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xalfa

uptime: qual'è il limite della decenza?

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Posto una nuova discussione per non creare continui OT nell'altra.

Ho già espresso il mio parere che qui ribadisco: low cost non deve significare scarsa affidabilità giacchè il risparmio può concretizzarsi in altri modi (meno spazio, meno servizi, ecc.).

L'uptime è un parametro che qualsiasi host provider dovrebbe garantire di base,e se non è in grado di farlo, che cambi mestiere.

Come sempre, mi ritrovo a criticare aspramente aziende italiane come tophost e simili che speculano sui servizi proposti anzichè investire in senso migliorativo (per questo credo che la fiducia data sia stata malriposta) e a constatare come questa abitudine tutta italiana sia dura a morire.

Ho già avuto esperienze low cost oltreoceano, e pr quanto mi riguarda l'uptime NON è mai stato in discussione: queste porcherie succedono solo con i furboni "de noantri".

Certo, per carità, un guasto di rete può accadere dovunque, un fallout radioattivo, un buco di antimateria che risucchia i server, una varco spazio-temporale che blocca temporaneamente un nodo, ma si tratta di eventi che possono avere incidenza sporadica, non abituale.

In Italia purtroppo ci abituiamo sempre ad avere NON il meglio, ma il meno peggio...

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Ho già espresso il mio parere che qui ribadisco: low cost non deve significare scarsa affidabilità giacchè il risparmio può concretizzarsi in altri modi (meno spazio, meno servizi, ecc.).

L'uptime è un parametro che qualsiasi host provider dovrebbe garantire di base,e se non è in grado di farlo, che cambi mestiere.

Come sempre, mi ritrovo a criticare aspramente aziende italiane come tophost e simili che speculano sui servizi proposti anzichè investire in senso migliorativo (per questo credo che la fiducia data sia stata malriposta) e a constatare come questa abitudine tutta italiana sia dura a morire.

Ho già avuto esperienze low cost oltreoceano, e pr quanto mi riguarda l'uptime NON è mai stato in discussione: queste porcherie succedono solo con i furboni "de noantri".

Certo, per carità, un guasto di rete può accadere dovunque, un fallout radioattivo, un buco di antimateria che risucchia i server, una varco spazio-temporale che blocca temporaneamente un nodo, ma si tratta di eventi che possono avere incidenza sporadica, non abituale.

In Italia purtroppo ci abituiamo sempre ad avere NON il meglio, ma il meno peggio...

 

La solita solfa degli luoghi comuni via.

I downtime ci sono ovunque, sono le garanzie a far la differenza.

Il fatto che un low cost (estero o no) non abbia un down per molto tempo è una bella cosa, ma il problema avviene *se* capita (e nessuno può prevederlo).

In tal caso è evidente che la qualità si vede nel modo di gestire la situazione, ma è IL CONTRATTO che parla per quanto riguarda le garanzie.

 

Ora, un low cost, NON PUO' avere le garanzie di un piano professionale a meno che:

a) menta spudoratamente

b) giochi in perdita costante

 

Ne l'una ne l'altra situazione sono sostenibili a lungo termine.

 

Renditi conto che, parlando di Tophost (per esempio) compri un pacchetto per 10 Euro all'anno.

Escludendo il discorso dell'altro thread e della maleducazione evidente, non vorrai dirmi che pretendi un uptime garantito perchè se lo fai significa che non hai la minima idea di cosa vuol dire aver un'infrastruttura per fornire servizi di hosting.

Come ti ho detto, con 50/70 Euro l'anno a dominio hai un pacchetto di ben altre garanzie e parliamo sempre di spiccioli (7 Euro al mese o giù di lì).

Non difendo Tophost che è *fortemente* criticabile per parecchi motivi, ma la storia dell'uptime garantito rasenta il ridicolo per un piano che costa MENO di 1 Euro al mese.

 

Tutto sto discorso a prescindere dalla nazione di provenienza dell'hosting perchè non credere che i downtime non avvengano per hoster stranieri (di qualsiasi fasci, low cost oppure no).

