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Redazione Hosting Talk

Il servizio di backup online DropBox aggiunge nuove funzionalità

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dropbox-transparent.thumbnail.png

Il mercato dei servizi di backup online inizia a mostrare segni interessanti di sviluppo, con un consolidamento delle aziende presenti da tempo nel settore e un buon numero di nuove startup che cercano di innovare un settore, potenzialmente, molto esteso. Nel contesto del cloud computing, dove trovano spazio tutti questi servizi, nasce anche Dropbox, compagnia che utilizza Amazon S3 per lo storage dei propri file e che ha guadagnato in questi mesi un notevole successo.

 

 

 

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Sisi lo so uso dropbox da mesi :D

 

Ma più per lo sharing, perchè per i backup è scomodissimo. Per quello preferisco Idrive o mozy (che pago). Visto l'ultimo post di backblaze, però, sto facendo un pensierino... Ne conoscete altri?

 

Purtroppo sono tutti in usa e la banda è un bel problema. A volte per aprire i miei files salvati vado a 20 k e non è bello...

 

http://dl.getdropbox.com/u/1900817/Foto/P7120182.JPG

 

La cosa interessante è che dropbox sembra implementare un sistema mapreduce abbastanza strano. Se carico un file X, nella cartella A, poi lo rimuovo e ricarico lo stesso file (ma che si chiama Y) nella cartella B, praticamente viene restorato il vecchio -la cosa strana è che non noto consumo di banda dal mio lato praticamente-. Non so come funzioni. Anche perchè se fosse un normale mapreduce, agirebbe solo sui loro dischi (cioè per dire, io il file lo caricherei entrambe le volte usando banda entrambe le volte).

 

Una cosa simile l'ho notato con l'uploader di google app engine.

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Mi chiedo anche una cosa.

Capisco l'utente finale, ma pagamento per pagamento.... per uno pratico non conviene registrarsi su amazon e poi con le api giostrarsela come gli pare?

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Sempre le cose "aGGratiSE"... :D

Mi domando una cosa: perchè dovrei farmi un backup in remoto per di più in USA, invece di utilizzare uno storage (penna USB, o HDD tradizionali) in locale?

 

Quello può essere comodo per uno che gira parecchio, che usa pc al volo etc...

Se ho un notebook con un disco decente in gb (o un usb di buona capienza in borsa) ci penso 3 volte prima di complicarmi la vita

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Mi domando una cosa: perchè dovrei farmi un backup in remoto per di più in USA, invece di utilizzare uno storage (penna USB, o HDD tradizionali) in locale?

 

Posto che anche a me sembra eccessivo andare a backuppare in USA, il concetto di backup remoto ha un assioma molto semplice.

Avere una copia fisicamente e geograficamente separata dall'originale.

 

Questo perchè, naturalmente, quando ti capiterà che ti fregano il portatile o che la borsa finisca schiacciata da qualche parte, ovviamente, ci sarà anche la chiavetta/disco di backup insieme e sei tranquillamente fregato :D

 

Inoltre, usare uno storage locale non mi sembra una buona idea se vuoi avere un backup ed un disaster recovery insieme.

 

Personalmente preferisco una soluzione gestita internamente dato che sono un po' paranoico. Motivo per il quale sia i device mobili aziendali, sia i notebook, aprono in automatico una VPN e poi in rete interna c'è un bello storage basato su Time Machine.

Oltre al vantaggio del backup ci sono molti altri vantaggi ovviamente, ma il primo punto è che, sicuramente i dati sono replicati, anche perchè, a sua volta il volume Time Machine è replicato in farm ed a questo punto, se dovessero cuocersi tutti e tre gli hotpoint contemporaneamente, di sicuro, il backup non sarebbe la mia priorità :asd:

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