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miki89

Newsletter di Tophost

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Continuo ad essere dell´opinione che stiano cercando di dare una svolta "dreamhostiana" alla loro comunicazione, ma riuscendo abbastanza male.

 

Edito: sono contento che nel thread citato la maggior parte degli utenti scrivano per chiedere come cancellarsi dalla newsletter. La newsletter non é un blog (http://www.prozone.it/smf/index.php/topic,2666.0.html)

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In effetti non è che sia molto chiara come politica di comunicazione e fino a che punto abbia restituito una buona immagine all'azienda. A leggere in giro, anche per i clienti che chiedono di essere cancellati dalla newsletter, non mi è sembrata una buona mossa se non quella di ottenere il solito risultato cioè "bene o male purchè se ne parli" ma tanto di TopHost già si parlava abbastanza quindi non si capisce... :63: ... Ovviamente, IMHO.

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Sicuramente c'è stata una pre-valutazione di "impatto" sull'utenza che la news letter di th avrebbe potuto causare. Sui contenuti non mi pronuncio nel senso che non sono propriamente i contenuti di una campagna marketing "convenzionale" né sono paragonabili a campagne di comunicazione ... sicuramente hanno creato un effetto "spam" in cui il nome TH compare un po' come il prezzemolo in ogni minestra ... non è detto che ciò sia voluto (mia opinione) e penso che una simile eco non sia stata propriamente studiata a tavolino. La cosa però che mi lascia più sconcertato sono le utenze che dichiarano di voler cambiare hoster ritenendo TH poco serio dopo le sue sparate sulla news-letter ... mi sanno un po' troppo del frutto della mentalità del "Lei non sa chi sono io!" che troppo spesso affligge tanto "i ragazzini squattrinati" che "i top managers di natura rampante" .

Se TH ha offerto un servizio non buono ma accettabile per i fini e i costi che ci si era preposti di raggiungere, non vedo cosa si possa attribuire in più o in meno a tale azienda in termini di serietà (professionale e non ...) ... comunque questo potrebbe essere solo un mio problema.

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Adesso basta! tutte e due le volte ero in viaggio mentre veniva scatenato il casino. Non ho potuto partecipare al tafferuglio "in diretta", non posso tollerare questa mancanza di sensibilità da parte di Tophost dichiaro pubblicamente che non rinnoverò i sito che ho con loro, tie !

:cartello_lol:

Adesso finisco di studiarmi la cosa e arrivo con il mio post "illuminante"...

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In senso generale, diciamo che quando si arriva alla diffusione a mezzo internet di informazioni/materiale falso siamo prossimi 'alla frutta'.

 

Devo dire che è la prima volta che mi capita di vedere una cosa del genere.

 

Umanamente, non può che destare tristezza. Professionalmente genera altro .... :)

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Secondo me noi non capiamo perchè siamo tutti sostanzialmente "tecnici", credo sia questa la chiave di volta; quello a cui stiamo assistendo è "marketing e comunicazione" allo stato puro mentre noi addirittura pensiamo ad un qualcosa legato ai problemi tecnici. Secondo me l'autore di questa bagarre in Tophost (con tutto il rispetto) non distingue un server da una lavatrice, punta ad altro.

 

Non vorrei essere nei panni del buon Stefano Epifani (http://blog.stefanoepifani.it/2007/08/21/Suicidi+Comunicazionali.aspx), si sarà pentito già di aver scritto quell'articolo, tra l'altro lo stanno "massacrando", ma forse lui stesso non la pensa già più così. In effetti rileggendo oggi il suo articolo sembra una cosa lontana un secolo e assolutamente inadatta alla fattispecie.

 

Ormai è evidente la strategia che sta perseguendo Tophost e non è per nulla stupida, non mi dilungo ma vi do un link, è lungo ma va letto fino infondo perchè è "rivelatore":

http://h1dr0gen0.blogspot.com/2007/08/tutti-contro-tophost-e-tophost-contro.html

Questo secondo me ha "centrato".

 

poi c'è questa parte:

http://www.tophost.it/download/_/DefDeMauro.png

qui debbo dire che sono stati bravi, sono "andati a pesca" e sono riusciti a "pescare grosso" anche. Il costume di comprare keyword di concorrenti "famosi" è tutt'altro che una novità, per esempio: http://www.google.it/search?hl=it&q=seeweb ; si può discutere dal lato "etico" ma è prassi comune.

 

Che a cascare nella "trappola" siano state anche aziende di grande livello mi lascia interdetto. Spero per esempio che il buon Cecconi "licenzi" il suo uomo che c'è cascato con tutte le scarpe :asd:

 

Infine una "considerazione": avete notato come in moltissimi commenti (compreso l'articolo scritto da voi) si "associa" sempre Tophost ad Aruba. Mi chiedo: chi dei due ci perde? Aruba è un'azienda grossa, seria, con una storia; possibile che ancora venga "percepita" così, come "argomento" da contrapporre a Tophost?

 

Per Tophost è una vittoria, ma per Aruba?

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