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Avviare un business in Italia è più difficile che in Spagna e altri paesi

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Un articolo da leggere per chi cerca di avviare una attività nel nostro paese: Starting a business in Italy is even harder than it is in Spain

 

A parlare è Varsavsky, per chi non lo conoscesse è un famoso imprenditore, a capo del progetto Fon, investitore in Skype e in tante altre startup...il suo blog ha circa 20/25000 visitatori al giorno, ed è un punto di riferimento per molti.

Un passaggio che dovrebbe far riflettere e che ricalca quanto detto piu volte:

 

And then there is the cost of failure. Most start ups fail and that is true anywhere in the world, but in Italy the cost of failure is enormous. If a company shuts down because, for instance, their product had no demand and this company has say 100 employees, the costs for the entrepreneur can be brutal.

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Io posso portare l'esperienza in UK. Ho aperto una mia Limited, equivalente di un Srl, in 5 min con capitale sociale di 2 sterline. Ora sto aprendo i conti in banca, e a brevissimo partita IVA.

 

La dichiarazione delle tasse è abbastanza semplice e farsi un bilancio da soli è alla portata di molti.

L'eventuale IVA a credito ti viene pagata ad un mese dalla dichiarazione. Assumerere e licenziare dipendenti è molto facile. Il costo di un dipendente per il datore di lavoro è accettabile, ad esempio un dipendente retribuito 18,000£ lorde annue al datore costa in totale 19,572£ l'anno.

 

Se avessi voluta aprire una Srl in Italia avrei dovuto subito sborsare subito 10,000 eur per il capitale sociale, che ok è un investimento ma intanto li devi mettere e nessuno te li impresta. Poi c'è la tangente di circa 2,500 eur a commercialista e notaio perchè trattare direttamente con la pubblica amministrazione è impossibile. Quindi vi sono i vari anticipi di imposta ed il costo spropositato per assumere personale.

 

Mha, credo che basti per farsi un'idea.

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Io posso portare l'esperienza in UK. Ho aperto una mia Limited, equivalente di un Srl, in 5 min con capitale sociale di 2 sterline. Ora sto aprendo i conti in banca, e a brevissimo partita IVA.

 

La dichiarazione delle tasse è abbastanza semplice e farsi un bilancio da soli è alla portata di molti.

L'eventuale IVA a credito ti viene pagata ad un mese dalla dichiarazione. Assumerere e licenziare dipendenti è molto facile. Il costo di un dipendente per il datore di lavoro è accettabile, ad esempio un dipendente retribuito 18,000£ lorde annue al datore costa in totale 19,572£ l'anno.

 

Se avessi voluta aprire una Srl in Italia avrei dovuto subito sborsare subito 10,000 eur per il capitale sociale, che ok è un investimento ma intanto li devi mettere e nessuno te li impresta. Poi c'è la tangente di circa 2,500 eur a commercialista e notaio perchè trattare direttamente con la pubblica amministrazione è impossibile. Quindi vi sono i vari anticipi di imposta ed il costo spropositato per assumere personale.

 

Mha, credo che basti per farsi un'idea.

 

Hai cittadinanza inglese vero?

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Grazie a David per la testimonianza. Bella anche la parte in cui spiega come qui da noi sia la norma chiedere finanziamenti a parenti e familiari vari, e non fare affidamento invece su venture capital, che ovviamente scarseggiano.

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Hai cittadinanza inglese vero?

 

Non e' necessaria una cittadinanza inglese, dal momento che stiamo parlando di un paese che fa parte della comunita' europea.

 

Puoi anche fare tutto dall'italia senza il bisogno reale di recarti in uk, per fare queste cose.

 

Ciao

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Se avessi voluta aprire una Srl in Italia avrei dovuto subito sborsare subito 10,000 eur per il capitale sociale, ...

 

Diciamo che non è proprio così, inizialmente puoi versare anche solo la metà (5000€) per poi versare il resto successivamente (è per questo motivo che chi versa tutto il capitale di una srl/spa oltre a specificare quanto sia il capitale sociale aggiunge la dicitura i.v. ;)).

 

L'unica cosa positiva del non avere 2£ come capitale sociale è la possibilità di essere maggiornmente tutelati in caso di fallimento. Penso che si potrebbe eliminare in italia il tetto iniziale dei 10k di €, basterebbe legare saldamente il capitale sociale da versare al fatturato dell'azienda da subito.

 

Fatto sta che siamo messi male rispetto a tutti gli altri paesi UE e, difatti, non è solo il piccolo imprenditore ad accorgersene, ma anche le grandi realtà quando gli viene spiegato il sistema normativo italiano (da un giorno all'altro cambiano le carte in tavola, sia nel campo del diritto che dell'economia) e gli viene detto che la giustizia in italia ha tempi biblici.

