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  1. Google fa sul serio, e i vantaggi nell'avere un proprio browser sono così tanti che appare chiaro che la compagnia stia spostando molti ingegneri del suo team proprio su questo progetto. Ieri l'annuncio, Google Chrome 5, una nuova versione che rende Chrome un prodotto stabile, non più in beta, anche su Mac e Linux, due dei sistemi operativi dove viene apprezzato maggiormente. Leggi Google Chrome 5: Linux e Mac non più in beta e tante migliorie per il browser di Google
  2. Skype è in vendita, e le offerte potrebbero essere davvero tante, considerando che la compagnia, proprietà di eBay, è da sempre il simbolo del voip e delle telefonate via web e sono decine le compagnie e le ventures capital interessate a rivoluzionare il settore con un marchio già molto forte. Leggi Skype: le offerte per il colosso del voip saranno tante
  3. :welcome(1):Salve, grazie a questo forum ho la possibilità di far conoscere a tutti il mio sito www.sicilplay.it. Il sito offre tematiche diverse, una vasta sezione è dedicata alla mia città natale "Termini Imerese" con una ricca Gallery di foto e video. Per chi vuole un po evadere da tristi pensieri potete accedere nella sezione Umoristica con foto e video divertenti, questa sezione del sito verrà presto ampliata con nuovi contenuti. Per i Webmaster è disponibile un archivio di centinaia di gif animate divisi in categorie. Non mancano risorse varie e servizi utili quali Televideo, Meteo, Oroscopo, e tanti altri. Da segnalare anche la presenza di una Directory "Sicilplay Directory" gratuita e senza obbligo di Link reciproco, quindi segnalate i vostri siti e nel giro di 24 ore sarà pubblicato. Se volete aumentare la visibilità del vostro sito potete usufruire anche di altri servizi gratuiti come PlugBoard, Top 100, Scambio link e Banner, Affiliazione che consiste in uno scambio link testuale da inserire sulla Home Page del sito e nei prossimi giorni verrà creata una piccola sezione dedicata alla possibilità di aumentare le visite al vostro sito e all' incremento del PR (PageRank), quindi visitate spesso Sicilplay.it anche perchè è in continuo aggiornamento di migliorie e aumento dei contenuti. Potete rispondere a questo messaggio anche per dei consigli di come migliorare il sito oppure per qualsiasi altra cosa. Spero di non essere stato invadente e mi raccomando venite a trovarmi chissà potremo anche scambiarci qualche parere e magari un Link. Grazie e a presto Potete trovarmi su::31: www.sicilplay.it info@sicilplay.it :signs3:
  4. n febbraio VMWare prevede il lancio di una serie di prodotti, concentrati sulla gestione del ciclo di vita delle macchine virtuali Leggi la News
  5. Recenti pesanti casi di cronaca fanno riflettere: troppo spesso si ricorre a società di servizi Internet improvvisate. Meglio affidarsi a chi la rete la conosce sul serio. Azienda avvisata, azienda (quasi) salvata. "Ci hanno tagliato la linea da un giorno all'altro" - "Tutti i miei clienti sono offline, non vi dico le proteste" - "È caduta la linea e ancora non ci dicono perché, ho decine di utenti infuriati". Sì, sono sempre di più le aziende italiane che, da un giorno all'altro, si vedono tagliare la connettività disponibile, senza preavviso, come un fulmine a ciel sereno. Solo nelle ultime due settimane ben due casi del genere hanno provocato guasti e danni a moltissime attività. Di fatto, migliaia di reti italiane, sia destinate alle attività online che pensate per l'operatività interna di società di varia natura, sono a rischio. Il giochino funziona così. Grazie all'assenza di una qualsiasi garanzia vera, normativa o regolamentare, oggi qualunque società, dalla più affidabile a quella che lo è meno, può mascherarsi, acquistare banda e persino spazi server presso un provider qualsiasi ed improvvisarsi fornitore di servizi di housing, hosting e connettività, ovvero di quello che serve per gestire una attività telematica sulle nuove reti. In sostanza può