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  1. Secondo LifeHacker che ha fatto votare i propri lettori. Bel traguardo per l'azienda che ha diversi fun anche sulla nostra community, non mi viene in mente però nulla che renda NameCheap particolarmente più "bello" di qualsiasi altro registrar che ho utilizzato in questi anni. Hanno investito su alcune features davvero importanti: assistenza e gestione dei domini. leggi tutto Leggi il resto di NameCheap è considerato uno dei migliori registrar al mondo sul blog di HostingTalk.it
  2. E basta con 'sto php. Chi dice che PHP fa schifo e non è adatto è perchè non sa programmare ed allora cerca di nascondersi dietro il fattore linguaggio. Se uno sa programmare, programmerà bene anche in php perchè saprà come strutturare il software, con o senza framework. Se non sai programmare, php, ruby, quelchevuoi farai sempre e comunque spaghetti code. solo perchè in php c'è il "goto" non significa che lo devi usare obbligatoriamente, non si usa e basta, tanto per dirne una.
  3. Come può una compagnia che da sempre opera nel mercato overselling riposizionarsi nel mercato con un prodotto cloud, per definizione un prodotto che dovrebbe essere ben distante dall'overselling. La possibilità c'è, ma solitamente è controproducente per via del target di clienti di queste grandi compagnie: Site5, uno degli shared hosting provider più grandi del mondo, ha appena lanciato una nuova offerta di cloud hosting, con canoni tutt'altro che bassi e soprattutto risorse molto inferiori a quelle che solitamente vengono proposte nei piani di shared hosting. Leggi Site5 entra nel mondo del cloud hosting, almeno sulla carta
  4. Stavo leggendo qualche notizia ed ho trovato questo post molto divertente. :cartello_lol::cartello_lol:
  5. PaulStamatiou è un giovane ragazzo americano che, tra un progetto e l'altro (ora è coinvoilto in Skribit) tiene costantemente aggiornato il suo blog, con recensioni tecniche e non di prodotti tecnologici. Paul è prima di tutto un ingegnere, per cui spesso il suo interesse si dirige verso prodotti molto tecnici anche nel campo IT, altre volte verso prodotti commerciali: il blog è uno dei più letti nel settore delle recensioni e vanta alcune note collaborazioni con diverse aziende che in passato hanno contattato l'autore per una recensione. leggi tutto Leggi il resto di Recensioni curiose e prodotti per gli sviluppatori del mondo hosting sul blog di HostingTalk.it
  6. Sono bastati tre lustri per cambiare il mondo. Grazie ad un codice. Che ha rimescolato economia, società, cultura, informazione. Il 6 agosto del 1991 Tim Berners-Lee, matematico figlio di matematici e oggi baronetto, pubblicò il primo sito della rete creando il world wide web, un sistema di ipertesti alla base di internet. In breve, inventò internet. Dopo quindici anni - in realtà anche meno perché i primi computer dotati dell'interfaccia grafica che utilizziamo oggi comparvero nel 1993 - Yahoo! ha stimato che online ci siano 40 miliardi di pagine web. Anche se pare che siano un numero sensibilmente maggiore, all'incirca tra le 400 e le 750 volte in più rispetto a quanto calcolato dal portale. Grazie ad internet possiamo acquistare di tutto, comprare e mettere all'asta le cose più assurde, prenotare vacanze, corsi di studio, conversando con interlocutori, in tempo reale e più volte nello stesso giorno, anche loro all'altro capo del mondo. Trovando l'amore, assistendo in diretta all'inaugurazione di mostre allestite in musei come il Louvre o il Moma di New York ovunque sia il nostro domicilio, cambiando pure quello se troviamo un'offerta interessante. Tutte cose che adesso diamo per scontate. Ma prima? Quindici anni fa Amazon era solo un fiume (il Rio delle Amazzoni, in inglese Amazon) del Sud America, Ryanair una linea aerea irlandese che atterrava in città sconosciute ai più. Yahoo! una parola coniata da Jonathan Swift per i viaggi di Gulliver, eBay un refuso. E googol un numero infinito formato dalla cifra uno e un centinaio di zeri. Oggi sono milioni le persone che giornalmente navigano e lavorano su internet. Grazie a siti come quelli che elenchiamo a seguire, selezionati dall'Observer tra quelli più cliccati al mondo. eBay Con quasi 170 milioni di utenti, è la più grande casa d'aste del mondo. Proibito vendere