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Stefano Bellasio

Cloud Computing, cosa ne pensa il mercato italiano? Un sondaggio per capirlo

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No il problema secondo me è diverso.

 

Non c'è definizione di Cloud Computing. Quindi, potrei dire che il tuo cane è Cloud Computing. Però nel momento in cui ti sparo in faccia un esempio, ti dico QUESTO E' PER CERTO CLOUD COMPUTING -Amazon- tu non puoi continuare a sostenere che il tuo cane sia cloud computing no?

 

eh? :fagiano:

 

E' vero manca ancora uno standard preciso, ma non tanto per dire cosa sia il cloud computing quanto per regolarne il funzionamento e le policy in azienda: come devo strutturare il mio servizio perchè possa trasferire i miei dati su un'altra cloud? Devo mettere a disposizione delle API?

 

Questo si discute ormai da tempo, non il fatto di cosa sia cloud o meno che detto nel termine è riduttivo. Poi come non concordare, il marketing è micidiale per confondere

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Domanda provocatrice:

Ma se prendo una intranet, intendo un'azienda con almeno due sedi staccate (fosse pure ad un km), con le lan delle due sedi collegate e c'è un qualsiasi software replicato in entrambe le lan. La consideriamo una cloud?

 

Un'altra cosa. Consideriamo cloud solo la replicazione geografica o la possibilità automatica che il client possa accedere agli stessi dati in una qualsiasi delle repliche?

Per me la seconda e per questo cloud può essere anche nello stesso Dc (ma perfino nello stesso pc per assurdo)

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Domanda provocatrice:

Ma se prendo una intranet, intendo un'azienda con almeno due sedi staccate (fosse pure ad un km), con le lan delle due sedi collegate e c'è un qualsiasi software replicato in entrambe le lan. La consideriamo una cloud?

 

No, non è una cloud, è una replica di dati.

 

Un'altra cosa. Consideriamo cloud solo la replicazione geografica o la possibilità automatica che il client possa accedere agli stessi dati in una qualsiasi delle repliche?

Per me la seconda e per questo cloud può essere anche nello stesso Dc (ma perfino nello stesso pc per assurdo)

 

Secondo me il cloud è un insieme di tecnologie, che ti consentono di creare, anche solo per alcuni secondi, le risorse necessarie in quel preciso momento, senza stare a preoccuparti di dove esse siano allocate.

Se hai tutto nello stesso datacenter, non hai nulla di più rispetto ad un normale hypervisor in HA.

Con virtuozzo puoi allocare risorse e toglierle a piacere, ma non è una cloud, è un software tradizionale di virtualizzazione. E lo stesso vale per vmware.

 

Avresti una cloud se l'allocazione dinamica riesci a farla in giro per il mondo.

Dagli states stai ricevendo più traffico del previsto? Il middleware di gestione della cloud crea nuove istanze negli states.

A Londra sei in un momento di calma? Vengono eliminate le istanze in area Europea e spostate magari a Tokyo dove un articolo su un giornale ti sta portando delle visite sopra la media.

 

E così via. L'utente avrà sempre e solo un tradizionale FTP con il quale accedere al proprio sito, indipendentemente da dove esso sia.

E' compito del middleware fornito dal provider cloud a spostare e replicare i dati qua e la.

 

Come giustamente dice David, la latenza in ambito DB potrebbe essere un problema. Si potrebbe risolvere usando delle repliche (la butto li) dove il master sta nella sede del provider, e da li in poi viene replicato in giro per il mondo in base alle istanze che si andranno a creare.

Così facendo, i visitatori accederanno sempre al loro datacenter più vicino, avendo latenze basse, e mai al datacenter centrale.

 

Va da se che non puoi cloudizzare (marchio registrato) tutto.

Le applicazioni devono essere pensate per stare in cloud, ovvero devono avere una sorta di cache o meccanismi simili per far fronte alla non perfetta sincronia dei dati.

Anche google è così. I datacenter non sono sempre tutti sincronizzati. A volte le ricerche tirano fuori dei risultati, altre volte altri.

 

Una Banca, ad esempio, non la fai cloud, perchè avrebbe problemi con le transazioni.

Un blog invece ci. A nessuno interessa se il mio post a tokyo saraà visibile dopo 3 secondi dal suo inserimento a NewYork.

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No, non è una cloud, è una replica di dati.

Perchè?

Se io, che sia nelle sede A o nella sede B o anche all'internet point o a casa in poltrona, quando richiedo un dato vengo diretto verso la lan/applicazione/dati più conveniente come carico o dislocazione.... che differenza c'è da tutto quello che dicevi sopra?

Secondo me il cloud è un insieme di tecnologie, che ti consentono di creare, anche solo per alcuni secondi, le risorse necessarie in quel preciso momento, senza stare a preoccuparti di dove esse siano allocate.

 

[...]

Avresti una cloud se l'allocazione dinamica riesci a farla in giro per il mondo.

Dagli states stai ricevendo più traffico del previsto? Il middleware di gestione della cloud crea nuove istanze negli states.

A Londra sei in un momento di calma? Vengono eliminate le istanze in area Europea e spostate magari a Tokyo dove un articolo su un giornale ti sta portando delle visite sopra la media.