fingersi provider rivendendo servizi che acquista da un provider. A questo punto, se l'azienda dispone di un capitale da investire, in genere lo investe non tanto in infrastrutture, meno che mai in assistenza, lo spende in pubblicità e in tariffe aggressive. Con un pizzico di intelligenza, il provider che non è un provider, può arrivare a rastrellare una quantità di clienti impressionante, gente che ha bisogno di prezzi competitivi e che è attirata da contratti di servizio all'apparenza vantaggiosi. Non solo imprese, evidentemente, ma anche privati che vogliono pubblicare su Web. L'attività si avvia ma la società che gestisce il tutto, il non-provider, ha dinanzi molte sfide: deve nutrire il rapporto con il proprio provider, quello vero, deve gestire un sempre maggior numero di clienti che paga poco e chiede molto, deve far fronte a bollette sempre più salate e ad un impegno tecnico crescente. Tutte questioni delicate che una società seria e sana esamina con attenzione prima di lanciare un'attività, che impara a gestire giorno per giorno, togliendo di qua e aumentando di là, magari ritoccando i prezzi se necessario o magari ricorrendo a professionalità specifiche che si sono fatte le ossa gestendo le cose della rete e che in essa affondano le proprie radici. Ma una società che seria e sana non è, che ha inseguito il miraggio di incassi facili, che non ha investito in professionalità ma in pubblicità, che non è in grado neppure di gestire la comunicazione istituzionale con i propri clienti, può trovarsi dinanzi a dinamiche troppo scivolose per poterle gestire al meglio. Non è detto che lo faccia con dolo, sia inteso, ma di certo nessuno mette alla prova la sua esperienza prima del lancio dei suoi "servizi". Se a tutto questo si aggiunge, come sta capitando proprio ora a numerosi clienti di non-provider italiani, qualche imprevista manovra di mercato (il provider vero che cambia padrone, viene assorbito o cede parte della propria attività), le carte in tavola possono cambiare e un giocatore inesperto rischia di perdere la partita. Accade così - è successo molte volte, succede in questi giorni e accadrà di nuovo se non cambieranno le regole - che inizino ad arrivare solleciti di pagamento da parte del provider "ospite", o della telco a cui ci si è agganciati, e che giungano poi minacce di sospensione del servizio che si possono tradurre nel taglio tout-court delle linee. Quando questo avviene, le decine o centinaia di realtà che si erano affidate al non-provider si trovano letteralmente fuori dalla rete, e mi dicono che alla redazione di Punto Informatico arrivino ormai quotidianamente segnalazioni di "guasti" di questo genere. Inaffidabilità, incompetenza, incapacità di comunicare con i propri clienti e di gestire il trittico servizi-tariffe-garanzie: è questo in sintesi il male di cui soffre il mercatino della connettività all'italiana. Molto ci sarebbe da dire sui motivi, su come i provider che hanno dato vita alla rete italiana siano stati schiacciati negli anni da normative dissennate, da un'Autorità TLC fino ad oggi distratta, da un monopolio che è stato conservato integro: se tutto ciò sia stato pianificato o meno lo lascio dire ad altri, di certo anno dopo anno si è fatto tutto il possibile per togliere di mezzo concetti come esperienza e qualità del servizio delegando tutto a pubblicità, a call center tanto diffusi quanto inaffidabili, e a tariffe tarate su volontà e desideri di sua maestà il gestore unico delle infrastrutture. Gli unici a poter cambiare le cose sono i clienti dei non-provider: rivolgano la propria attenzione a chi la rete l'ha messa in piedi, chiedano consiglio ai veri professionisti del settore, indaghino su chi sono i propri fornitori. Per ottenere garanzie vere, oggi, occorre saper resistere alle sirene dell'offertissima e scegliere chi ancora ritiene, per tradizione e per DNA, che la rete sia una cosa seria. Fonte: punto-informatico.it
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