 

Purtroppo, in parlamento, ci ritroviamo una manica di incompetenti che pensano ancora che l'economia sia quella degli anni 70 (oppure hanno interesse affinché non cambi niente) e che internet sia qualcosa di inutile e/o dannoso (per loro).

 

E non serve nemmeno una sede legale in UK?

 

Se dall'italia vuoi aprire una ltd, ti basta avere un commercialista in uk e specificare come sede legale principale l'ufficio del commercialista; quando apri p.iva italiana specifichi nei documenti societari la seconda sede italiana ;)

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Io posso portare l'esperienza in UK. Ho aperto una mia Limited, equivalente di un Srl, in 5 min con capitale sociale di 2 sterline. Ora sto aprendo i conti in banca, e a brevissimo partita IVA.

 

La dichiarazione delle tasse è abbastanza semplice e farsi un bilancio da soli è alla portata di molti.

L'eventuale IVA a credito ti viene pagata ad un mese dalla dichiarazione. Assumerere e licenziare dipendenti è molto facile. Il costo di un dipendente per il datore di lavoro è accettabile, ad esempio un dipendente retribuito 18,000£ lorde annue al datore costa in totale 19,572£ l'anno.

 

Se avessi voluta aprire una Srl in Italia avrei dovuto subito sborsare subito 10,000 eur per il capitale sociale, che ok è un investimento ma intanto li devi mettere e nessuno te li impresta. Poi c'è la tangente di circa 2,500 eur a commercialista e notaio perchè trattare direttamente con la pubblica amministrazione è impossibile. Quindi vi sono i vari anticipi di imposta ed il costo spropositato per assumere personale.

 

Mha, credo che basti per farsi un'idea.

 

Devo dire che per esperienza, in Italia il problema principale è reperire le giuste informazioni. Se analizziamo bene la tua chiara esposizione alla fin fine questo vediamo principalmente.

Mentre in Inghilterra riesci ad andare a parlare direttamente con la pubblica amministrazione che ti da i percorsi da fare qua in Italia si instaurato un circolo vizioso che fa si che: la P.A. si assuma meno responsabilità possibili e ti demandi dai professionisti. Il professionista nella maggior parte dei casi o non è in grado di essere a conoscenza di tutto (un conto è un ufficio P.A. che tratta di commercio online, uno normale, uno import export etc etc.... un conto un commercialista che dovrebbe sapere tutto) o a volte ci "marcicchia" un pò per non perdere una buona fetta del business.

Un esempio stupido può essere quando cercavo come si possano fatturare cifre irrisorie online, il sistema c'è ma ho dovuto trovarmelo da solo, poi il commercialista mi ha confermato che si può fare. Non gliene faccio neanche una colpa per i motivi che dicevo sopra e per il fatto che l'Italia sul discorso online ha più o meno tutto al pari degli altri paesi ma è indietro come cultura.

Faccio un altro esempio stupido, so che anche qui in Italia è possibile aprire una srl senza versare effettivamente 10.000€ in maniera del tutto regolare, certo non arriviamo alle 2 sterline, un 2/3000 euro effettivi vanno versati, ma per gli altri ci sono dei sistemi (legali) per non versarli proprio fisicamente, non mi chiedete come si fa perchè non lo ricordo, me lo aveva accennato sempre il commercialista.

Questi piccoli esempi per dire che sebbene comunque rimanga una maggiore difficoltà oggettiva in Italia sarebbe possibile ridurre il gap volendo, almeno fiscalmente burocraticamente. Il problema è reperire le informazioni e sbattersi con la P.A. che vuole tutto servito su piatto d'argento costringendoci a fornire documentazioni non dovute a meno che non si arrivi a minacciare azione legale o simili. Quante volte ci sono due uffici pubblici sullo stesso corridoio e viene richiesto a noi di far fare un documento in uno dei due per poi consegnarlo all'altro?

In questo modo perdiamo il triplo del tempo noi e minimo il doppio loro.

Cosa che poi nell'era dell'informatica è inaccettabile.

 

Tutto sommato anche il grande mare di informazioni che dovrebbe essere la Rete (io ho sempre detto che non è proprio così) non aiuta in tal senso. In internet ci sono milioni di byte di informazione generalista e oltremodo ridondata (per esser gentile, altrimenti debbo scrivere scopiazzata) e ben poca informazione specializzata in alcuni settori, cosa che fa si che questa poca diventa difficile da trovare, sommersa dall'immondizia.

 

Il discorso finanziamenti è un'altra piaga ma ho già scritto un papiro quindi magari ripasso.

