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Stefano Bellasio

Cloud Computing, cosa ne pensa il mercato italiano? Un sondaggio per capirlo

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Si, ma resto sempre della mia idea: se sta tutto in un singolo posto, non sei in "nuvola" sei in un singolo posto.

Io credo che il fattore discriminante sia la geograficità del servizio. Se è geografico, puoi considerarlo cloud, altrimenti lo dovresti considerare come un qualunque altro servizio PaaS, SaaS, IaaS fornito dal produttore.

 

Quoto appieno quello che non riuscivo a tirare fuori dalla mia mente :)

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Credo che se a livello di infrastruttura è ben progettato un sistema cloud sia sicuramente migliore di un server dedicato. Più affidabilità, meno necessità di gestione tecnica, maggiore scalabilità.

 

Quoto appieno, specie considerando il fatto che per avere la stessa cosa, lato cliente finale, dovrebbe investire sicuramente piu risorse economiche per avere lo stesso grado di potenza con cluster di server dedicati o singoli.

Forse in certi casi dove è necessaria l'erogazione di soli servizi web classici (php, asp, asp.net e posta) il cloud potrebbe sopperire il bisogno di andare verso soluzioni dedicate managed

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Io immagino una nuova idea di computers, immagino che in futuro esisterà un blocco dove detro c'è solo l'alimentatore e la scheda madre, con 1 solo tipo di BUS standard per tutto, Memorie Ram, HD, Processori, ed immagino che questa piccola unità di default abbia 10-20 connettori a cui poter attaccare Ram, HD, Processori, Unità Audio, Unità Grafiche e qualsiasi altra cosa, tutte esterne.

 

In un sistema del genere, quando si acquisterebbe un computer, in realtà si acquisterebbero pezzi, molti riciclabili per anni (Processori, Memorie, HD, Unità Audio, Unità Grafiche) e perfino la unità centrale scheda madre con sistema di alimentazione potrebbe durare tempo.

 

In un sistema del genere, non bisognerebbe cambiare ogni volta il computer, basterebbe aggiungere unità più potenti per ottenere configurazioni/computer adatti alle proprie esigenti, esempio 10 processori (Magari pure multicore), diversi HD, diverse unità grafiche. Dei computer del genere sarebbero fantasitici, ci si potrebbe potenziare il computer all'infinito, semplicemente acquistando nuove unità di ogni tipo, processori inclusi.

 

Prova a mandare questo post a Spielberg, ci fa un filmone di fantascienza :asd:

Figurati se nell'era del frigorifero (che tecnologicamente è quasi uguale a quelli americani a pedali degli anni 40/50) che deve durare 5 anni se lo tratti bene, nell'era dell'informatica che in 18 mesi è vecchia... dico figurati se i produttori ti sfornano i computer che dici tu.

E ti consiglio di non provare a produrli tu se vinci l'enalotto, ti mandano Terminator in 5 minuti :emoticons_dent2020: (tanto per rimanere in tema di film)

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Sicuramente il termine oggi è molto inflazionato.

 

Però io farei rientrare nel termine, oggi, anche una infrastruttura che sta in uno stesso datacenter. Questo perchè di fatto mi risulta che OGGI nessuno riesca a farti fare una migrazione a caldo da un DC ad un altro o farti vedere le risorse di 2 DC come una unica unità logica (almeno non in produzione).

 

Anche Amazon per quanto ne so (potrei anche sabgliarmi però), ti permette di scegliere il DC dove attivare i tuoi servizi, ma una volta attivi non è che puoi migrare da una parte all'altra a caldo o vedere le risorse di 2 DC come un pool unico (infatti anche i prezzi sono diversi a seconda del DC).

 

DOMANI però questa definizione potrebbe essere da rivedere, perchè sicuramente si sta lavorando per andare nella direzione della distribuzione geografica.

Anche Cisco, nel suo IOS, sta introducendo delle features in questo senso.

 

mi trovi d'accordo :) Vi è parecchia confusione su come funziona EC2, non è così "avanti" come si può pensare, e ha dimostrato negli ultimi mesi di avere proprio per questo dei problemi di performance.

 

Sul discorso fatto da Xuncoder, ci vorranno anni, ma il fatto di avere device "stupidi" è una parte importante della politica cloud, anche se qui parliamo di servizi hosting orientati al cloud computing

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Salve,

Beh ... ci sono aziende che , comunque, sono in grado di aggiornare "in sincrono" i dati residenti su 2 DC e che suddividono i propri servizi "in balancing attivo" sui 2 DC ... questo significa che un determinato Servizio può essere erogato dal DC1 piuttosto che dal DC2 con lo stesso livello di erogazione.

Ovviamente questo implica Hardware rinondato sui 2 DC e che i Servizi erogati siano bilanciati sui 2 DC.

Ancora, "a caldo" non è possibile "switchare" ... per alcune applicazioni ,, è però possibile attendere pochi minuti per lo switch ...

Per un intero DC , in caso di Disaster Recovery, alcune ore ...

Ma questo, con il Cloud, c'entra e non c'entra ... concordo sul fatto che ci siano ancora idee poco chiare e che vi siano in atto "manovre di Marketing" puro ... :sisi:

 

Ciao !!

