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NikyAT1

Stallo informatico?

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Premessa, mi stai simpatico e condivido alcune cose che hai scritto e che ho letto anche in 3d dove non sono intervenuto, ma l'ultima frase del tuo post mi suona come: "chi la pensa diversamente è un cretino" e non mi piace :)

Se ti ho dato questa impressione mi scuso, la mia ultima frase era riferita a quelli a cui ti riferivi che vogliono la pappa pronta, sono ben contento che ci sia chi ha idee diverse dalle mie, se no i forum non avrebbero senso di esistere.

 

Che l'hacker possa essere anche un programmatore (se parliamo di hacker informatico lo è per forza) è un discorso, ma che superi le barriere o che faccia reverse engineering per studiare un software (e di certo non per fare dei crack) lavora su quello che c'è, innova un fischietto. Studia i sistemi, quali che siano (hardware, non solo informatici, software etc) ma non ne inventa, al massimo qualche miglioria. A livello software è un programmatore che inventa, anche se a dirla tutta spesso lavora su commissione limitandosi a mettere in pratica quello che gli chiedono, a volte però produce quello che ha pensato come innovazione.

Linus Torvalds lo definiresti hacker (a parte che Linux è innovazione per modo dire)?

Rasmus Lerdorf lo definiresti un hacker? Già più innovativo anche se pur sempre un linguaggio di programmazione ha creato, però per altri ambiti....

Io credo che il concetto di hacking sia completamente slegato dall'informatica. Pensa solo all'ideazione dell'open source. Un semplice concetto che ha stravolto il modo di approcciare le licenze software, Stallman e soci hanno fatto un passo avanti enorme.

Torvalds lo definirei un hacker comunque, ha portato un sistema *nix like su architettura x86, non avrà cambiato la storia, ma ha dato un bel contributo.

Per me è un hacker anche il bambino che non si accontenta della risposta della mamm e smonta il giocatoolo per capire come funzione, beh, quello sarà molto probabilmente un innovatore, il manager in giacca e cravatta saprà solo innovare il suo portafoglio, è questo il concettoche volevo esprimere :D

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Se ti ho dato questa impressione mi scuso, la mia ultima frase era riferita a quelli a cui ti riferivi che vogliono la pappa pronta, sono ben contento che ci sia chi ha idee diverse dalle mie, se no i forum non avrebbero senso di esistere.

Bene, era un malinteso, preferisco sempre chiarire che lasciare cose in sospeso :)

Io credo che il concetto di hacking sia completamente slegato dall'informatica. Pensa solo all'ideazione dell'open source. Un semplice concetto che ha stravolto il modo di approcciare le licenze software, Stallman e soci hanno fatto un passo avanti enorme.

Torvalds lo definirei un hacker comunque, ha portato un sistema *nix like su architettura x86, non avrà cambiato la storia, ma ha dato un bel contributo.

Per me è un hacker anche il bambino che non si accontenta della risposta della mamm e smonta il giocatoolo per capire come funzione, beh, quello sarà molto probabilmente un innovatore, il manager in giacca e cravatta saprà solo innovare il suo portafoglio, è questo il concettoche volevo esprimere :D

 

Si certo l'hacker non è solo informatico, l'ho scritto "se parliamo di hacker informatico lo è per forza" ma il concetto non cambia, quando il bambino smonta il giocattolo (come facevo io), magari lo fa pure rifunzionare con qualche pezzo in meno :emoticons_dent2020:, sta facendo hacking ma non innova... forse, se vogliamo sottilizzare, c'è un pelo di innovazione quando usa il giocattolo in maniera diversa da come è stato concepito, anche se più che innovazione io parlerei di creatività, l'innovazione è qualcosa di accessibile o che diventa accessibile a tutti, la creatività rimane una qualità di quel bambino, qualcuno l'imiterà ma non sarà la stessa cosa.

Sui concetti siamo d'accordo grosso modo, certo che Linus ha dato un contributo alla storia dell'informatica incredibile, se pensiamo poi che anche parti di windows sono scopiazzate la cosa diventa ben più che una faccenda da geeck o nerd (che sono due cose diverse).

Invece un pò non ci troviamo sulle definizioni.

Un hacker per diventare innovatore deve incontrare (a volte capitano i miracoli, o circostanze particolari, ma raramente) per forza il manager in giacca e cravatta che vedendo l'affare lo commercializza e lo rende innovazione disponibile a tutti.

Il vero hacker se volesse, applicando anche al commerciale la sua filosofia, non avrebbe bisogno di intermediari... ma di solito il commerciale è una cosa che l'annoia, preferisce studiare meccanismi (ove per meccanismi non limito a strutture inorganiche) e come funzionano...

Sono certo che la parte hacker che è in te riconosce che quello che ho scritto è una visione reale e concreta della filosofia hacker che è più antica della sua definizione, Archimede Pitagorico era un hacker tanto per fare un esempio, Leonardo da Vinci era inventore ed hacker... ma potrei andare anche più indietro nei secoli.

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Sui concetti siamo d'accordo grosso modo

Direi di si ed ora siamo arrivati al punto di filosofeggiare il che ci porta fuori dal discorso del thread.

