nell'utilizzo dei collegamenti a banda larga. Dagli USA tre delle più importanti compagnie espongono le proprie idee e i propri piani per il futuro, con grande preoccupazione degli utenti e delle media companies. Leggi la News
  18. Salve a tutti, ultimamente sto seguendo le varie vicende di molti Hosting Provider ed ISP che sulla carta offrono il mondo, ma poi, effettivamente, di rivelano delle truffe. Mi sono così voluto mettere dalla parte dell'ISP/ASP per valutare la fattibilità di una impresa commerciale di questo genere. Prima di tutto ho valutato il fattore qualità/prezzo, cioè cercare il compromesso ottimale per garantire un servizio buono con un prezzo decente per chi vuole fare cose serie. Quindi, la prima domanda è: dove risparimiare ? Sinceramente, escludendo la qualità di server e preparazione del personale, ho optato per una soluzione oltre oceano, dove forti del cambio, possiamo ottenere prezzi abbastanza competitivi. Direte, ma dopo per assistenza e supporto logistico ci si trova per strada, lingua inglese e la tratta oceanica fa alzare la latenza. Ed io dico: ma nel 2006 non si sa scrivere un minimo di inglese tecnico con l'eventuale supporto commerciale o tecnico ? E poi, la latenza per i siti non è poi un grande problema, del resto si parla di millesimi di secondo, cose imprecettibili. Quindi, si vada per l'america. Gira che ti rigira, quelli che vanno per la maggiore sono dei Texani. Evitando di fare pubblicità, posso dirvi che questi offrono un rack privato, con 5 server con queste caratteristiche: Dual Xeon 3,2 GHz, 6 GB di RAM, 400 GB in RAID5 con sistema RH Enterprise. Per la banda, per l'intero rack danno 15 Terabyte al mese, con up-link da 100 mbit/s sullo switch. Il tutto a circa 3500 dollari con un setup di 1000 dollari. Aggiungiamoci, poi, per sicurezza un Firewall con 1000 dollari mensili. Totale: 4500 US$ / mese + 1000 di setup. La struttura in questo modo, permette di creare un servizio di hosting decente (poi più avanti vedremo come distribuire i servizi), ma comunque con una continuità di servizio non garantita (non c'è ridondanza se non sui dati con il RAID5), almeno a livello sistemistico. Per la connettività, inceve, l'operatore garantisce il 99,99 %. Ora, questi sono i costi sistemistici. Aggiungiamoci altri costi: Dipendenti - Almeno 2 sistemisti qualificati (almeno 1500 euro a persona), 1 amministratore contabile (magari part-time da 800 euro), 2 addetti al supporto tecnico (1500 euro a persona) (i costi sono indicativi, si dovrebbero consultare le tabelle nazionali ed i relativi contratti, ma facciamo calcoli approssimativi per ora); Totale, almeno 6800 euro di stipendi al mese; Affitto ufficio - Facciamo un ufficio in una grande città del centro, Roma, in zona periferica, almeno 600 euro; Consulenza lavorativa - In questa voce rientrano commercialista, avvocato e simili, diciamo almeno 1000 euro al mese; Totale al mese = 13000 dollari/euro al mese (sarebbe da fare i cambi, ma lasciamo l'approssimazione con un margine del 5-8 %); Ora che sappiamo quanto esce mensilmente con questi sistemi e con le risorse umane impegnate è necessario calcolare il NoBrake Point, cioè l'offerta minima relativa al costo di servizio. Prima di tutto il target commerciale: vogliamo rivolgersi a professionisti del settore, magari facendo offerte all'ingrosso per rivenderle, con caratteristiche minime d'offerta in linea con quelle di mercato. Dal lato tecnico, vista la possibilità hardware (doppia CPU, molta RAM e rapporto velocità/sicurezza buono in ambiente raid5), potremmo benissimo distribuire i servizi http, mail e mysql su ogni macchina, senza centralizzare nulla. Facendo un calcolo approssimativo, arriviamo a questa separazione di costi per server: 900 Dollari a server + ripartizione dei costi di gestione pari alla suddivisione dei costi di risorsa umana diviso il numero di macchine. Arriviamo ad un totale per macchina di 2000 euro e spiccioli. Stabiliamo, quindi, il fattore di