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Uno

Hosting provider, e per chi non sa che significa?

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Come vi definireste con chi non sa che cosa è un Hosting Provider?

 

Per esempio, mettiamo che non siate sposati (o sposate anche se non mi pare di aver visto gentili signore* qui in questa veste) e andando a conoscere la famiglia della vostra ragazza, non troppo moderna e/o acculturata, parlando, vi chiedono che lavoro fate.

Che gli dite?

Sono quasi certo che quelli sbrigativi e /o poco estroversi liquideranno con qualcosa simile a "lavoro con i computer" o "lavoro con internet". Come sono quasi certo che le facce delle famiglie a queste risposte saranno state abbastanza espressive :63:(ma sarà un lavoro serio? Ma che farà?).

 

 

Ci sto un pò giocando, però la questione non è poi così assurda, io per esempio, pur lavorando principalmente in altri settori, ho parlato con il mio commercialista per aggiungere alcune tabelle alla mia p.Iva... e pur essendo lui una persona giovane e sempre aggiornata ho faticato un pò a spiegargli cosa vorrei fare (non il provider, ma cose legate all'informatica, internet etc), però non ho ancora parlato con nessun'altro di questa mia passione che potrebbe diventare una sorta di attività secondaria. Immagino però se dovessi spiegarlo ad un profano, magari che non usa neanche internet (ce ne sono... sempre meno, ma ce ne sono).

 

 

 

 

 

 

*= cosa che secondo me alzerebbe i livelli di alcune discussioni, tirando fuori il meglio da qualche pigrone... e purtroppo in alcuni casi anche il peggio :asd:

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Il problema non è solo degli hosting provider :)

Io faccio il programmatore da dieci anni (anche se la percentuale di tempo che passo "sul pezzo" sta diminuendo), ho visto una evoluzione:

- qualche anno fa bastava dire "faccio il programmatore" e la gente ti guardava come un alieno, una specie di santo che conosce la lingua misteriosa che parlano i computer;

- un po' alla volta l'utilizzo del computer si è diffuso, insieme ai problemi: crash dei programmi, phishing, virus e figli di trojan...

- ora la stessa frase equivale a "scrivo bug, virus e creo siti porno per minorenni"

 

Direi che è molto più saggio virare su un più cauto "cambio le cartucce alle stampanti"... non si sa mai :cartello_lol:

 

Buon anno a tutta la bella gente di HT!

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Ciao

solitamente con i nonni e gli zii e purtroppo anche con qualcuno della CCIIAA ho dovuto fare sempre questo esempio per semplificare la spiegazione:

 

ho alcuni palazzi di mia proprietà che nel caso di internet sono i server

In questi palazzi vi sono vari locali (appartamenti più o meno grandi) da affittare

Questi appartamenti si affittano con contratti annuali

Il cliente paga l'affitto e gli vengono date le chiavi (dati ftp, etc)

Il cliente porta i suoi mobili (sito web)

Dopo un anno se il cliente paga gli si lasciano le chiavi, se no si tolgono le chiavi e si pulisce l'appartamento.

 

Solitamente con questo esempio capiscono facilmente cosa fai

 

Oppure:

hai mai visto un sito in internet?

-SI!

>bene. Quel sito per funzionare deve stare dentro un computer e quel computer è il mio.

-ma allora vendi computer

>argh!. rincominciamo la spiegazione

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A volte è capitato di ricevere come risposta:

ma allora lavori in un immoboliare?

risposta: si! solo che le case sono virtuali

COSA???

e si fà morire il discorso

 

 

Il Provider di connessione internet ha la vita più semplice con i nonni?

Proviamo:

pensa al telefono?

si! ok.

invece della voce passano dati e questi dati si trasformano in immagini, pagine

COSA????

mmmmm

Allora! quando ti colleghi a internet tu chiami me e io ti apro il catalogo internet

COSA??????

Hai un computer?

NO!

bene! cosa ha fatto la nonna d mangiare?

e qui cade il discorso.

 

Il casino è quendo ti chiedono informazioni sulla posta elettronica.

Caro nonno se tu sei sul computer e vuoi mandare una email allo zio, usi un attrezzo simile alla tua scrivania e prendi un foglio per scrivere la email

Scrivi la tua email poi clicchi (SCHIACCI!) invia di modo che inizia la consegna della email.

SCHIACCIANDO invia un postino piccolo piccolo prende la email (la lettera) e inizia a viaggiare nella rete. Questo postino trova la destinazione e bussa consegnando la email.

Il nonno a questo punto ti guarda e dice:

va bene, ma come fà il postino ad arrivare in brasile in 1 secondo? e il francobollo?

e ...

Lascia stare, andiamo per funghi che è meglio.

 

Penso che UNO abbia aperto un thread molto interessante però non di facile risposta.

Ora per ironizzare ho usato il nonno e lo zio, però la cosa capita anche con persone che dovrebbero già avere alcuni termini all'interno del proprio vocabolario.

 

A parte le esagerazioni che ho descritto, penso che il problema sia anche la comunicazione da parte dei media.

In USA e nel resto del mondo questo settore viene dibattutto in ogni dove e in continuazione a differenza dell'Italia.

 

In Italia si dovrebbe prendere un pò più di coscienza hosting, dedicando, come stà facendo STEFANO & Co.(uno dei pochissimi in Italia) più tempo, più pagine sui giornali, etc.

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Se vai di fretta "Sono il titolare di una ditta individuale" o "Lavoro con i computer"

 

Sicuramente non lasci una bella impressione perchè resti sul vago. Quando sono un pelino più preciso di solito il tutto si traduce in un "Puoi farmi un sito web?" tutto ovviamente gratis. Da questo ho imparato a starmi zitto. Per loro l'hosting provider è un gioco.