esplosivi, fucili, animali, parti del corpo umano. Tutto il resto è ammesso. L'idea del sito venne a Pierre Omidyar, informatico dalla lunga coda di cavallo, quando la sua fidanzata gli manifestò tutta la sua preoccupazione per l'imminente trasferimento a Silicon Valley. Laggiù, gli pianse sconsolata sulla spalla, non avrebbe potuto aggiungere nuovi pezzi alla sua collezione di giocattoli. Il compagno, premuroso, le costruì un sito dedicato unicamente alle vendite online. Primo pezzo venduto, un puntatore laser, pure rotto riporta la leggenda. Ed eBay non è solo un modo per piazzare oggetti di seconda mano. Grandi industrie lo utilizzano per vendere i loro prodotti freschi di fabbrica, e sono tanti quelli che hanno preferito licenziarsi per trovare una fonte di guadagno sostitutiva partecipando alle aste di eBay. Wikipedia Da ragazzino Jimmy Wales, originario di Hunstville, Alabama, frequentava una scuola fatta di una sola stanza, tre i compagni di scuola. Figlio di genitori conservatori amanti della tradizione, per lunghi anni si sentì tagliato fuori dal mondo, isolato nel suo piccolo mondo antico. La soluzione arrivò nel gennaio 2001 con l'idea di creare un'enciclopedia sulla rete. Ma rispetto alle altre già online, era di libera consultazione e, soprattutto, aperta al contributo di chiunque. Qualsiasi utente infatti poteva non solo cambiare i contenuti delle voci già esistenti, ma crearne delle nuove, in modo da incrementare il "sapere" della libera enciclopedia. Le critiche sull'attendibilità di Wikipedia sono tante, il fatto che tutti possano scriverla e riscriverla non appare come una garanzia. Ciò nonostante la rivista Nature l'ha paragonata all'Enciclopedia Britannica, e Wales, interrogato sulla questione, ha spiegato come "talvolta capiti che qualche buontempone sostituisca la foto di Bush con quella di Hitler. Ma vi assicuro che in un paio di minuti ce n'è subito un altro che rimette le cose al suo posto. E fa parte della maggioranza degli utenti che intervengono su Wikipedia". Napster Shawn Fanning creò Napster quando frequentava la Boston Northeastern University. Lo scopo era agevolare lo scambio di file, soprattutto musicali, tra gli studenti dell'università. Naturalmente era tutto completamente illegale visto che violava nel modo più elementare le leggi sul copyright. Ciò nonostante in pochi mesi divenne uno dei siti più cliccati del mondo, con una media di 70 milioni di utenti registrati nell'anno 2000. Fanning, che nel frattempo aveva creato una compagnia come base d'appoggio per il successo monumentale del suo sito, venne preso di mira dalle industrie discografiche che lo trascinarono in tribunale. Il risarcimento milionario sancito dal giudice a favore delle compagnie ammontava a diversi milioni di dollari, e fece fare bancarotta alla società del ragazzo. Che fu costretta a capitolare. Napster esiste ancora, ma adesso è legale e i file si scaricano solo a pagamento. Sulla sua scia sono nati molti altri siti analoghi, ma nessuno si è salvato dall'ira delle major che continuano ad accumulare cause. Youtube Quando Chad Hurley e Steve Chen misero a punto Youtube in un garage di San Mateo nel 2004, volevano solo creare un sistema semplice e molto rapido per caricare e scaricare video dalla rete, filmati divertenti come riprese amatoriali di feste tra amici o compleanni. Mai avrebbero immaginato che nell'arco di poco meno di due anni sarebbe diventato uno dei siti più visitati del mondo con più di 100 milioni di clip viste giornalmente dagli internauti. Grazie al rapido evolvere della tecnologia, strumenti come videocamere e macchine digitali sono oggi nelle mani di chiunque, e sul sito si trovano dai videoclip fatti in casa a mini film indipendenti come quello realizzato da David Lehre, un teen ager della tribù di MySpace. Il suo filmino è diventato così popolare che il ragazzo ha già ricevuto diverse offerte da alcune delle principali case cinematografiche. E il successo è arrivato anche per i due papà del sito che hanno deciso di non vendere, rimanendo proprietari della loro creatura - che ha sempre sede a San Mateo ma in un loft con 26 impiegati. Recentemente sono entrati in società con la Nbc che, dopo aver vagliato la possibilità di denunciarli per i tanti clip video col suo marchio di fabbrica scambiati su Youtube, ha preferito stabilire