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  1. In corso in questo momento, un tour nel data center di Banhof in quello che è di fatto un bunker a tutti gli effetti: inutile dire che è una riflessione importante su come i data center siano di fatto divenuti un argomento molto importante per i media. Wikileaks diviene di fatto anche un ottimo argomento per discutere di come queste strutture, gli ISP, in generale siano divenuti dei "regolatori" fondamentali di come l'informazione deve e può raggiungere le persone. Inutile dire che con un simile servizio saranno migliaia le persone che hanno dubbi su cosa abbiano visto: il video mostra anche i 2 server rack che vengono custoditi e servono il traffico di Wikileaks :) Ho scritto un articolo a riguardo che leggerete nei prossimi giorni, ma è evidente che il caso di Wikileaks abbia dato molto risalto anche agli ISP e in generale al modo in cui vengono erogati i servizi su Internet, che è tutto tranne che scontato, anche per chi spesso con un PC ci lavora!
  2. Anche PayPal ha abbandonato Wikileaks, il sito è così stato abbandonato da Amazon prima, con la sospensione delle istanze attive su EC2, poi da EveryDNS, il servizio che forniva la visibilità al dominio, e infine da chi invece faceva semplicemente da strumento per la raccolta delle donazioni al sito web. leggi tutto Leggi il resto di Terra bruciata intorno a Wikileaks, giusto da parte di un ISP? sul blog di HostingTalk.it
  3. OVH, il grande gruppo europeo del settore hosting, si trova ora nella posizione scomoda provata da Amazon negli scorsi giorni, ospitando Wikileaks all'interno dei propri server. La compagnia non ha tuttavia deciso di abbandonare il sito web e ha richiesto un parere giudiziario in merito alla possibilità di continuare a ospitare il sito web. Anche in questo caso è stato il governo a lanciare i primi avvisi, nella giornata di Venerdì il Ministro francese Eric Besson, ha chiesto l'espulsione del sito web da qualsiasi server presente sul suolo francese. leggi tutto Leggi OVH e Wikileaks, il provider in attesa di una decisione giudiziaria
  4. Dopo Amazon, anche EveryDNS, il gestore del servizio DNS per Wikileaks.org, ha comunicato ieri di aver sospeso il servizio per cercare di proteggere i propri utenti e clienti, messi in pericolo dal fatto che il sito riceve continui attacchi che possono peggiorare le condizioni del servizio anche per gli altri clienti. I gestori del sito web hanno avuto un preavviso di 24 ore per la sospensione del servizio e già da questo momento il servizio non è più attivo. leggi tutto Leggi Anche i DNS abbandonano Wikileaks, "proteggiamo i nostri clienti". Amazon: non sono state pressioni
  5. Jeff Bezos ha chiuso il rubinetto del suo Amazon EC2 e le istanze di Wikileaks, una in Europa e una nei data center USA della compagnia, sono state spente in pochi minuti dopo le pressioni del governo americano, e in particolare del senatore Joseph Lieberman. Sembrava un paradosso: il sito che pubblica informazioni compromettenti contro gli USA, ospitato dal simbolo della potenza economica americana, la compagnia che oggi fornisce accesso alla più grande infrastruttura pubblica di cloud computing in tutto il mondo. leggi tutto Leggi WikiLeaks via da Amazon: come si sfugge nella grande rete
  6. Wikieaks, il sito al centro delle cronache in questi giorni per gli scottanti documenti pubblicati, nella giornata di ieri ha subito un nuovo attacco DDoS diretto ai suoi server, ospitati presso un noto provider svedese, famoso per il proprio data center bunker. I responsabili del sito hanno dovuto cercare dapprima di mitigare l'attacco, ma la sua portata li ha costretti a migrare il sito web su Amazon EC2, soluzione già utilizzata in passato da Wikileaks. leggi tutto Leggi WikiLeaks: al volo su Amazon EC2 per resistere al DDOS
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