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Redazione Hosting Talk

Nuovi gTLD, arrivate 144 richieste

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Continua a salire il numero di richieste per i nuovi gTLD: dalle 25 del 29 gennaio si è passati alle 100 di due settimane fa per arrivare alle 144 dichiarate ora da ICANN. Il numero fa riferimento agli utenti registrati all'interno del TLD Applicazion System (TAS), lo strumento che serve per depositare le nuove applicazioni gTLD. Visto che ognuno può registrare fino a 50 applicazioni, con i 144 utenti registrati potrebbero essere fino a 7.200 nuove applicazioni.

...

 

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Fin quando sono marchi ci può stare, se iniziano a registrare parole più o meno generiche iniziaranno i dolori...

 

Quello potrebbe accadere con l'industria automobilistica, la VW, ad esempio, potrebbe essere interessata a registrare .golf

 

Noi, italiani, però, stiamo perdendo una stupenda occasione per registrare i nostri "gioielli", penso ad esempio ad un .chianti etc. etc.

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ICANN è stata accusata diverse volte per questa scelta: registrare una estensione costa migliaia di dollari, non solo di fee ad ICANN, ma anche di consulenza per chi deve seguire la procedura (come accade per divenire accreditati ICANN, esistono aziende specializzate).

 

L'idea comunque è sicuramente quella di avere dei brand registrati, .ibm ecc, ma anche di avere estensioni generiche. Se domattina io mi accorgo che potrei fare business registrando l'estensione .hosting e ci investo allora un domani posso poi far registrare a tutti domini .hosting, facendo accordi con i provider e via dicendo. Insomma, la loro idea è che a lungo termine escan fuori anche estensioni che fra anni avranno la stessa fama di un .com o .net. In tutti i meeting ICANN ha sempre parlato di un progetto che si svilupperà nel corso di anni.

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Quello potrebbe accadere con l'industria automobilistica, la VW, ad esempio, potrebbe essere interessata a registrare .golf

 

Noi, italiani, però, stiamo perdendo una stupenda occasione per registrare i nostri "gioielli", penso ad esempio ad un .chianti etc. etc.

 

Io credo saranno poche le aziende che oggi avranno la visione tale, a livello di Chianti o marchi italiani, da registrare una estensione online. In generale penso che siano pochi a vedere di buon occhio questa scelta di ICANN, considerando anche il mercato secondario di compra vendita dei domini che vive di fatto della "scarsità" della risorsa, e non so quanto potrebbe essere avvantaggiato in futuro dalla presenza di migliaia di estensioni, delle quali comunque ne emergeranno poche. Già oggi i domini più registrati rimangono i soliti, .com e .net in primis, estensioni come .biz o .info sopravvivono, altre come .me sono già dimenticate dalla maggior parte delle persone.

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Potrebbe anche essere un'occasione per registrare tdl sociali. Immagino per esempio che il suddetto .Chianti sia registrato da un consorzio doc o dop (o entrambi) con già preassegnati i vari domini alle varie cantine, domini preassegnati che di fatto pagano l'estensione.

 

Certo rimane difficile trovare una motivazione per cui la cantina Mariettoefigli potrebbe preferire il dominio mariettoefigli.chianti a mariettoefigli.it o qualcosa di simile, soprattutto se il primo gli costasse 3000 euro l'anno e il secondo 15 euro.

 

Farsi assegnare un tdl .mail o simili sarebbe un gran colpo anche rivendendo i singoli domini di secondo livello a 3 euro, ma immagino che lotte ci saranno già in piedi per certi tdl

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