un accordo commerciale con loro, mettendo sul sito materiale video di informazione e intrattenimento tra cui una selezione delle puntate salienti dei telefilm più seguiti del canale. Blogger.com Non c'erano tanti computer in Nebraska negli anni '70. E Evan Williams soffriva di solitudine. Tra i pochi proprietari di un pc, viveva in una regione senza grandi metropoli, che sentiva abbandonata a se stessa. Trasferitosi con la famiglia in California un paio di decenni dopo, fondò assieme a due amici il sito Blogger.com. "La cosa divertente è che all'epoca nessuno di noi capì le potenzialità di quello che stavamo facendo - ha ammesso Williams - pensavamo si trattasse di un piccolo hobby riservato a pochi". Ma qualche anno dopo il desiderio di tenere un weblog raccontando su internet episodi di vita privata, ironizzando su avvenimenti di ogni genere, mettendo online riflessioni su news, politica, cultura aprendosi al dialogo e ai commenti degli altri utenti, esplose tra gli affezionati del web. Che con Blogger.com potevano usufruire di uno strumento innovativo: se per tutti gli anni Novanta era stato possibile tenere un weblog solo all'interno di un sito da costruire partendo da zero, Williams e soci cambiarono le carte in tavola realizzando uno strumento che permetteva la pubblicazione di questi diari digitali senza l'obbligo della manutenzione di un sito. Semplice, rivoluzionario, tanto che oggi capita che le informazioni viaggino prima sui blog e poi sui mezzi d'informazione, invertendo il rapporto di sempre tra contenuto e contenitore. MySpace Chris DeWolfe era ancora tra i banchi della sua "business school" quando gli venne l'idea di realizzare MySpace. Insieme al collega e amico di vecchia data Tom Anderson voleva mettere in piedi un sito di social networking, un sistema cioè che aiutasse le persone a fare amicizia, ad entrare in contatto. Non sarebbero stati i primi visto che l'anno di nascita di MySpace è il 2003, ma gli unici a collezionare la bellezza di 100 milioni di utenti in due anni, superando in Inghilterra la Bbc per numero di clic e diventando il quarto sito più visitato al mondo. Come? La chiave del loro successo, secondo i due fondatori, è stata la capacità di guardare le persone mettendosi sullo stesso piano, osservando la vita secondo la stessa prospettiva. MySpace ha letteralmente coperto d'oro Wolfe e Anderson che non hanno saputo resistere ad un'offerta di Rupert Murdoch, vendendogli la loro impresa. Il ricavato? Circa 580 milioni di dollari. Amazon La più grande libreria del mondo all'inizio si chiamava Cadabra. Ma Jeff Bezos, che la costruì scaffale digitale dopo scaffale, decise di ribattezzarla quando il suo avvocato, per errore, un giorno la descrisse ad una riunione chiamandola Cadaver. Al suo posto scelse Amazon (come si indica in inglese il Rio delle Amazzoni) pensando a qualcosa di enorme e inarrestabile. E gli 8 miliardi di dollari intascati ogni anno, gli danno ragione. E pensare che all'inizio, per risparmiare, come ripiani delle scrivanie del primo ufficio erano state utilizzate delle vecchie porte. Bezos cavalcò benissimo l'onda delle dotcom e nel 1999, quattro anni dopo la nascita di Amazon, il settimanale Time lo mise in copertina nominandolo uomo dell'anno. Popolarissimo, Amazon ha fama di grande affidabilità e tutt'oggi è uno dei siti web più redditizi. Google Il suo nome è stato inserito tra i lemmi del prestigioso Oxford Dictionary. E' la locomotiva di tutte le ricerche che si effettuano sul web. Ed è stata l'impresa cresciuta più rapidamente dall'inizio della rivoluzione industriale. I suoi creatori, Larry Page e Sergey Brin, sono valutati 13miliardi di dollari a cranio. Ma nel '98, anno in cui Google apparve per la prima volta sulla rete, non arrivarono primi: l'idea era già venuta ad altri, e le ricerche si facevano su Altavista, Hotbot, Yahoo. Ma i due informatici sbaragliarono la concorrenza ideando un sistema di ricerca completamente rivoluzionario che mise ko tutti gli altri. Invece di classificare i risultati delle ricerche a seconda del numero di volte in cui il termine cercato appariva all'interno di una pagina, Page e Brin scelsero la frequenza con cui il sito relativo veniva linkato dagli altri. Che ne determinava così il valore: più link ha, più ottiene importanza. La scelta di una