Se un downtime sfora la garanzia, sarà il contratto a tutelarti con rimborsi etc. Se la garanzia non c'è, non c'è e basta.

 

Visto che parli di cambiare mestiere per questi provider, ti invito ad aprire un attività tua e dai lowcost a 10 Euro l'anno con uptime garantito. Avrai clienti a grappoli ma sono pronto a scommettere che chiudi in 6 mesi (forse meno).

 

E guarda che di downtime ne ho visti parecchi, anche su strutture di un certo livelo (l'ultimo su Rackspace che si fa pagare bene, ma abbiamo gestito il problema in poco meno di 10 minuti con un tecnico *sul posto* e tempo di risposta 30 secondi secchi in chat diretta, come vedi, la qualità si paga).

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Una risposta secca potrebbe essere che il limite della decenza è proporzionale al costo e/o investimento.

Una risposta più articolata invece potrebbe prendere in considerazione diversi fattori.

 

Prima di tutto, nessun provider (italiano o straniero) punta un fucile verso qualcuno, al massimo qualcuno spamma in giro o fa campagne pubblicitarie aggressive, quindi ognuno può scegliere liberamente.

Posta questa premessa, scartando chi ha contratti poco chiari o quelli che hanno clausole e definizioni che non ci garbano dovremmo trovare quello che più ci aggrada.

 

Il problema nasce quando si vogliono le garanzie dei piani più costosi su quelli meno costosi.

Facendo un discorso tranquillo, il cliente non può decidere come il commerciante o l'azienda fornitrice deve strutturare la sua offerta, può solo scegliere se accettarla o meno.

Il cliente non conosce le problematiche, gli investimenti e le spese.

 

Su un piano potrebbe non incidere tanto dare 1 gb di spazio in più, ma incidere moltissimo garantire l'uptime di un punto percentuale in più e ho usato il condizionale, ma è una realtà.

 

Io penso di essere oggettivo visto che non sono un provider ma ho comunque una mia attività professionale e anche gestisco per me dei server.

Quindi conosco i prezzi delle gestioni, i costi vivi etc... e so cosa vuol dire avere una azienda.

Non sto difendendo i provider, ma non si può sparare a zero senza essere a conoscenza di tutto quello che bolle in pentola.

 

------------------------------------

 

L'altro giorno leggendo un 3d stavo facendo un rapido calcolo, poi non l'ho postato perchè era o.t. ma qui potrebbe starci.

Avete mai pensato che potrebbe significare per un provider che fa prezzi risicati all'osso gestire le mail di risposta in maniera più soddisfacente per i clienti?

 

Poniamo un provider da 10.000 clienti con piani da 10 euro

Mettiamo che in un mese riceva mille richieste di supporto.

mettiamo che siano distribuite con la legge del terzo (che di solito statisticamente ci coglie), cioè un terzo contemporaneamente tutte insieme, un terzo in momenti normali della giornata, un terzo in momenti più tranquilli, per esempio durante le ore notturne quando il cliente per il caldo non riesce a dormire.

Facendo una media tipo conti della serva spannometrici, le consideriamo tutte normali e diluite, ma sul calcolo finale dovremmo considerare le aggravanti.

1000 richieste, risposte manuali su misura, in tempo reale (cioè quello che più rassicurerebbe i clienti) ammettendo anche solo 10 minuti a risposta sono 10.000 minuti. Cioè 166 ore e spicci cioè circa 40 ore a settimana, cioè praticamente una persona che se non fa solo quello, tra pause caffè e ciò che è previsto dai contratti nazionali, poco ci manca.

 

Ripeto, calcolo tutto alla "le cose vanno il meglio possibile", perchè se, per esempio, sulle mille mail, 100 utenti decidono di mandarla alle 12 e gli si vuole dare risposta al massimo in 1 ora, rifate il calcolo e vedete quanti impiegati occorrono anche se poi avranno dei tempi liberi in cui potranno fare altro.

 

Rimaniamo comunque con un solo impiegato deputato a questo lavoro, non calcoliamo malattie e ferie etc....

Calcoliamogli uno stipendio minimo di 1200 euro che tra contributi ed altro arriverà almeno a 2500 euro (mi sto tenendo ultra basso in tutto).

