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emmerre

Comprare e vendere domini-risposte ad un incompetente

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Avete mai visto qualcuno comprare 10mila licenze per farmacie in un comune e non usarle solo per impedire agli altri di aprire quel tipo di attività in quella zona? Si è mai visto qualcuno comprare pacchi di licenze da tassisti e rivenderle a prezzi maggiorati?

 

 

No perchè quelle licenze oltre che essere di numero finito costano un botto e li infatti le grosse compagnie hanno cercato (e cercheranno ancora) di spingere alla "liberalizzazione" perchè di fatto poi loro potranno sommergere il mercato e mettere in agonia gli attori attuali.

 

Per questo tempo fa dicevo che le tariffe di registrazione dovrebbero essere studiate ed impostate diversamente, tenendo conto di diversi fattori che adesso non sono presi in considerazione. Si potrebbero creare nuovi posti di lavoro e figure professionali e molte altre cose.

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Ma il problema "etico" non è da poco. Internet nasce come scambio alla pari, come libertà di espressione, i domini hanno un prezzo politico che serve solo a mantenere l'infrastruttura root ns e l'organo che ne gestisce l'assegnazione.

 

Sono una convenzione, l'ICANN non ne è proprietario ma è come se lo fosse.

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Ma il problema "etico" non è da poco.

 

Non lo è nemmeno per me, ho cercato di lasciarlo fuori il più possibile solo perchè so che a qualcuno non interessa nulla della questione etica.

 

Edit se ti riferisci al mio discorso sulle tariffe impostate diversamente, intendevo che quelle normali vanno bene come sono, sono quelle sui domini fermi che andrebbero regolamentate diversamente.

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Se ne era parlato su WHT, non trovo il link ma la discussione era stata del tipo:

 

X: Il parking dovrebbe costare 2mila euro l'anno.

Y: Ok, metterò una pagina di cortesia.

X: No, allora tutti i siti da una pagina dovrebbero costare 2mila euro l'anno.

Y: Così seghi troppe persone, lo sai?

X: Si, ma resta tutto molto pulito. E poi dai, siti monopagina?

Y: Ok, però io potrei fare un redirect ad un sito vero.

 

E qui si è chiusa la discussione. Come faresti a distinguere un dominio vero usato come redirect vero da un finto parking?

 

Quindi, tante belle parole e tante idee ma zero modi tecnici per farlo.

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E qui si è chiusa la discussione. Come faresti a distinguere un dominio vero usato come redirect vero da un finto parking?

 

pizzeria.com secondo te questo da adito a dubbi?

 

Ovvio che i controlli potrebbero essere automatici all'inizio ma dovrebbero essere per forza rifiniti a mano, ed ecco che si creerebbero posti di lavoro pagati con i soldi di chi vuole fare un certo tipo di attività.

Chiaramente bisognerebbe studiare per bene i molti possibili inghippi. Se uno mette su un finto sito prima di tutto deve essere unico o per lo meno non inflazionato. Sarebbe evidente come l'esempio, appena fatto, che un sito che parla di fiori su una sola pagina e che abbia 20.000 mirror su domini di diverso tipo sia comunque un parking "furbo".

La maggiore tariffa la applicherei solo dal secondo anno dello stesso proprietario, quindi bisognerebbe controllare i trasferimenti.

Etc.......

Con i soldi che tirerebbero su in più potrebbero far le cose per bene e anche finanziare progetti sul web importanti per tutti, che so migliorare le reti.

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Concordo con entrambi. La prima cosa che il nic dovrebbe fare è impedire che le informazioni sui domini non rinnovati siano disponibili in automatico, cioè senza fare il whois sul sito del nic stesso.

 

Questo impedirebbe sia il commercio dei domini scaduti sia che soggetti terzi possano accaparrarsi i nomi a dominio, lo potranno fare ugualmente, ma sarà immensamente più difficile. Attualmente 4 aziende hanno una lista con tutti i domini in scadenza e si può prenotare i domini stessi semplicemente cliccandoci sopra.

 

Questo sistema permette a chi ha capitali di potersi registrare tutti i domini scaduti togliendoli dalla disponibilità collettiva.

 

La modifica delle API è facilissima da fare e non richiede intervento del legislatore.

 

Similmente, dovrebbero essere revocati (anche a posteriori) tutti i domini posti in vendita, anche qui non serve l'intervento del legislatore ma semplicemente applicando la normativa esistente.