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Devo dire che per esperienza, in Italia il problema principale è reperire le giuste informazioni. Se analizziamo bene la tua chiara esposizione alla fin fine questo vediamo principalmente.

Mentre in Inghilterra riesci ad andare a parlare direttamente con la pubblica amministrazione che ti da i percorsi da fare qua in Italia si instaurato un circolo vizioso che fa si che: la P.A. si assuma meno responsabilità possibili e ti demandi dai professionisti. Il professionista nella maggior parte dei casi o non è in grado di essere a conoscenza di tutto (un conto è un ufficio P.A. che tratta di commercio online, uno normale, uno import export etc etc.... un conto un commercialista che dovrebbe sapere tutto) o a volte ci "marcicchia" un pò per non perdere una buona fetta del business.

Un esempio stupido può essere quando cercavo come si possano fatturare cifre irrisorie online, il sistema c'è ma ho dovuto trovarmelo da solo, poi il commercialista mi ha confermato che si può fare. Non gliene faccio neanche una colpa per i motivi che dicevo sopra e per il fatto che l'Italia sul discorso online ha più o meno tutto al pari degli altri paesi ma è indietro come cultura.

Faccio un altro esempio stupido, so che anche qui in Italia è possibile aprire una srl senza versare effettivamente 10.000€ in maniera del tutto regolare, certo non arriviamo alle 2 sterline, un 2/3000 euro effettivi vanno versati, ma per gli altri ci sono dei sistemi (legali) per non versarli proprio fisicamente, non mi chiedete come si fa perchè non lo ricordo, me lo aveva accennato sempre il commercialista.

Questi piccoli esempi per dire che sebbene comunque rimanga una maggiore difficoltà oggettiva in Italia sarebbe possibile ridurre il gap volendo, almeno fiscalmente burocraticamente. Il problema è reperire le informazioni e sbattersi con la P.A. che vuole tutto servito su piatto d'argento costringendoci a fornire documentazioni non dovute a meno che non si arrivi a minacciare azione legale o simili. Quante volte ci sono due uffici pubblici sullo stesso corridoio e viene richiesto a noi di far fare un documento in uno dei due per poi consegnarlo all'altro?

In questo modo perdiamo il triplo del tempo noi e minimo il doppio loro.

Cosa che poi nell'era dell'informatica è inaccettabile.

 

Tutto sommato anche il grande mare di informazioni che dovrebbe essere la Rete (io ho sempre detto che non è proprio così) non aiuta in tal senso. In internet ci sono milioni di byte di informazione generalista e oltremodo ridondata (per esser gentile, altrimenti debbo scrivere scopiazzata) e ben poca informazione specializzata in alcuni settori, cosa che fa si che questa poca diventa difficile da trovare, sommersa dall'immondizia.

 

Il discorso finanziamenti è un'altra piaga ma ho già scritto un papiro quindi magari ripasso.

 

Per aprire una Ltd dall'italia l'unica difficoltà' e' che se non sei residente in UK puoi non riuscire ad aprire i conti li'. Tendono a non fidarsi.

 

Per quanto riguarda il capitale sociale, a me risulta che il versamento del 25% e' ammesso solamente se la Srl non e' a socio unico e comunque la societa' non puo' distribuire utili fino a quando non ha accumulato la parte di capitale non versata alla costituzione.

Comunque e' richiesto un impegno finanziario maggiore.

 

Hai comunque colto il punto, in Inghilterra e' molto facile reperire informazioni sui portali istituzionali che spiegano per filo e per segno che cosa bisogna fare e che ti permettono di non essere in balia di questo o quel commercialista. Poi per carita', pure qua la burocrazia si inceppa, ma per esperienza sono molto pragmatici e tendono a guardare alla sostanza piuttosto che alle procedure e cavilli.

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Per aprire una Ltd dall'italia l'unica difficoltà' e' che se non sei residente in UK puoi non riuscire ad aprire i conti li'. Tendono a non fidarsi.

 

Per quanto riguarda il capitale sociale, a me risulta che il versamento del 25% e' ammesso solamente se la Srl non e' a socio unico e comunque la societa' non puo' distribuire utili fino a quando non ha accumulato la parte di capitale non versata alla costituzione.

Comunque e' richiesto un impegno finanziario maggiore.

 

Hai comunque colto il punto, in Inghilterra e' molto facile reperire informazioni sui portali istituzionali che spiegano per filo e per segno che cosa bisogna fare e che ti permettono di non essere in balia di questo o quel commercialista. Poi per carita', pure qua la burocrazia si inceppa, ma per esperienza sono molto pragmatici e tendono a guardare alla sostanza piuttosto che alle procedure e cavilli.

 

Ma hai la residenza in UK oppure no ?

 

Tanto per capire..

 

Marino

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