concentrazione macchina/clienti, fissandolo a 500 domini per macchina. Separando le caratteristiche dell'offerta fornitaci dal nostro hoster d'oltre oceano arriveremo ad una ripartizione di risorsa per ogni dominio per server di questo genere: 500 MB (per spazio web, e-mail e database, togliendo il margine di occupazione tra S.O., log e simili per ogni server), 5 GB di traffico (togliendo 1 GB di margine), il tutto su base mensile. Questa, sistemandola con i vari accessori, diverrebbe l'offerta di base. Direi in linea con il mercato dei servizi di fascia media. Ora, incrociamo questa offerta con i costi totali per server, cioè i 2000 euro di prima. Il calcolo è facile -> 2000 / 500 = 4 Euro al mese per dominio NBP (cioè sotto il quale non si può scendere). Moltiplicando per 12 viene fuori una offerta di 48 Euro netti all'anno. Aggiungiamoci una media di 10 Euro di costo per un dominio, arriviamo a 58 Euro + IVA = 69,6, arrotondandola a 69,99, ricordiamolo, di NBP, cioè sotto la quale si sarebbe in passivo. Ora, con un po' di fantasia, potremmo elaborale l'offerta in questo modo: Registrazione di 1 Dominio 500 MB di spazio suddivisibile tra spazio web, e-mail e database MySQL 6 GB di traffico mensile, compreso il traffico generato da e-mail; 5 database MySQL; 30 Caselle POP3/IMAP; Illimitati Alias/Forward; Supporto PHP/CGI/PERL; Statistiche; Domini di III livello; Sicurezza: RAID5, Firewall Fattore di concentrazione: 500/1 Clienti/Server Ambiente: Doppio CPU Xeon 3,2, 6 GB RAM, 400 GB di spazio RAID5 Il tutto a 69,99 Euro di costi a noi, ed al pubblico ? Il bello, ovviamente è che a questo punto ci si ritrova con una situazione critica, della seria: c'è da pagare i 13000 euro a fine mese e non abbiamo clienti, o meglio, per pagare subito le prime spese mensili, nel giro di pochi giorni, dobbiamo raccogliere almeno 200 contratti, stando entro il limite di sopportazione della struttura (che teoricamente dovrebbe arrivare a 2000 siti ogni 5 server). Ed in questa situazione, ci troviamo con i costi di gestione lato sistemistico supportati da una società esterna, figuriamoci se volessimo da noi mettere su un RACK, pezzi di ricambio delle macchine, costi di housing e leasing per le macchine alla DELL o HP o IBM. Mettiamo allora che riusciamo a vendere nel primo mese questi 200 domini ed incassare i primi 13000 mila euro per pagare tutto. Ora, vogliamo vendere il tutto a costo di servizio ? Direi proprio di no, allora mettiamo un margine di qualche punto percentuale e facciamo salire il prezzo al pubblico a 72 Euro IVA inclusa all'anno. Conclusioni: ma realmente si riuscirebbe a vendere un pacchetto hosting con quelle caratteristiche a 72 Euro IVA inclusa all'anno ? Quando in verità non possiamo garantire l'up-time di macchina (ok, sono server stratosferici, ma potrebbe capitare qualsiasi cosa, vedi modulo ram che si guasta, alimentatore che parte, surriscaldamento di qualcosa) ? Quale sarebbe la peculiarità del nostro servizio ? Perchè dovrebebro sceliere noi quando a costi minori ci sono società italiane che offrono + o - lo stesso ? Considerando comunque quei famosi punti percentuali di margine sul cambio Dollaro/Euro, possiamo comunque oscillare con un prezzo al pubblico tra i 62 ed i 72 euro all'anno. Fissandoci sui 72 Euro all'anno, con dei costi annui di 156mila euro, avremmo un margine annuo di 12000 euro all'anno, considerando di riempire tutte e 5 le macchine con massimo 2000 domini, oltre i quali saremmo costretti a reinvestire i soldi del margine per comprarne altre. Tutto questo poi, è da aggiungere ai costi di avviamento (come minimo c'è da fare una S.r.l. per un discreto margine di sicurezza in ambito di responsabilità) più un eventuale microfinaziamento/mutuo di almeno 15mila euro per far partire tutto (alla fine i soldi agli "americani" ed ai dipendenti c'è da anticiparglieli). Ma poi, in 6 persone (dipendenti + direttore) si riuscirebbero a gestire almeno 2000 domini ? E nel caso ci fossero