Concettualmente però siamo in linea, se tracciamo linee generali forse ci vorrebbe un po' di passione in più per avere più stimoli creativi ed innovativi, ma tanto sappiamo tutti che oggigiorno devi tirare avanti a fine mese e non si ha tempo di "creare". :D

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se tracciamo linee generali forse ci vorrebbe un po' di passione in più per avere più stimoli creativi ed innovativi, ma tanto sappiamo tutti che oggigiorno devi tirare avanti a fine mese e non si ha tempo di "creare". :D

 

O trovare quelli che una volta si chiamavano mecenati ed ora sono sostituiti da sponsor che però esigono un rientro di quello che investono, il che tarpa le ali a buona fetta della creatività.

L'alternativa sono cose tipo il sogno americano, gente che inizia (non solo in informatica) in cantina o garage, magari in un età dove ancora non deve mantenere un famiglia ed una volta che ha creato qualcosa di valido può farsi sponsorizzare alle sue condizioni.

Ma quanti ce ne sono? Pochini....

Io ho un cassetto della mia mente pieno di idee, però ho da campare me e famiglia, quindi la professione che mi fa fare questo dignitosamente (anche con una certa soddisfazione, solo un pò di stanchezza dovuta agli anni di vecchiaia professionale) me la tengo stretta e poi ritaglio un pò di spazio nei momenti liberi.. magari non sarò ricordato dalle masse ma riuscirò a fare qualcosa che realizza il mio essere.

Questa è la passione che dicevamo... se ce ne fosse un pò di più il mondo sarebbe migliore, in tutti i campi.

 

Questo mi fa dire (ci fa dire mi permetto) che in realtà pur sfornando software ed hardware sempre più potenti e complicati uno stallo c'è, altro che.....

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Nell'ultimo secolo almeno...

Se posso sconfinare un pò dal tema (qui si parla solo di informatica) basta pensare a quanti ritrovati tecnologici sono arrivati ad un ottimo utilizzo per portatori di handicap solo in seconda battuta, prima sono usciti come comodità e quindi prodotti come business per noi normodotati e poi si è pensato di spremere il mercato un'altro pò adattandoli.

Parlo per esempio di servomeccanismi, radiocomandi etc...

Insomma il mercato la fa da padrone, si inventa sulla base di quello che potrebbe vendere, non per il solo gusto di inventare qualcosa di utile e/o piacevole

 

Poi io non sono la Bibbia, sia chiaro, se volete argomentare a me il dialogo fa sempre piacere.

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Finchè ci sarà concorrenza, ci sarà innovazione, ovvero ci si ritroverà in una situazione di "stallo"...la concorrenza, dunque il mercato, è la chiave dell'innovazione. La penso allo stesso modo di Uno.

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L'innovazione, perlomeno in campo informatico, richiede tempo e mezzi non alla portata di tutti. Tu non innoverai mai niente se continui così, ad esempio; dovresti metterti a lavorare per qualche colosso... :fagiano:.

 

Bisogna poi considerare che queste invenzioni dovranno sottostare ai tempi del mercato: non ha senso per un player sfoderare una carta del tutto innovativa, rivoluzionaria e quello che vuoi se non c'è qualcuno che può mettere in discussione la sua leadership.

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Bisogna poi considerare che queste invenzioni dovranno sottostare ai tempi del mercato: non ha senso per un player sfoderare una carta del tutto innovativa, rivoluzionaria e quello che vuoi se non c'è qualcuno che può mettere in discussione la sua leadership.

 

Per esempio, secondo leggende metropolitane (ma in parte verificabili) la tecnologia di punta è molto (ma tanto) più avanti di quello che noi comuni mortali possiamo vedere e toccare, eppure i tv al plasma sono stati prima ritardati e poi messi in commercio a cifre mostruose per poter continuare a vendere ancora molti tubi catodici tradizionali. Il discorso ha due risvolti, dare la possibilità ai ricchi di avere qualcosa in più per non livellare lo stato sociale, far credere alla normale borghesia che può facilmente comprarsi un tv normale, cioè che ha benessere.

Poi passato qualche anno metteranno fuori un'altro tipo di televisore e sposteranno di un gradino il mercato, vendendo i plasma come oggi i catodici normali etc...

E questa innovazione (anche se per me si tratta ancora di aggiustamenti e perfezionamenti, sempre televisori sono) è controllata dal potere economico.

Basta guardare l'auto ad acqua, ora ne hanno fatto un'altro prototipo, ma sono minimo 20 anni che ne girano... eppure non sarà mai commercailizzata (quindi accessibile a tutti) finchè non troveranno il modo di caricarla con dei costi controllabili nel tempo.

Nell'informatica funziona ugualmente, sul software c'è un piccolo margine ma alla fine nessuno può uscire troppo da schemi... a dirla tutta, è bella la favoletta di Google nato in un garage, è realtà, l'idea è nata li, ma se non fossero subito riusciti a convincere i primi finanziatori dell'enorme potenziale economico oggi magari yahoo sarebbe stato il motore di ricerca più usato.

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