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anto78

IVA su acquisti da imprese estere: come ci si regola?

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Salve a tutti mi premeva chiedere lo stesso argomento.

 

Siccome devo acquistare dei componenti elettronici da varie parti d'europa GB in particolare e anche extra CEE USA in particolare come devo farmi fare la fattura dal fornitore, perchè quello di GB mi ha messo iva al 17.5% ma un altro fornitore tempo fa avevo visto che sul campo iva aveva messo "export".

 

Per il commercialista vi sono particolari difficoltà in più per gestire tutto questo o viene fatto normalmente, non vorrei che mi tirasse delle menate...

 

Sono in contabilità semplificata e ditta individuale(circa 150 euro mese di spese commercialista).

 

GRAZIE!

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Ciao a tutti. Sono un nuovo utente e appunto commercialista a Milano.

facciamo un patto, io aiuto sul tema per quel che so fare ma poi qualcuno mi consiglia dove spostare il mio hosting Joomla per la nostra testata giornalistica non profit che il nostro attuale provider non vuole più tenerci.

Punto primo: hosting estero

Ho letto di tutto in questo e altri forum.

A seguito di direttiva specifica del 2003 prima, rivista nel 2005 e anche aggiustato successivamente il servizio è parificato ad una prestazione di e-commerce. Essendo una direttiva interpretativa CE non si presta ad interpretazioni, è interpretazione autentica. In sostanza è così e basta.

Per cui se l'hoster è USA come capita spesso ha degli obblighi di identificazione ai fini IVA e fattura ma siccome non lo fa nessuno il cliente finale italiano sarebbe tenuto ad una procedura particolare. Mancando però il presupposto dell'imprenditorialità il cliente finale non ne risponderà e quindi mettiamolo da parte.(come esempio non perfetto vi indico il ristorante che non vi rilascia la fattura o scontrino quando andate a mangiare. Se vi beccano all'uscita è un problema ma se non vi prendono in flagranza (fragranza se la pizza era buona :zizi:) siete tranquilli. Quindi l'IVA c'è eccome, ma state abbastanza tranquilli.

Per il professionista o la società italiana invece le cose sono differenti. Perchè normalmente il codice prevede che il committente (compratore dei servizi di hosting) di servizi extra Europa, sia dove deve essere pagata l'imposta. Proprio come abbiamo visto poco sopra però spesso non vi è una "stabile organizzazione" del provider americano e allora che si fa? Vi ho già annoiato vero? Ma molti cercano la soluzione ad una situazione non legale (non da codice perlomeno) in una disposizione di legge fiscale, vi sembra possibile in Italia una soluzione così semplice?

e infatti non è così:sbonk:

Infatti viene richiamata direttamente con la legge 633 del 72 art 7 tale competenza salvo poi inserire le eccezioni (tra cui quella dell'hosting e dell'e-commerce) alla lettera f ancora con i servizi elettronici di cui parliamo.

Risultato la previsione normativa generale prevede l'IVA anche per i servizi dell'americano, la previsione specifica crea una esclusione dell'IVA In Italia (o UE) di tale imposta, con il ridultato che un operatore americano diligente paga l'IVA ma se poco diligente non la paga. Secondo deroga prevista da legge dello stato. DItemi voi se non è puro distillato di creatività italiana questo!!:lode:

Aggiungo che gli ultimi aggiornamenti alla norma sono recenti (2010) e visto che i pareri sono tutti in ordine sparso dovranno certamente tornarci su e modificare il disposto normativo.

Nel frattempo il mio consiglio (avrete capito spero che non esiste una soluzione "autentica") è di non pagare l'IVA e di non fare autofattura (cosa dovuta nel caso di fornitore Inglese).

Al limite in fase di accertamento verranno a cercare la vostra responsabilità solidale (solo remotamente ipotizzabile per interpretazione estensiva di altre norme come le tematiche di autofatturazione, ma tutta da dimostrare dall'Agenzia Entrate).