imprevisti ? I margini per eventuali rimborsi ? Insomma, staremmo comunque sempre sul filo del rasoio e quindi, il gioco varrebbe seriamente la candela ? Considerando, poi, che siamo andati in America, dove tutto questo ci costa meno. Ora, sulla base si queste mie considerazioni, forse troppo approssimative, ma che comunque ci fanno rendere conto della situazione, qualcuno mi spieghi come si fa ad offrire un servizio migliore di questo, dove si garantisce up-time, e con caretteristiche d'offerta migliore (tipo spazio e banda), ad un prezzo minore di questo ! Macchine compatibili ? Personale ridotto al minimo (più minimo di così ?) ? Fiducia nei grandi numeri e nella fortuna ? Spalle coperte da grandi patrimoni personali (ma chi investirebbe in questo settore ?) o da banche particolarmente benevole ? Accordi commerciali particolari con i fornitori ? Allora se è così, ritorniamo al leit motiv degli ultimi mesi: a chi affidiamo i nostri siti ? Veramente possono garantirci i servizi come promesso a quei prezzi ? Dove risparmiano ? Passo la palla a voi ! :)
  19. Un nuovo servizio di streaming online fa salire vertiginosamente i consumi e il traffico generato dagli utenti, a rimetterci sono gli ISP che vedono aumentare i propri costi. Un problema risolvibile o destinato a peggiorare nel tempo? Leggi la News
  20. Ciao a tutti :D sono felicissimo di aver trovato un forum del settore tutto Italiano, spero tanto che abbiate la gentilezza di potermi aiutare, so che a volte le strategie aziendale non permettono di aiutare altri nel settore, spero che questa volta possiate fare un eccezione e darmi qualche dritta ;P Saro' un pochino prolisso, ma vorrei spiegare bene la mia situazione.... Vivo all'estero da qualche anno ed il prossimo anno (fine 2008 / inizi 2009) tornero' in Italia (che a burger e patatine non ce la faccio piu a vivere). Nasco come sistemista che poi con l'avanzare dell'eta' si e' riciclato/evoluto in management nel settore tecnico, quindi anche se conosco i rudimenti (vabbe qualche cosa in piu' dei soli rudimenti) non mi definisco "tecnico" ma piu' direttore. Spero che negli anni trascorsi fuori, lo scenario Italiano sul lavoro in generale e sul monopolio sia cambiato, altrimenti mi tocca andare a vendere caldarroste :( btw, vi dicevo che sto pianificando di tornare in Italia , quindi come son partito ritorno solo che anziche tornare con le valige di cartone torno con qualche $, non molti percarita', pero' quelli che ho li devo far fruttare in qualche maniera e inventarmi un mestiere. La cosa che vorrei fare e' rimanere nel mondo del networking e piu' in particolare nel mondo dei servizi internet/telefonia. A parte le difficolta' pratiche per aprire una webfarm, trovare i locali, i tecnici, i sistemisti, etc. etc., che difficolta ci sono nel reperire linee dai provider nazionali? (telecom, fastweb, tiscali, wind) Secondo voi e' possibile o mi conviene fin da subito cominciare a comprare castagne? Purtroppo a me mancano tutta una serie di parametri per riuscire a capire se fare un passo del genere e spero vivamente che qualcuno di voi abbia la volonta' di potere dar seguito a queste mie curiosita': 1) cosa principale per una webfarm.... in Italia una 100mb garantita con un paio di intere classi C, te la danno? quanto costa? 2) Quali sono le tariffe di tecnici sistemisti bravi? 3) Quali sono le tariffe di tecnici software bravi? 4) Quali sono le tariffe di tecnici tuttofare? {tralascio call center che si puo' affidare in outsourcing) 5) Quanto costa la corrente ad ampere? 6) **importante** si trovano sul mercato agenti commerciali con portafoglio? ---- e piu' in generale: esistono dei consorzi di webfarm: a) per l'acquisto di banda sharata? b) per l'acquisto di hardware? c) per l'assunzione di tecnici specialistici? Grazie di nuovo per le risposte che mi potrete dare. PS se qualcuno ha un attivita' in vendita o cerca un partner..... fate un fischio ;P
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