Non calcoliamo che dobbiamo fornirlo di uffico (o quanto meno di un box di 4 mq in un office openspace) di attrezzature vari quali per esempio scrivania, terminale etc...

 

Quindi 2500 euro mensili in un anno sono 30000 euro da spalmare sui 10.000 clienti totali.

3 euro a pacchetto (3 e 60 con l'iva) solo per rispondere alle mail di assistenza entro 1 ora, ma tenendo tutti i conti molto molto bassi. Nella realtà sarebbero più alti.

 

Riflettete gente e pensate che miracolo di acrobazie riesce a fare chi fornisce spazio per 10 euro, parliamo di azienda italiana in regola, ma anche una estera in regola non è da meno.

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Voi confondete gli standard con le garanzie:

Ovvio che un azienda si pari il culo per contratto, ma questo non vuol dire che sia un modo corretto di gestire la faccenda.

Certamente non è il cliente a decidere le condizioni del servizio; invero, dovrebbe essere il mercato a deciderle, penalizzando spontaneamente le iniziative che nascono a puro scopo di speculazione con la scusa del low cost.

Non riesci a gestire centomila chiamate di assistenza? Non vendere centomila domini.

Non hai fondi per gestire la struttura? Ritirati, cambia mestiere.

In altri ambiti commerciali chi apre un'attività investe se vuole offrire qualità e sopravvivere, non vedo motivi per i quali l'hosting dovrebbe essere esentato da questa semplice regola.

Non è obbligatorio che rientri dei costi in sei mesi, e se non ci stai chiudi bottega invece di offrire un servizio deplorevole.

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Voi confondete gli standard con le garanzie:

Ovvio che un azienda si pari il culo per contratto, ma questo non vuol dire che sia un modo corretto di gestire la faccenda.

Certamente non è il cliente a decidere le condizioni del servizio; invero, dovrebbe essere il mercato a deciderle, penalizzando spontaneamente le iniziative che nascono a puro scopo di speculazione con la scusa del low cost.

Non riesci a gestire centomila chiamate di assistenza? Non vendere centomila domini.

Non hai fondi per gestire la struttura? Ritirati, cambia mestiere.

In altri ambiti commerciali chi apre un'attività investe se vuole offrire qualità e sopravvivere, non vedo motivi per i quali l'hosting dovrebbe essere esentato da questa semplice regola.

Non è obbligatorio che rientri dei costi in sei mesi, e se non ci stai chiudi bottega invece di offrire un servizio deplorevole.

 

Posto che non ho più voglia di spiegare a quelli come te come funziona la questione anche perchè, visto il tuo intervento, è evidente che non leggi, il sistema è lampante per chiunque.

Fatto sta che il mercato attuale funziona così e non sono i low cost i cattivi perchè danno poco ma i clienti che pensano di aver trovato l'Eldorado per un paio di Euro e poi un mattino si svegliano e scoprono che non è così.

Come già detto, se ti serve uptime garantito cerchi offerte di conseguenza, se non è fondamentale, un low cost va benissimo (poi ci sono altre variabili per scegliere ma ne abbiamo già parlato).

Quando trovi un low-cost che garantisce su contratto un uptime per 10 Euro l'anno fammi un fischio che i miei margini salirebbero in modo esponenziale visto che sono uno che spende cifre con qualche zero in più per i propri server (ma che, guarda caso, in ste storie qua non ci è mai caduto).

Solo uno è su un low cost e si trova benissimo ma ha chiaro in mente che se piglia 24 ore di downtime, alza il telefono per avvertirmi e stop, non si lagna visto la cifra irrisoria che spende (giustamente dato che il sito non è fondamentale per il suo business).

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Voi confondete gli standard con le garanzie:

Ovvio che un azienda si pari il culo per contratto, ma questo non vuol dire che sia un modo corretto di gestire la faccenda.

Certamente non è il cliente a decidere le condizioni del servizio; invero, dovrebbe essere il mercato a deciderle, penalizzando spontaneamente le iniziative che nascono a puro scopo di speculazione con la scusa del low cost.