grafica leggera, gli consegnò definitivamente la coppa di primo motore di ricerca del mondo, diventando facilmente accessibile anche per utenti con connessioni casalinghe non iper veloci. Nel corso degli anni l'inventività di Google non si è fermata, creando caselle di posta in grado di contenere fino a 2 gigabyte di materiale - successo immediato - un vasto sistema di cartografia (Google map) e, tra gli ultimi gioielli, Google earth, una mappa del mondo dettagliata al mattone. Unico neo, aver tradito il motto iniziale "Non diventare il male". Il compromesso siglato col governo cinese, imprescindibile per poter girare anche sui computer del paese, ha imposto una serie di censure non proprio in linea con la libertà, e l'onestà, degli esordi. Yahoo! Ha 400 milioni di utenti al giorno, ma negli ultimi anni la sua stella è stata offuscata da quella di Google. Nato anche lui dalle menti di due laureati di Stanford, Jerry Yang e David Filo, venne alla luce come motore di ricerca quattro anni prima del rivale. Sconfitto, almeno per ora, sul piano delle indagini online, Yahoo! ha rischiato la bancarotta all'inizio del nuovo millennio. Salvato da un manager della Warner Brothers salito al timone dell'azienda per guidare la crisi post-boom, ha allargato il suo campo d'azione aprendosi alle news, ai giochi, alle chat e a molto altro ancora acquistando anche compagnie come Geocities. E se Google oggi è in cima al podio, Yahoo! è il suo principale avversario. repubblica.it
  7. Ciao a tutti, scusate il titolo forse un pò generico, ma a volte mi cadono davvero le braccia di fronte ad alcuni servizi di hosting. Dopo una breve esperienza con il mio sito su tophost http://www.hostingtalk.it/forum/shared-managed-hosting/14089-hosting-stabile.html ho deciso di cambiare hosting a causa dei ripetuti down del sito, nonostante quest'ultimo sia composto da poche pagine php e da un piccolossimo db senza utilizzo di script o cose del genere... Oggi mi accingo a contattare hostwebservice per chiedere come procedere per acquistare un piano di hosting presso di loro e trasferire il mio piccolo sito sul loro server e di conseguenza mi chiedono un pò di info sul mio sito... del tipo quante risorse consuma, se utilizza script etc... Io ho risposto dicendo che non utilizzo nessuno script, di spazio web non ne occupo nemmeno 1 mb ed il db è inferiore al mb... A questo punto loro mi rispondono che hanno consultato i loro tecnici ed hanno deciso di non ospitare il mio sito a causa del tipo di script richiesto :icon_eek::icon_eek::icon_eek: Ora mi chiedo, ma sono io che non capisco, o certa gente non sa campare e tantomeno sa fare il proprio lavoro? A me cadono le braccia... davvero... sono senza parole...
  8. Si chiama Hosting For Haiti ed è il contributo pensato dalle grandi compagnie hosting di tutto il mondo per aiutare la popolazione di Haiti, gravemente colpita dal terremoto delle scorse settimane. Si tratta di una iniziativa che mira a sensibilizzare la comunità hosting mondiale per raccogliere fondi da donare alla Croce Rossa Americana. Ad oggi sono più di 15 le compagnie che hanno aderito all'iniziativa, portando sul proprio sito web il logo dell'iniziativa: tra le big ci sono Rackspace, Servint, ThePlanet, GoGrid, SingleHOP e molti altri nomi noti di questo settore. Leggi Hosting for Haiti: le compagnie di webhosting del mondo unite per aiutare la popolazione
  9. Chi ha detto che gli utenti non conoscono il significato della parola backup? DropBox, il servizio di backup nella cloud di Amazon S3, ha annunciato ieri di aver raggiunto ben 4 milioni di utenti, un successo dovuto alla bontà della soluzione proposta, con la possibilità di accedere ai file dal proprio browser ma anche da un client disponibile per tutti i più comuni sistemi operativi: Windows, Mac Os X e Linux. Leggi DropBox annuncia 4 milioni di utenti e assume un VP del mondo cloud
  10. C'è chi cerca di concentrarsi sul prprio core business, eliminando tutto quello che oramai è divenuto difficile da sviluppare, e chi invece cerca di espandersi capendo che la sola produzione di software di virtualizzazione non può essere il solo core business, ma la sua integrazione perfetta è quella con i servizi online, meglio ancora se destinati alle imprese e all'enterprise. Leggi VMware acquista Zimbra, l'ingresso nel mondo dei servizi e del software