 

Non ultimo dovrebbe essere impedito a soggetti non stabilmente residente sul territorio italiano, cioè privi di PI e7o di CF italiani, di potersi intestare i domini .it, così da farla finita con le Ltd inglesi che risultano proprietarie di una fetta consistente dei domini .it alimentando il sospetto che esse altro non sono che scudi per aggirare le normative fiscali e antiriciclaggio, come già avviene in Francia per i domini .fr.

 

Queste semplici norme avrebbero un effetto terremoto nei confronti di questo mercato grigio rendendo molto difficile la speculazione sui domini .it.

 

Certo resterebbero i domini in parking ma sappiamo tutti bene che 9 domini su 10 sono in parking perché in vendita su SEDO, se il nic, facesse il suo lavoro e revocasse i domini posti in vendita (applicando le normative vigenti senza crearne di nuove) si libererebbero moltissimi domini che aiuterebbero il paese a creare numerosi nuovi posti di lavoro.

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Non ultimo dovrebbe essere impedito a soggetti non stabilmente residente sul territorio italiano, cioè privi di PI e7o di CF italiani, di potersi intestare i domini .it, così da farla finita con le Ltd inglesi che risultano proprietarie di una fetta consistente dei domini .it alimentando il sospetto che esse altro non sono che scudi per aggirare le normative fiscali e antiriciclaggio, come già avviene in Francia per i domini .fr.

 

Devo contraddirti: da qualche mese qualsiasi cittadino UE può registrare un dominio .fr senza la necessità di esser domiciliato in Francia.

(Norma, peraltro, che già prima era facilmente aggirata, in maniera perfettamente legale, e per una manciata di euro all'anno)

 

Se cerchi una nazione che limiti strettamente la registrazione del proprio TCLD ai propri cittadini, devi fare riferimento a quel faro di civiltà e democrazia che è la Cina (ed anch'essa sta allentando le maglie...)

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@ rubalo.it, ti ringrazio, come dico sempre: "siamo qui per apprendere condividendo le nostre conoscenze".

 

Il motivo del mio commento è per identificare fiscalmente il soggetto registrante. :)

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Resta anche il fatto che qualunque norma che imponga salati pagamenti a chi ha tenuto per il precedente anno il dominio in parking, sarebbe facilmente aggirata, o con le zie ed i cugini del broker, o con una LTD a santa lucia, che costa pochi euro l'anno e cambia nome in un attimo.

 

La cessione di proprietà di un dominio (anche se, mi pare, inizialmente prevista), non è mai stata implementata, e ci si riduce ad un semplice ccambio dei dati di registrazione.

 

Ancora difficoltà tecniche...

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Il motivo del mio commento è per identificare fiscalmente il soggetto registrante. :)

 

IMHO, ti preoccupi eccessivamente dell'aspetto fiscale della cosa - che, nel caso dei domainer, è invece del tutto secondario.

 

Perchè dico questo?

Perchè se un domainer "fiscalmente irregolare" macina numeri importanti, i suoi incassi saranno tracciati in base alle norme sulla tracciabilità dei flussi finanziari.

Se invece i numeri che macina non sono importanti, finirà in quel grande e popoloso sottobosco che comprende, oltre ai piccoli domainer, i vari "trafficoni" nei campi più svariati (se prendi un qualsiasi giornale di annunci, scoprirai una marea di "collezionisti" che comprono e vendono le cose più disparate... per UN vero collezionista ci sono cento trafficoni che in realtà ci fanno commercio. Oppure sedicenti "artigiani"... ma i numeri macinati dal singolo normalmente sono talmente modesti da rendere non conveniente il perseguirlo, perchè le stesse risorse destinate al suo accertamento potrebbero esser utilizzate all'accertamento di pesci più grossi.

Facendo il classico esempio dell'idraulico in nero: se l'idraulico in nero è il pensionato che arrotonda, riparando per 20 euro il rubinetto del vicino di casa... perseguirlo, oltre che ridicolo, è uno spreco.

Il discorso invece cambia se invece è l'artigiano con tre furgoni e 6 dipendenti, che si è fatto un domicilio fiscale oltreconfine per evadere il fisco...

 

Se vogliamo cercare numeri importanti di elusione/evasione in questo settore, non dobbiamo guardare ai domainer, ma piuttosto a quei registrar o reseller che si sono costituiti una sede legale di comodo (talvolta in paradisi fiscali in black list), e che registrano domini (magari .it) a cittadini italiani senza applicare l'IVA e pagando le relative imposte sul reddito (semprechè le paghino) non si sa bene a chi...

Ovviamente questi ultimi riescono ad esser molto più competitivi sul prezzo, svolgendo così una concorrenza sleale a quei registrar italiani che mantengono la sede in Italia e pagano tasse ed imposte in italia...

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