Non riesci a gestire centomila chiamate di assistenza? Non vendere centomila domini.

Non hai fondi per gestire la struttura? Ritirati, cambia mestiere.

In altri ambiti commerciali chi apre un'attività investe se vuole offrire qualità e sopravvivere, non vedo motivi per i quali l'hosting dovrebbe essere esentato da questa semplice regola.

Non è obbligatorio che rientri dei costi in sei mesi, e se non ci stai chiudi bottega invece di offrire un servizio deplorevole.

il detto "tanto paghi una cosa tanto vale" è sempre vero, in ogni campo, ovviamente nel campo dell'hosting il valore del servizio si nota principalmente nei momenti di crisi, ossia quando ci sono dei problemi, il costo di un sistemista sempre presente è coperto dove il cliente finale spende 100 e probabilmente non lo è dove spende 1 e quindi in questo secondo caso lo si deve chiamare su necessità con i tempi tecnici conseguenti.

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Voi confondete gli standard con le garanzie:

Ovvio che un azienda si pari il culo per contratto, ma questo non vuol dire che sia un modo corretto di gestire la faccenda.

Confondi gli standard con l'utopia :)

 

I contratti non creano nessun problema e sono il massimo della correttezza se sono chiari, se non ti piace il contratto che l'azienda è disposta a sottoscrivere con te cambia azienda. Non puoi accusare qualcuno che è chiaro, semmai si dovrebbe accusare quelli che promettono tutto illimitato e poi nella realtà dei fatti non lo danno.

Ma se uno mette prima contratto che le cose stanno così e colà...

Certamente non è il cliente a decidere le condizioni del servizio; invero, dovrebbe essere il mercato a deciderle, penalizzando spontaneamente le iniziative che nascono a puro scopo di speculazione con la scusa del low cost.

Ma è così, è il mercato che decide, se tutti sono insoddisfatti del provider XY questo non reggerà.

Non riesci a gestire centomila chiamate di assistenza? Non vendere centomila domini.

Ma chi le potrebbe gestire a 10 euro?

Nell'altro 3d te l'ho detto. Preferisci che esista il low cost che da quello che può e come può a prezzi che sono, oggettivamente, ridicoli, oppure che chiudano tutti perchè o comunque ti garantiscono quello che tu vuoi oppure devono morire?

Non hai fondi per gestire la struttura? Ritirati, cambia mestiere.

In altri ambiti commerciali chi apre un'attività investe se vuole offrire qualità e sopravvivere, non vedo motivi per i quali l'hosting dovrebbe essere esentato da questa semplice regola.

Non è obbligatorio che rientri dei costi in sei mesi, e se non ci stai chiudi bottega invece di offrire un servizio deplorevole.

 

Non esisti solo tu, tu se hai scoperto questa cosa puoi passare a cose più costose (o provare i miracoli esterofili e poi tra tot mesi tornare ad insultare altri) ma c'è a chi sta bene di pagare poco per avere un sito amatoriale in cui mette cose sue, sito che se anche sta down qualche ora qua e la pazienza.....

Prima del low cost e del free (che è praticamente morto, c'è ancora qualcosa in piedi ma con le bombole dell'ossigeno) uno ci pensava un momento ad aprire un sito. In lire 100, 200, 300 mila lire all'anno pesavano ben di più dei 50/100 euro di oggi (che sono già prodotti discreti). Quindi con 10 o poche decine di euro molti (tu non so e non voglio entrare sul personale) si possono togliere lo sfizio di mettersi su il sitino con cui giocare, imparare etc...

Perchè il mercato, finchè ce la fà, dovrebbe togliere loro questa possibilità se il sito non può stare su 365 giorni l'anno per 24 ore?

 

Io, se leggi post vecchi nel forum, non sono un grande fan del low cost, secondo me sta impoverendo la qualità del web... ma tutto sommato lo sta impoverendo anche l'industria dei contenuti di cui ogni tanto parla Ste, quindi impoverendo per impoverendo tanto vale che tutti possano scrivere quello che vogliono (nei limiti della decenza e rispetto) che magari qualcuno che oggi fa ridere tra 2 anni mi può far leggere qualcosa di interessante. In questa ottica che prosperi il low finchè può, poi se il mercato si orienterà su soluzioni un pelo più performanti amen e a me non dispiacerà comunque.