  11. Twitter, il famoso social network da 140 caratteri, da pochi giorni anche in Italiano, muove i primi passi nel mondo business, con la sperimentazione di alcuni strumenti che potrebbero aiutare le aziende nell'uso del sistema per la promozione di contenuti e per tenersi in contatto con i propri clienti. Leggi Twitter, un primo passo nel mondo business
  12. Acronis, leader mondiale nella produzione di soluzioni software per la gestione dell'archiviazione ed il ripristino d'emergenza, annuncia di aver stretto una partnership commerciale con Systematika Distribution, uno dei principali distributori italiani a valore, specializzato in soluzioni di virtualizzazione e server consolidation. Acronis trova un partner importante nel mercato italiano per la distribuzione di un software che clienti privati e aziende devono ancora conoscere approfonditamente. Leggi Acronis in partnership con Systematika: un nuovo nome nel mondo backup
  13. Dopo due anni di studi sul mercato e sulle soluzioni tecniche, anche Seagate, un gigante da 10 miliardi di fatturato annuo nel settore degli hard disk, ha deciso di entrare nel mondo delle soluzioni SSD, ovvero i dischi allo stato solido che secondo Gartner nel 2010 dovrebbero già far raggiungere 1 miliardo di fatturato a questa industria. Leggi Seagate, l'ingresso nel mondo degli SSD
  14. Il Black Friday e il successivo Lunedì (Cyber Monday) sono i giorni dell'anno che mettono maggiormente alla prova i siti di e-commerce più grandi del mondo, tra cui figurano nomi come Amazon e Walmart. Negli USA c'è chi si è occupato di monitorare l'andamento di questi siti durante i giorni incriminati, per misurarne tempi di risposta ed eventuali uptime. Leggi Black Friday: ecco come si sono comportati i principali siti del mondo
  15. Stavo leggendo una bella discussione su WHT (Best datacenter place for a worldwide website - Web Hosting Talk), si parla di un sito web che deve ricevere visite da più nazioni e continenti, sembra che la soluzione CDN venga scartata. Ragionando sul fatto che possiamo scegliere una sola nazione o un solo datacenter, dove collochereste la vostra macchina? E con quali ragioni? Se leggete la discussione pone diversi paletti, alcuni consigliano l'Europa, altri gli USA, molti pensando ad un CDN, che tuttavia non sembra essere possibile.
  16. Parallels sta concludendo la programmazione del sui prossimo Summit dedicato al mondo del webhosting: l'evento è previsto dal 22 al 24 Febbraio 2010 a Miami, in Florida. Parallels ha cercato di rendere l'evento il più possibile dedicato al settore hosting, e non solamente alla promozione e presentazione dei propri prodotti software. Per questo questa strategia si ricalca anche nella scelta degli speakers del Parallels Summit: Melanie Posey, Research Director, Hosting and Telecom Markets di IDC, è la figura scelta per il keynote di apertura dell'evento. Leggi Parallels Summit 2010: speakers dal mondo del webhosting
  17. Lexent Metro Connect ha terminato lo sviluppo di un nuovo collegamento in fibra ottica fra due data center Equinix e i maggiori carrier hotels nella zona di Manhattan. Si tratta di un collegamento a bassissima latenza che consente di avere un routing con latenza inferiore ai 100ms tra i data centers di Equinix e i carrier hotels della zona di Manhattan. Questo significa che Equinix potrà continuare a sviluppare il proprio business con grandi clienti del settore finanziario, fornendo un collegamento a bassissima latenza per lo scambio di informazioni e il trading online. Leggi Equinix entra nel mondo della bassa latenza, un nuovo collegamento in fibra
  18. Si chiama Affiliated Computer Services, è una società specializzata nell'outsourcing di processi di business ed ora è nelle mani di Xerox, per la modica cifra di 6.4 miliardi di dollari. Un passo importante per l'azienda specializzata in document management, il suo comparto dei servizi passa da un fatturato di 3.5 a 10 miliardi di dollari, per un totale di 22 miliardi annui di fatturato, a collocarla tra le aziende più "importanti" nel settore IT. Leggi Xerox acquisisce ACS, un passo nel mondo dell'outsourcing
