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Redazione Hosting Talk

Tasse italiane e partita IVA nostrana anche per Google

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Non più tasse italiane per tutti, ma meno tasse italiane per tutti!

 

Questo è il succo, purtoppo l'inettitudine politica che si accapiglia per definire il nuovo nome della tassa sui rifiuti, invece di prendere decisioni sensate ed oculate su come si spendono i soldi. Dalle stime fatte da molti, sembra che addirittura il gettito dall'iva sia diminuito ed ancora insistono su queste politiche di affossamento. A dimostrarne l'incapacità è la presa in giro dei 14€ sugli stipendi, quando questi soldi si possono benissimo investire in qualcosa che crei occupazione e sia utile per il futuro (ad esempio per restare in tema tecnologia, butto lì i teorici 800milioni per l'adeguamento della linea internet di cui si parla da anni).

Ormai io quando seguo un talk, o il tg mi faccio delle belle risate (amare), come non si può ridere di un governo con i due più forti partiti nella maggioranza (lasciando stare le ultime di Berlusconi) che si fa una finanziaria (ora legge di stabilità, con i nomi vanno forte in Parlamento, ne cambiano una decina l'anno) e poi si autobloccano con migliaia di emendamenti. Incompetenza.

 

Saluti

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Interessante... quindi io che fatturo al 95% verso clienti stranieri potrò quindi smettere di pagare tasse e iva in italia e pagarle in Russia, Olanda, UK e altri paesi vari?

Bello avanti così :banana: chissà come mai ho la sensazione invece che sia a senso unico e non valga per chi "esporta" :asd:

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Interessante... quindi io che fatturo al 95% verso clienti stranieri potrò quindi smettere di pagare tasse e iva in italia e pagarle in Russia, Olanda, UK e altri paesi vari?

Bello avanti così :banana: chissà come mai ho la sensazione invece che sia a senso unico e non valga per chi "esporta" :asd:

 

Hai centrato il punto! L'idea dietro la possibilità per un'azienda con sede in un paese EU di operare in tutti gli altri paesi mantenendola propria P.I. nazionale è proprio per evitare di colpire le aziende che esportano obbligandole ad aprire una partita IVA (e quindi una posizione fiscale) in ogni paese EU in cui commerciano.

 

Ovviamente questa è solo un proclama politico, una goliardata per apparire in prima pagina sui giornali, almeno spero che sia così. Se invece così non fosse ed il nostro paese varasse una tale normativa, violeremo i trattati della UE con le conseguenza per il nostro paese che lascio a voi immaginare.

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Il bello è come hanno difeso la norma, dicendo che non viola le regole EU perché non vieta alle società prive di partita IVA italiana di vendere in italia, ma solo al cliente italiano di acquisire un servizio da chi non ha la partita iva italiana. Spero di aver capito male, perché sarebbe decisamente ridicolo.

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Qui ci sarebbe anche da capire come pensano di attuare la cosa per i privati (sperando che la frase che parla solo di soggetti passivi nel testo che si trova in rete sia un errore di copia incolla).

 

Se dicono che nessuno obbliga l'azienda estera ad aprire qui una partita iva ma siamo noi a non poter comprare da chi non ce l'ha, per i servizi online destinati ai privati (es. acquisto di file musicali, giochi online, etc), cosa potrebbero fare?

Non devono comunque scaricare le spese quindi non gli fa differenza chi fattura il servizio.

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Certo che trasferirsi all'estero pur restando nell'UE, e dico proprio fisicamente, se l'attività lo permette sarebbe un'ottima cosa visto il progressivo degrado del nostro stato.

 

Ma il punto del discorso è che questa ipotetica web tax potrebbe colpire le aziende italiane che vogliono comprare da quelle straniere, però se vari servizi alla fine hanno un utente finale che è un privato, quell'utente finale che già compra online troverà sempre più conveniente comprare da una società estera.

 

Voglio dire anche solo mantenere servizi con mirror in due datacenter uno in Italia e uno all'estero, per una società italiana finirà per costare di più di quanto costa a una società straniera che fa lo stesso.

Edited by danielej

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La territorialità quando eroghi servizi dall'estero è chiara: è il cliente che grazie al suo ISP si sposta fisicamente fino ad arrivare ai miei servers in UK ed il servizio viene erogato in UK.

 

Chi invece come Google ha pop dentro le sale Telecom Italia invece giustamente ha altri problemi da gestire in quanto eroga dall'Italia... Idem per Amazon direi...

 

Forse sarà meglio per loro andarsene completamente dall'Italia e lascia che siano i vari ISP a spendere in connettività per raggiungerli :-D

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Fin qui tutto chiaro, ma forse mi sfugge qualcosa.

 

Se stai in Italia e dei tuoi server sono in UK o la società UK che periodicamente paghi apre partita iva italiana o non potrai più pagare quei server secondo quanto previsto dalla legge.

 

Quindi semplificando la società X che ha sede in UK può mantenere server nel suo stato e anche in un datacenter italiano e avere il suo mirror qui, noi che vogliamo un mirror in UK saremo in qualche modo ostacolati se facciamo lo stesso, o non ho capito io?

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