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il detto "tanto paghi una cosa tanto vale" è sempre vero.

 

Ti dirò che mi è capitato di vedere le eccezioni alla regola, comunque se non può essere vero al 100% che tanto paghi tanto vale, è praticamente vero al 100% che poco spendi e poco ottieni.

 

Il che è diverso da poter spendere meno a parità di qualità, questo può capitare, ma è una occasione, non uno standard.

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Posto che non ho più voglia di spiegare a quelli come te come funziona la questione anche perchè, visto il tuo intervento, è evidente che non leggi, il sistema è lampante per chiunque.

Fatto sta che il mercato attuale funziona così e non sono i low cost i cattivi perchè danno poco ma i clienti che pensano di aver trovato l'Eldorado per un paio di Euro e poi un mattino si svegliano e scoprono che non è così.

Come già detto, se ti serve uptime garantito cerchi offerte di conseguenza, se non è fondamentale, un low cost va benissimo (poi ci sono altre variabili per scegliere ma ne abbiamo già parlato).

Quando trovi un low-cost che garantisce su contratto un uptime per 10 Euro l'anno fammi un fischio che i miei margini salirebbero in modo esponenziale visto che sono uno che spende cifre con qualche zero in più per i propri server (ma che, guarda caso, in ste storie qua non ci è mai caduto).

Solo uno è su un low cost e si trova benissimo ma ha chiaro in mente che se piglia 24 ore di downtime, alza il telefono per avvertirmi e stop, non si lagna visto la cifra irrisoria che spende (giustamente dato che il sito non è fondamentale per il suo business).

 

Punti di vista. Tu sei un provider, io un cliente.

Il cattivo ragionamento è proprio quello di dire "vista la cifra irrisoria tutto quello che ottieni è trovato per terra..."

Ripeto, in Italia ci abituiamo troppo facilmente al meno peggio, o allo schifo persino, è non è un luogo comune: persino dai fornitori di connettività non riusciamo a farci garantire una banda minima, il che è tutto dire (adesso non è che mi parti col pistolotto a difesa di Telecom e compagni spero...); gestisco siti (e quindi tratto con host providers) da quindici anni, e se ti dico che il low cost fa schifo solo qua, credimi, fa schifo solo qua. E' chiaro che downtime possono accadere ovunque ma una cosa è una volta all'anno, un'altra è una al mese.

All'estero sanno gestirsi meglio e pagano anche meno per connettività e infrastrutture, nonchè per tasse e balzelli vari, qui le cose vanno diversamente e chi si cimenta nel low cost lo fa per speculare; dopo un pò di anni se sgarra chiude e riapre con un altro nome, ma la minestra non cambia. Ho gestito attività commerciali anch'io e non è che mi devi insegnare le cose come stanno: se devi tirare la cinghia per offrire un servizio di m... cambia lavoro.

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Punti di vista. Tu sei un provider, io un cliente.

 

Ti posso assicurare io che Valeriano non è un hosting provider :asd:

 

All'estero sanno gestirsi meglio e pagano anche meno per connettività e infrastrutture, nonchè per tasse e balzelli vari, qui le cose vanno diversamente e chi si cimenta nel low cost lo fa per speculare; dopo un pò di anni se sgarra chiude e riapre con un altro nome, ma la minestra non cambia. Ho gestito attività commerciali anch'io e non è che mi devi insegnare le cose come stanno: se devi tirare la cinghia per offrire un servizio di m... cambia lavoro.

 

Che i costi fissi in alcune nazioni siano inferiori non lo metto in dubbio, ma che all'esterno sanno "gestirsi meglio" in generale non è affatto vero: gli scarpari improvvisati sono ovunque, senza distinzione di nazionalità :emoticons_dent2020:

 

Come dice Uno: vai a farti un giro sui lowcost non italiani, poi ritorni a raccontarci la tua esperienza :)

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