 

E quando non saprete più a che santo votarvi appellatevi come nei film americani (per rimanere a tema) al diritto di non rispondere..:emoticons_dent2020: No scherzo. Allo statuto del contribuente che non prevede la punibilità per incertezza interpretativa della legge. Vi potranno chiedere al massimo quanto avreste dovuto pagare e non avete fatto, senza sanzioni. Mica male no?

 

Un saluto a tutti però adesso mi raccomando, fuori il nome dell'hoster dal prezzo bassissimo e servizi da urlo. I patti sono patti.:sisi:

M

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Ciao a tutti. Sono un nuovo utente e appunto commercialista a Milano.

facciamo un patto, io aiuto sul tema per quel che so fare ma poi qualcuno mi consiglia dove spostare il mio hosting Joomla per la nostra testata giornalistica non profit che il nostro attuale provider non vuole più tenerci.

Punto primo: hosting estero

Ho letto di tutto in questo e altri forum.

A seguito di direttiva specifica del 2003 prima, rivista nel 2005 e anche aggiustato successivamente il servizio è parificato ad una prestazione di e-commerce. Essendo una direttiva interpretativa CE non si presta ad interpretazioni, è interpretazione autentica. In sostanza è così e basta.

Per cui se l'hoster è USA come capita spesso ha degli obblighi di identificazione ai fini IVA e fattura ma siccome non lo fa nessuno il cliente finale italiano sarebbe tenuto ad una procedura particolare. Mancando però il presupposto dell'imprenditorialità il cliente finale non ne risponderà e quindi mettiamolo da parte.(come esempio non perfetto vi indico il ristorante che non vi rilascia la fattura o scontrino quando andate a mangiare. Se vi beccano all'uscita è un problema ma se non vi prendono in flagranza (fragranza se la pizza era buona :zizi:) siete tranquilli. Quindi l'IVA c'è eccome, ma state abbastanza tranquilli.

Per il professionista o la società italiana invece le cose sono differenti. Perchè normalmente il codice prevede che il committente (compratore dei servizi di hosting) di servizi extra Europa, sia dove deve essere pagata l'imposta. Proprio come abbiamo visto poco sopra però spesso non vi è una "stabile organizzazione" del provider americano e allora che si fa? Vi ho già annoiato vero? Ma molti cercano la soluzione ad una situazione non legale (non da codice perlomeno) in una disposizione di legge fiscale, vi sembra possibile in Italia una soluzione così semplice?

e infatti non è così:sbonk:

Infatti viene richiamata direttamente con la legge 633 del 72 art 7 tale competenza salvo poi inserire le eccezioni (tra cui quella dell'hosting e dell'e-commerce) alla lettera f ancora con i servizi elettronici di cui parliamo.

Risultato la previsione normativa generale prevede l'IVA anche per i servizi dell'americano, la previsione specifica crea una esclusione dell'IVA In Italia (o UE) di tale imposta, con il ridultato che un operatore americano diligente paga l'IVA ma se poco diligente non la paga. Secondo deroga prevista da legge dello stato. DItemi voi se non è puro distillato di creatività italiana questo!!:lode:

Aggiungo che gli ultimi aggiornamenti alla norma sono recenti (2010) e visto che i pareri sono tutti in ordine sparso dovranno certamente tornarci su e modificare il disposto normativo.

Nel frattempo il mio consiglio (avrete capito spero che non esiste una soluzione "autentica") è di non pagare l'IVA e di non fare autofattura (cosa dovuta nel caso di fornitore Inglese).

Al limite in fase di accertamento verranno a cercare la vostra responsabilità solidale (solo remotamente ipotizzabile per interpretazione estensiva di altre norme come le tematiche di autofatturazione, ma tutta da dimostrare dall'Agenzia Entrate).

 

E quando non saprete più a che santo votarvi appellatevi come nei film americani (per rimanere a tema) al diritto di non rispondere..:emoticons_dent2020: No scherzo. Allo statuto del contribuente che non prevede la punibilità per incertezza interpretativa della legge. Vi potranno chiedere al massimo quanto avreste dovuto pagare e non avete fatto, senza sanzioni. Mica male no?

 

Un saluto a tutti però adesso mi raccomando, fuori il nome dell'hoster dal prezzo bassissimo e servizi da urlo. I patti sono patti.:sisi:

M

 

Che risposta esaustiva.