 

E così via. L'utente avrà sempre e solo un tradizionale FTP con il quale accedere al proprio sito, indipendentemente da dove esso sia.

E' compito del middleware fornito dal provider cloud a spostare e replicare i dati qua e la.

 

Come giustamente dice David, la latenza in ambito DB potrebbe essere un problema. Si potrebbe risolvere usando delle repliche (la butto li) dove il master sta nella sede del provider, e da li in poi viene replicato in giro per il mondo in base alle istanze che si andranno a creare.

Così facendo, i visitatori accederanno sempre al loro datacenter più vicino, avendo latenze basse, e mai al datacenter centrale.

 

Va da se che non puoi cloudizzare (marchio registrato) tutto.

Le applicazioni devono essere pensate per stare in cloud, ovvero devono avere una sorta di cache o meccanismi simili per far fronte alla non perfetta sincronia dei dati.

Anche google è così. I datacenter non sono sempre tutti sincronizzati. A volte le ricerche tirano fuori dei risultati, altre volte altri.

 

Cioè mi stai dicendo che per esempio hai i dati in un Dc di Amburgo e poi un tot di siti sparsi per il mondo e che quando qualcuno si collega ad uno di questi siti i dati vengono replicati dal DC in Amburgo al Dc dove viene fatta la richiesta?

 

Allora si che non ho capito niente, soprattutto non ho capito che differenza c'è con una infinità di front controller ed un'unica base dati o storage di contenuti?

Anzi, prestazionalmente parlando c'è sicuramente un calo, questa non è una nuvola, è un imbuto inverso. In una nuvola non è che quando piove le goccioline vengono spostate da una parte all'altra, le goccioline sono già ovunque.

 

Google (se è una cloud e per me lo è) ha comunque in replica tutti i dati in tutti i data center, ovviamente siccome questi dati sono frutto del lavoro di tutti i datacenter ci deve essere una sincronizzazione dinamica, ma non è che se io adesso cerco una cosa e la mia richiesta è indirizzata sul DC più vicino da questo poi arriva roba dagli altri. Infatti nel periodo chiamato Google Dance i risultati DC per Dc possono variare, poi per un tot mesi circa sono stabili da qualsiasi DC.

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Salve,

Personalmente penso che vi siano "più livelli" di un' Architettura Cloud.

Penso che non si possa discutere sul fatto che Cloud significa prima di tutto Architettura e poi ... il resto.

Penso anche che occorra un attimono concentrarsi sugli scopi e sugli obiettivi che si vogliono cogliere ...

Sempre sul discorso Google ...

Infatti nel periodo chiamato Google Dance i risultati DC per Dc possono variare, poi per un tot mesi circa sono stabili da qualsiasi DC

Ebbene, google se lo può "permettere" ... stai cercando qualcosa ... se lo trovi bene ...altrimenti ... pace ...

Ma una Banca ... per esempio :asd: ... non si può applicare lo stesso paradigma ... perchè anche la banale visualizzazione del saldo del conto potrebbe rappresentare un problema, senza andare a cercare delle situazioni enormemente più complesse (esempio un ordine di borsa ...)

Quindi, anche qui, occorrerà distinguere in base ai Servizi Offerti ...

A mio modo di vedere, ci saranno Categorie di Aziende che , all loro interno, si struttureanno per avere una "Cluod ridotta" e altre che al potreanno offrire FULL , parafrasandoil discorso DC unico piuttosto che distribuito geograficamente ...

Anche perchè, finora, non è stato considerato uno degli aspetti più "terrificanti" del Cloud ... la Sicurezza del dato ... cosa questa veramente "sentita" in alcuni ambiti e molto meno in altri.

 

Ciao !!

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Uno, non mi sono spiegato bene.

I tuoi dati sono già ovunque, ma in base al carico la nuvola si evolve e si allarga.

Se ad amburgo hai un picco di visite, la nuova si ristruttura andando a potenziare solo quella zona.

I dati sono già li, solo che anzichè avere 2 VPS da 512M di ram te ne ritrovi, per 2 ore, 10 con 2GB, e pagherai solo per quelle due ore.

 

Usando dei proxy frontali, tu devi avere già le tue VPS di backend pronte, e paghi sempre. Se hai 10 VPS, paghi sempre 10 vps, sia che esse lavorino sia che siano ferme. Le paghi e basta.

In cloud, tu paghi un tot per l'infrastruttura base, se devi farla evolvere (manualmente o in automatico non cambia) tu paghi solo per il tempo necessario a questa evoluzione.

 

La 'dinamicità' delle risorse e dei pagamenti sono un principio fondamentale delle cloud. Togli questo, hai tolto la cloud.

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Riassumendo potremmo definire il servizio cloud un servizio che permette di allocare risorse elaborative on demand in maniera veloce e di pagare per l'effettivo utilizzo delle stesse. La cloud può essere distribuita geograficamente o meno. L'allocazione delle risorse avviene solitamente attivando VPS multiple che vengono poi fatte lavorare in parallelo.

Siamo tutti d'accordo con questa definizione?

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