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Sulla linea di Corbelli e Ceccus (che poi si sono rifatti al mio primo post).

 

Per cluod, prendendo come modello primo Amazon o Google io intendo:

 

- Scalabilità TRASPARENTE (e ho detto più volte cosa intendo. la mia STESSA applicazione -ammesso che sia progettata con la testa- deve funzionare con 5 utenti come con 5 milioni. quindi i meccanismi di sharding ne sono fuori)

- Ridondanza GEOGRAFICA

- EFFETTIVITA' dei costi. ERGO, pagamento AD ORE

- Automazione al massimo. Vuol dire che il mio bilanciatore deve essere in grado tramite API di quadruplicarsi il numero di webserver se vuole, non devo farlo io a mano

 

Immagino che da questo si deduca come mai non considero Seeweb Cloud Hosting come un servizio Cloud. Non scala (c'è mysql che fa da muro). Ridondanza geografica non so fino a che punto. Effettività dei costi no, il pagamento è annuale. Automazione nemmeno, non ci sono api.

 

E soprattutto, aziende grandi, immense multinazionali. Un BladeCenter ed una SAN non fanno un Cloud ma non lo fanno nemmeno DUE BladeCenter e DUE SAN una a Milano e l'altra a Berlino).

 

Anche Amazon per quanto ne so (potrei anche sabgliarmi però), ti permette di scegliere il DC dove attivare i tuoi servizi, ma una volta attivi non è che puoi migrare da una parte all'altra a caldo o vedere le risorse di 2 DC come un pool unico (infatti anche i prezzi sono diversi a seconda del DC).

 

No occhio. Amazon ha 3 "Zone", le zone IRELAND e US EAST sono due datacenter nel raggio di kilometri, US WEST sono 3 DC + 1 in arrivo.

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E soprattutto, aziende grandi, immense multinazionali. Un BladeCenter ed una SAN non fanno un Cloud ma non lo fanno nemmeno DUE BladeCenter e DUE SAN una a Milano e l'altra a Berlino).

 

Infatti ho volutamente specificato intere infrastrutture dislocate sul territorio.

 

La tua infrastruttura (con i tuoi bladecenter e le tue san) nel DC1, e le tue infrastrutture (con altri blade ed altre san) nel DC2 e così via.

 

Che poi siano server rack o blade cambia poco, è solo un esempio.

 

Ma in cloud secondo me si deve parlare di intere infrastrutture, non di una singola infrastruttura rivenduta ai clienti. In quest'ultimo caso, si ha una struttura IaaS pronta per la rivendita.

 

Un insieme di infrastrutture IaaS fanno una cloud.

 

Il cliente Mario Rossi, di Milano, può acquistare un servizio IaaS a Roma, un altro a Berlino, un atlro a Tokyo.

Si crea il suo middleware di gestione e bilanciamento ed ha fatto una cloud, una vera cloud. Ma una cloud è un insieme di tali infrastrutture, non una singola infrastruttura, per quanto grossa che sia.

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Il cliente Mario Rossi, di Milano, può acquistare un servizio IaaS a Roma, un altro a Berlino, un atlro a Tokyo.

Si crea il suo middleware di gestione e bilanciamento ed ha fatto una cloud, una vera cloud. Ma una cloud è un insieme di tali infrastrutture, non una singola infrastruttura, per quanto grossa che sia.

Sicuramente mi trovi d'accordo sulla questione dell'innovazazione di quanto dici. Questo sarebbe sicuramente un obbiettivo da raggiungere in futuro. Ma oggi la vedo dura e non mi risulta che riesca a farlo nessuno.

Semplicemente perchè, anche avendo il middleware che riesce a raggrupparti le risorse di 3 DC geograficamente diversi in 1 entità logica, ci sono delle "limitazioni" sulle reti che oggi non ti permettono di farlo.

 

Anche supponendo di avere molti Gbps di throughput, pensa per esempio alla latenza che si avrebbe tra 2 DC situati nella stessa nazione, però a 3000Km di distanza (che alla fine sono relativamente pochi).

Sicuramente, oggi, gli apparati di networking non sono ancora pronti per questo tipo di distribuizione geografica "su grande scala".

 

Diverso se parliamo di singoli servizi dove è possibile limitare le quantità di dati per le repliche o comunque dove è possibile avere delle repliche asincrone (anche di pochi minuti/secondi).

 

Quindi in sostanza, se diciamo che CLOUD = distribuzione geografica trasparente, allora ancora non esiste.

 

Ovviamente tutto imho :asd:

 

EDIT:

@Ste

comunque è da riconoscere che Amazon è avanti per quei servizi com S3, che sono comunque un qualcosa di "diverso" dal solito.

Per il resto, sicuramente sono stati (e sono ancora) bravi dal punto di vista del marketing, a presentare il loro prodotto.

Edited by y2khosting

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E' anche però vero che gran parte dei contenuti sono statici e quindi distribuibili geograficamente, ed è per questo che i CDN esistono.

 

Y2K ti dispiace dirmi il tuo nome? :D

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