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Kuro

Situazione hosting Italia

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@FlameNetworks ho evitato di fare il tuo nome prima, ma sei un'eccezione a quello che ho scritto: uno dei pochi "attivi" che vedo con newsletter piuttosto costanti e nuove offerte abbastanza frequenti.

Nulla da dire sulla qualità dei servizi di alcuni provider Italiani, anzi, se leggi bene ho già affermato che come qualità dareste del filo da torcere alla stragande. Per questo mi stupisco che non si tenti l'espansione extra-italia. L'unica cosa che vi manca è la visibilità, a mio avviso.

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Non basta il sito in lingua inglese ma occorre avere personale che conosce l'inglese, cosa non facile da trovare in Italia...basta guardare i nostri programmi scolastici :eek:

 

Fornire un supporto 24/7 reale non in reperibilità, ma su turni di 8 ore non è semplice e con il costo del lavoro che abbiamo aggiunto alla tassazione rende molto difficile essere competitivi.

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Diciamo pure che in Italia in generale c'è poca attenzione al marketing: chi lo fa spesso lo sa fare molto male, nessuna attenzione ai siti web (poca) e spesso anche a come viene "visto" il cliente, in questo gli USA possono insegnare non molto, moltissimo, a qualsiasi compagnia di webhosting italiana.

 

Passo ormai un po' di tempo negli USA e posso dire che qui l'ìapproccio è diverso, non sempre corretto, ma sicuramente più professionale con il marketing e soprattutto più preparato, non ci si improvvisa con la newsletter o il bannerino. Per il resto, come detto da molti il mercato italiano non è conveniente da seguire all'estero, per cui ovviamente difficile anche per i provider uscire dai confini nazionali.

 

Bluitech ha ragione, il costo del lavoro è un altro motivo per cui la media compagnia di webhosting italiana non va oltre le 5 persone impiegate.

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Non basta il sito in lingua inglese ma occorre avere personale che conosce l'inglese, cosa non facile da trovare in Italia...basta guardare i nostri programmi scolastici :eek:

 

ma l'inglese è ancora un problema? Non chiedo di parlarlo fluentemente, ma rispondere a modo ad un ticket. Chiedo perché presumo che ogni tecnico decente, abbia a che fare con l'inglese ogni giorno. Per esperienza personale la media del mio inglese scritto/parlato alle superiori era 5, ma è migliorato sensibilmente da quando mi dedico all'IT.

Da espatriato poi, se non conoscessi un minimo d'inglese morirei di fame... :cartello_lol:

 

Bluitech ha ragione, il costo del lavoro è un altro motivo per cui la media compagnia di webhosting italiana non va oltre le 5 persone impiegate.

 

Chiedo a voi V.I.P. dotati di P.Iva: il costo del lavoro in Italia è tanto diverso da Austria o Francia?

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Non ho idea rispetto a Francia e Austria. Rispetto all'Italia conosco USA e Svizzera, entrambi avanti anni luce e un buon 30% in meno di costi sul lavoro, oltre a non avere contratti super vincolanti per l'imprenditore.

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