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No al Low-Cost – Davvero una scelta?

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No al Low-Cost – Davvero una scelta? | Giorgio's Blog

 

Bloggata dell'altra sera.

 

Non sono volutamente entrato nel discorso tecnico, altrimenti non se ne esce più. Vorrei giusto parlare di "mentalità", perchè detto francamente ne ho piene le balle di aziende che dicono "no il lowcost non ci interessa" e poi fai due giri, ti fai uno schemino della loro società e scopri che non hanno nemmeno un decimo dei numeri che servono per lanciare un tale tipo di servizio.

 

Che ne dite?

 

Ps: L'ho messo in OT perchè è un link esterno (non volevo copiare il testo qui perchè Google poi mi uccide), se volete spostarlo nella sezione giusta fate pure.

 

Grazie

 

Giorgio

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Insomma, parliamo di problemi non indifferenti, che richiedono soluzioni non indifferenti che hanno costi non indifferenti. Siamo abbastanza lontani dall’ordinare un server da ovh, installarci plesk, aprire una partita IVA e iniziare a rivendere hosting.

Alla luce di tutto questo discorso la domanda è: le realtà di piccola/media grandezza, che dichiarano di “non voler entrare nel low-cost”, lo fanno per reale scelta o perchè, semplicemente, non possono entrarci?

Credo che la mia risposta sia chiara dopo questo articolo icon_smile.gif , però sarebbe interessante avere altri pareri.

 

 

Ciao Giorgio, ci sono aziende italiane che hanno un prodotto eccellente dal punto di vista delle performance e dell'assistenza, semplicemente non entrano nel lowcost per due motivi:

- non è la tipologia di cliente che cercano: se vendi a 10 Euro annuali giustamente non puoi permetterti assistenza telefonica nè di consigliare e seguire il tuo cliente, operazioni che questi provider fanno e amano fare.

 

- dovrebbero rivedere completamente il proprio business, dal marketing all'approccio all'assistenza alle spese stesse in servizi di data center ecc.

 

 

 

e' giusto che chi fa lowcost faccia solamente quello (bene) e chi non si occupa di questo segmento di mercato continui con una fascia di livello superiore. Difficilmente mancano "i fondi" per aziende avviate da anni.

 

 

My 2 cents ;)

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Ciao Giorgio, ci sono aziende italiane che hanno un prodotto eccellente dal punto di vista delle performance e dell'assistenza, semplicemente non entrano nel lowcost per due motivi.

 

Sisi ma questo è indubitabile. Non nego che ci sia di meglio, anzi, c'è di sicuro.

 

Però quello che volevo sottolineare è che ci sono proprio delle differenze strette nelle "procedure".

 

Quelle che mi vengono in mente:

 

- Con un server da 300 siti puoi dormire tranquillo (infatti molte aziende non hanno presidio attivo notturno), mentre con 10 000 il sistema diventa instabile e devi avere 30mila occhi giorno e notte.

 

- La configurazione stessa dei sistemi: nel low-cost la configurazione default Plesk (che molti usano, e non parlo di cantinari) non basta più. Devi adottare sistemi di logging diversi, per esempio, e magari snellire le varie procedure che toccano apache.

 

- Gli investimenti: io fino ad ora il low-cost serio l'ho visto solo su cluster, per tutta una serie di ottimizzazioni che si posson fare. E non tutti possono permetterseli.

 

E molto altro.

 

Insomma, riassumendo, in due parole: Se Seeweb viene a dirmi "noi non vogliamo il low-cost", ok, ci credo. Se me lo viene a dire una azienda che fattura meno di 100 000 € l'anno mi metto a ridere.

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Mah, ripeto non sono per nulla d'accordo con le considerazioni. Se hai 300 siti devi comunque fornire assistenza, a maggior ragione se sono di clienti che pagano tot % in più per un servizio che appunto non è lowcost, senza contare che sul servizio hai magari degli SLA e far uscire dalla cassa invece del contrario piace a pochi :)

 

Hai un esempio di lowcost non fatto su cluster che ha molti consensi come posso vedere su HT. Sul poterseli permettere, io non penso di avere dei dati su cui basarmi e penso vari molto da azienda ad azienda; sul fatturato, anche qui varia da azienda ad azienda, ci sono compagnie che puntano su prezzi bassi proprio per iniziare a entrare nel mercato, e altre che (proprio perchè possono permettersi di investire di più in fase di startup) puntano subito su un target diverso e investono magari il resto in pubblicità, promozione ecc ecc ecc.