Riguardo all'hosting per joomla hai trovato un buon provider? Io ti posso dire la mia modesta esperienza.

 

Ho una domanda semplice quindi se ad esempio io acquisto un servizio ( hosting + dominio ) da godaddy.com che ora vedo essere in ARIZONA

 

Go Daddy is headquartered in Scottsdale, Arizona and all civil subpoenas should be served at that location or mailed to:

Compliance Department

GoDaddy.com, Inc.

14455 North Hayden Rd., Suite 219

Scottsdale, AZ 85260

 

E Io attualmente sono sotto il regime dei minimi , ditta individuale sotto il regime dei minimi , cosa devo scrivere in fase di compilazione del dominio che utilizzerò per un Web Application ?

 

Perchè a complicare il utto la Web Application avrà dei Banner del circuito Admob quindi è possibile che il tutto possa generare un una reddito , che immagino, andrà dichiarato .... ma anche qui non ho chiaro se vi sia una soglia da superare, perchè la rendita sia tassabile.

 

Perchè l'altro vero problema che spesso non è previsto la voce PIVA ne per chi acquista ne del fornitore di servizi

 

Ad esempio Admob permette la registrazione come Aziende e quindi i documenti dovrebbero essere regolari .

 

Mentre Godaddy leggendo nei vari forum non credo invii documenti registrabili dal commercialista.

Quindi come comportarsi per Godaddy , forse la risposta è data dall'importo speso , comunque capisco che la tecnologia vada più veloce delle leggi e delle regolamentazioni internazionali , ma se hai una risposta veloce.

 

Per l'hosting per joomla dipende dal tanti fattori in primis il budget.

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per il sito siamo ancora in ballo, cerchiamo un hosting di poco costo ma dai servizi di buon livello. netsons il nostro benchmark per intenderci. Solo che non hostano testate giornalistiche.

 

Tornando a noi l e alla tua domanda. Ci sono diverse soluzioni.

 

"....cosa devo scrivere in fase di compilazione del dominio che utilizzerò per un Web Application ?..."

 

Quello che vuoi. In Italia (perchè tale bene sarà italiano per il sistema di tassazione) non vi è grande differenza per quel che riguarda la gestione ordinaria tra persona fisica /te/ e persona giuridica /te con la partita Iva/. Ci potrebbero essere responsabilità diverse in sede di eventuale insolvenze al ricorrere dei minimali sulla legge fallimentare ma nel tuo caso mi sembra si stia parlando di ipotesi veramente remote, lo stesso per la 231 e tutte le atre normative dello stesso tenore.

 

Io ti consiglio però di intestartelo personalmente, poi lo concederai in uso alla tua partita Iva. Più avanti ti si apriranno delle situazioni in cui potrai beneficiare di questa scelta, ma solo quando il business dovesse ssere piuttosto profittevole.

 

"..quindi è possibile che il tutto possa generare un una reddito , che immagino, andrà dichiarato .... ma anche qui non ho chiaro se vi sia una soglia da superare, perchè la rendita sia tassabile..."

 

Due scelte dettate dal criterio di abitualità del business, se lo farai abitualmente allora sarai in tutto e per tutto soggetto alla normativa delle imprese.

 

Se invece lo fai occasionalmente (Max 30 giorni annui, nel tuo caso direi ipotesi remota) allora puoi fare a meno della partita Iva con altre scelte possibili.

 

Infine per l'Iva non prevista. A meno che la società abbia fissato la sua sede in Europa ai fini IvA (non accade quasi mai per gli hoster americani) l'operazione se sfruttata per operazioni di mercato americano non è soggetta IVA mentre se hai clienti anche italiani (es scrivi in Italiano con lettori italiani) allora l'operazione è soggetta iva con una procedura che probabilmente non riuscirai a gestire da solo, si tratta infatti della famosa (famigerata??) inversione contabile con il reverse charge e probabilmente autofattura.

 

Lo so, sembra un pò la superscazzola del film ma è la realtà.