  19. Per chi, come me, ha poca dimestichezza con il mondo dei domainers, questo articolo sarà sicuramente interessante. Nel passato, fino a 2 o 3 anni fa, ci sono stati facili guadagni per i professionisti della compra-vendita di nomi a dominio, favoriti da una scarsa evoluzione di questa professione e dal fatto che l'attività fosse solo all'inizio, con migliaia di domini ancora disponibile per attività "di lucro". Oggi il discorso è cambiato, non vi sono più molti domini appetibili a poco prezzo, la maggior parte è già in mano a grandi gruppi o in vendita su Sedo.com ad un "giusto prezzo". leggi tutto Leggi il resto di Un passo nel mondo dei domainers sul blog di HostingTalk.it
  20. Il 10 Agosto ha preso il via l'edizione di HostingCon 2009, la popolare conferenza del settore webhosting che quest'anno è stata organizzata da iNet Interactive, la società proprietaria di Webhostingtalk.com, che ne ha acquisito i diritti circa un anno fa. Come al solito sul forum più popolare del nostro settore i commenti sulla conferenza sono tanti: noi di HostingTalk.it non abbiamo potuto partecipare all'evento, ma ci siamo promessi di organizzare per la prossima edizione, saremmo tra i pochi europei a poterlo fare. leggi tutto Leggi il resto di Al via HostingCon 2009: in scena il webhosting di tutto il mondo sul blog di HostingTalk.it
  21. Akamai, il noto provider di connettività e servizi CDN, ha realizzato un report relativo all'utilizzo di Internet e alle velocità di accesso alla rete: una ricerca condotta su oltre 1 miliardo di utenti monitorati ogni giorno. La buona notizia è che, a livello globale, la velocità delle connessioni di accesso è cresciuta dell'11%: il dato non è però distribuito omogeneamente, oltre 120 paesi hanno ancora una connessione media inferiore ad 1Mbps. Un altro dato importante: nel primo trimestre del 2009, il traffico in Giappone ha la più alta percentuale di connessioni, con una velocità superiore ai 5 Mbps per singola connessione, seguita a ruota dalla Sud Corea. Leggi Crescono le velocità di accesso alla rete nel mondo
  22. Google ha raggiunto una diffusione tale da poter essere considerato un ottimo strumento anche per ricercare quali sono i siti che diffondono nella rete malware e contenuti pericolosi: questo è quanto emerge dalla classifica rivelata dalla compagnia, che riporta i primi 10 siti al mondo responsabili nella diffusione, su larga scala, di malware all'interno della rete. Leggi Google rivela i primi 10 siti al mondo nella distribuzione del malware
  23. Se è vero che i due server web più diffusi sono senza dubbio Apache e IIS, rispettivamente il primo nato per i sistemi operativi Unix-like e il secondo nativo di casa Microsoft, è anche vero che in giro ci sono ormai alternative che non passano più inosservate. Certamente per catturare anche una limitata fetta di mercato e far si che i system administrators si fidino a lasciare la “squadra vincente” dei web server straconosciuti e ormai sempre più sicuri, occorre che in ballo ci siano buone novità e promesse allettanti mantenute. Una promessa buona e vista di buon occhio è sicuramente la leggerezza e la stabilità. In questo articolo parleremo di due alternative ad Apache che stanno prendendo sempre più piede nel mondo del web service. Leggi il contenuto dell'articolo Non solo Apache, uno sguardo a come sta cambiando il mondo dei webserver
  24. In questi giorni si è una conclusa una grande acquisizione nel mondo hosting, la società HostMySite, con servizi orientati a soluzioni managed, virtuali e dedicate, ha infatti portato a termine l'acquisizione di Hosting.com, nota compagnia del settore specializzata in hosting shared professionale e servizi dedicati. Leggi Grande acquisizione nel mondo hosting: HostMySite acquisce Hosting.com
  25. Forse non il più verde del mondo, ma di sicuro il primo ad aggiudicarsi il grado di Platinum nel LEED, il Leadership in Energy and Environmental Design, promosso dal U.S. Green Building Council. La struttura costruita da a Francoforte da Citi Group ha dimensioni importanti, si estende infatti su 230.000 square foot ed è la prima al mondo a raggiungere il livello Platinum nella valutazione del LEED: attualmente altre strutture del gruppo hanno ottenuto una valutazione Gold sempre LEED, ma nessuna al mondo aveva raggiunto questo livello prima d'oro. Leggi Il Citi Frankfurt Center è uno dei data center più verdi del mondo
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