 

Rimango sempre dell'idea che per fare lowcost si debba avere un piano completamente basato su quello e non si possa cambiare rotta cosi facilmente, o far convivere entrambi, eccetto particolari casi.

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Salve,

Hai un esempio di lowcost non fatto su cluster che ha molti consensi come posso vedere su HT. Sul poterseli permettere, io non penso di avere dei dati su cui basarmi e penso vari molto da azienda ad azienda; sul fatturato, anche qui varia da azienda ad azienda, ci sono compagnie che puntano su prezzi bassi proprio per iniziare a entrare nel mercato, e altre che (proprio perchè possono permettersi di investire di più in fase di startup) puntano subito su un target diverso e investono magari il resto in pubblicità, promozione ecc ecc ecc.

 

Rimango sempre dell'idea che per fare lowcost si debba avere un piano completamente basato su quello e non si possa cambiare rotta cosi facilmente, o far convivere entrambi, eccetto particolari casi.

 

Perfettamente d'accordo ... aggiungo anche che il "low cost" va saputo fare (come anche gli altri segmenti, eh ...) ... perchè si fa presto a dire low cost ..............

 

Ciao !!

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Rimango sempre dell'idea che per fare lowcost si debba avere un piano completamente basato su quello e non si possa cambiare rotta cosi facilmente, o far convivere entrambi, eccetto particolari casi.

 

Una SRL in teoria può vendere insieme hosting e pere, avendo due divisioni.

 

La convivenza non va esclusa a priori.

 

aggiungo anche che il "low cost" va saputo fare (come anche gli altri segmenti, eh ...) ... perchè si fa presto a dire low cost ..............

 

E allora probabilmente non hai letto il mio articolo perchè è totalmente incentrato su "il low cost va saputo fare", non serve aggiungerlo.

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- Gli investimenti: io fino ad ora il low-cost serio l'ho visto solo su cluster, per tutta una serie di ottimizzazioni che si posson fare. E non tutti possono permetterseli.

 

Vuoi quindi dire che noi e molti altri operatori di questo forum non siamo seri perchè non abbiamo i siti lowcost in cluster?

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Comunque, su questa frase:

“Per offrire hosting a 30 € annui servono un server e una licenza Plesk. Per offrire hosting a 10 o 1200 € serve una infrastruttura.”

 

concordo in pieno.

Se fai servizi a 10 euro (e l'avevo già scritto tempo fa) devi essere strutturato in maniera tale da potertelo permettere, non tanto economicamente, ma strutturalmente. Non puoi permetterti di fare alcune procedura manualmente, o sarai perennemente in rimessa.

Devi automatizzare il più possibile, dalle attivazione alle cancellazioni ai monitoraggi agli upgrade.

 

Stessa cosa per le VPS lowcost, anzi, forse li i margini sono ancora più ristretti perchè i nodi virtualizzatori costano come 3 server web e puoi metterci solo una frazione di clienti.

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Vuoi quindi dire che noi e molti altri operatori di questo forum non siamo seri perchè non abbiamo i siti lowcost in cluster?

 

Ma va. Cluster era una definizione generica, ma se leggi l'articolo si capisce chiaramente. Il cluster non è solo dividere web e mysql, è anche, per esempio, avere una macchina esterna per i backup (che hai), un server spare perchè lasciar giù 10 000 siti in una notte è diverso dal lasciarne giù 300 e così via.

 

Comunque tu non ballare sul forum e muoviti con X2 che mi serve uno spazio.

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Tu hai una definizione alquanto singolare di cluster.

O meglio, usi una definizione che nel mondo, credo, solo tu hai adottato.

E' universalmente inteso che con cluster si intende un gruppo di server omogenei ridondati e/o bilanciati.

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