Noi commercialisti "...abbiamo viste cose che voi umani....." :asd:

 

Ciao a presto

Marco

ps. fa un pò promotion ma se vuoi mi trovi sul nostro sito perimpresa.it

 

 

 

 

Che risposta esaustiva.

Riguardo all'hosting per joomla hai trovato un buon provider? Io ti posso dire la mia modesta esperienza.

 

Ho una domanda semplice quindi se ad esempio io acquisto un servizio ( hosting + dominio ) da godaddy.com che ora vedo essere in ARIZONA

 

Go Daddy is headquartered in Scottsdale, Arizona and all civil subpoenas should be served at that location or mailed to:

Compliance Department

GoDaddy.com, Inc.

14455 North Hayden Rd., Suite 219

Scottsdale, AZ 85260

 

E Io attualmente sono sotto il regime dei minimi , ditta individuale sotto il regime dei minimi , cosa devo scrivere in fase di compilazione del dominio che utilizzerò per un Web Application ?

 

Perchè a complicare il utto la Web Application avrà dei Banner del circuito Admob quindi è possibile che il tutto possa generare un una reddito , che immagino, andrà dichiarato .... ma anche qui non ho chiaro se vi sia una soglia da superare, perchè la rendita sia tassabile.

 

Perchè l'altro vero problema che spesso non è previsto la voce PIVA ne per chi acquista ne del fornitore di servizi

 

Ad esempio Admob permette la registrazione come Aziende e quindi i documenti dovrebbero essere regolari .

 

Mentre Godaddy leggendo nei vari forum non credo invii documenti registrabili dal commercialista.

Quindi come comportarsi per Godaddy , forse la risposta è data dall'importo speso , comunque capisco che la tecnologia vada più veloce delle leggi e delle regolamentazioni internazionali , ma se hai una risposta veloce.

 

Per l'hosting per joomla dipende dal tanti fattori in primis il budget.

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Grazie mille , vai di promozione, figurati andrò a vederlo , per l'hosting be se hai delle esperienze dirette io ho provato quelli che vedi sopra.

Posso dirti che trovo che register.it nonostante i suoi prezzi sia per quel che mi riguarda parecchio lenta.

Lo dico perchè sia a casa che in ufficio ho fastweb in fibra e quindi riesco a valutare subito la reattività dei siti sul quale lavoro e degli hosting , riguardo a netson se hai esperienze e ti trovi bene, rimani li , secondo me a volte conta più un buon call center che altro la possibilità di aprire i ticket , molto spesso noto che i problemi siamo noi a generarli , comunque posso dirti che ad esempio su hostingsolution.it che trovo migliore di aruba mi hanno bucato un worpdress , e me lo sono risistemato da solo , e se era per loro la home page rimaneva in turko , posso aggiungere che su INET la velocità non è paragonabile ad altri provider , e che secondo me ogni piano hosting è differente quindi puo èssere che sullo provider vi siano website che girano molto veloci altri che sono piantati perchè magari sulla stess maccchina hanno caricati altri 50 siti , diciamo che con la virtualizzazione secondo me c'è stato ridimensionamento delle caratteristiche degli hosting , comunque se non hai grosse pretese aruba che per molti è pessima ha dei pacchettti a 50 +iva , le altre più o meno la seguono , non andrei sotto queste cifre , ma dipende dal traffico e dallo spazio che ti serve.

 

Comunque grazie della risposta.

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Aggiornamento.

Come avevo anticipato sono dovuti intervenire nuovamente per chiarire la disciplina iva acquisti.

Ora gli acquisti da provider americani sono soggetti alla procedura del reverse charge, in altre parole loro emettono fattura senza iva a voi e voi aggiungete l'iva e la registrate sia negli acquisti che nelle vendite.

Così non sarà più possibile evadere l'imposta.

E' la stessa tecnica utilizzata in precedenza per i cellulari acquistati in Europa o nel campo degli appalti per lavori in Italia.

Buona giornata

Marco

PerImpresa

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Grazie comuque della risposta , dicesi anche autofattura?

Una curiosità i documenti di acquisto di paypal possono essere usati per la detrazione , dato che non sempre si riceve una sorta di fattura.

In pratica è un autocertificazione

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