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però la cosa capita anche con persone che dovrebbero già avere alcuni termini all'interno del proprio vocabolario.

 

A parte le esagerazioni che ho descritto, penso che il problema sia anche la comunicazione da parte dei media.

In USA e nel resto del mondo questo settore viene dibattutto in ogni dove e in continuazione a differenza dell'Italia.

 

In Italia si dovrebbe prendere un pò più di coscienza hosting

 

Di questo, anche, volevo arrivare a parlare.

Partendo dai termini che sono solo inglesi, non c'è ancora una gran cultura del web (e dell'informatica) e delle sue potenzialità. I media in italia si affidano a personaggi come Aranzulla (non voglio offendere nessuno, ma se il signore, per meriti o per ammanicamenti, viene considerato esperto informatico, ben messi siamo :emoticons_dent2020:) per mettere su articoli divulgativi per la massa, il che è tutto un dire. Su carta stampata quel poco che c'è decente (non eccelso, ma decente) è solo per più o meno addetti ai lavori. Sul web non è che le cose siano migliori, basta vedere la sezione "tuo sito" qui sul forum e visionare tutti i siti che vorrebbero parlare di informatica....

 

Paradossalmente ci troviamo (esempio apparentemente o.t. che inquadra il problema su altri piani) che dopo la bufala della new economy, in realtà una campagna pubblicitaria su un sito che ha potenziali enormi di visibilità può costare un milionesimo (o anche di più) della stessa campagna su carta stampata, e non parliamo poi dei media tradizionali (tv e radio).

 

Quindi ci ritroviamo con nuove professioni che (vedi laltro 3d) probabilmente dovranno rimodellarsi in tempi abbastanza brevi, ma che alla massa sono sconosciute.

 

Che probabilmente (ripeto, io non sono del settore, ma provo ad immaginare) per avere un fido in banca, fatturato a parte che poi è l'osso più importante che guardano le banche, devono fare i salti mortali per spiegare come stanno le cose.

 

Del resto facendo anche la parte del diavolo le cose sono chiare. Io come libero professionista, mi indigno quando vedo e leggo che un dipendente è considerato più appetibile di me (libero professionista) anche con uno stipendio di molto inferiore al mio. Non esiste più il posto fisso, eppure ad essi viene concessa una solvibilità teorica ben più alta in proporzione al redditto. Ma io lavoro sul territorio, ho un'attività che opera da un paio di decenni, ed è molto difficile presumere che io possa chiuderla etc...

Immagino però presentarsi avendo come struttura dell'azienda un parco macchine a nolo in una webfarm da qualche parte del pianeta (non tutti i provider, ma ci sono e non è detto che siano meno rispettabili, solidi e affidabili).

 

Il discorso "genitori della mia ragazza" era una metafora per dire che se non è conosciuto ciò che faccio potrebbe essere considerato non rispettabile, affidabile etc...

Megadix ha perfettamente ragione, per i media più seguiti l'informatica o è quella del Cern, della Nasa (quindi roba solo per cervelloni che sicuramente non possono abitare alla porta a fianco) o è roba per pedofili, gente che ruba le carte di credito etc....

Paradossalmente facebook, myspace etc... fenomeni che io considero degradazione della comunicazione sono le uniche cose che escono nel mondo reale e che danno a generazioni non più green, l'idea che internet sia solo una gran porcheria... figuriamoci a dire che ci si lavora....

 

Mi fermo per non annoiare, ma il discorso non è tanto solo filosofico, ritengo che chi sta investendo in questi settori energie dovrebbe, nel proprio piccolo adoperarsi, con tutti i mezzi possibili, perchè anche i nonni conoscano ciò che noi facciamo.

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La situazione è meno tragica che una volta, almeno per quanto riguarda il nostro settore, strettamente legato a server e hosting. Di fatto fino a qualche anno fa c'erano molte meno risorse nel web, oggi guide e siti che ne parlano ce ne sono diversi (quasi tutti negli USA però, poco anche in Europa) e capita sempre meno frequentemente che chi lavora almeno nell'IT non sappia cosa faccia a grandi linee un hosting provider.

 

Ma il bello deve arrivare, ora che si affacciano virtualizzazione, cloud computing ecc diventa complicato anche definire chi sia un hosting provider e chi no, quali siano i limiti che distinguono una figura dall'altro, tanto che oggi indicando semplicemente un'attività con il termine provider si possono dire 1000 cose. Penso che in futuro si andrà molto più verso l'idea di provider che si occupano e forniscono hosting environment, siano questi di qualsiasi natura e tipologia, man mano che ci si specializza sparirà la figura del webhosting provider probabilmente.

 

Per chi ci lavora sarà più difficile ancora spiegare quel che si fa? Probabilmente si, purtroppo se facebook lo conoscono tutti, pochi, anche nel settore, saprebbero dire perchè facebook funziona in un certo modo, come opera a livello strutturale e via dicendo, dove ci sono altrettante rivoluzioni rispetto al passato. Alla stampa, quella generalista ma anche spesso a quella specializzata, interessa poco :)

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Scusate se mi intrometto, ma vorrei confermare le vostre impressioni sull'influenza dei media sulla fascia adolescienziale, della quale faccio parte.

 

Io conosco l'html e qualcosina del php, come la maggior parte dei blogger, ma vi assicuro che se provo ad esporre qualche concetto, anche semplice, a qualche mio coetaneo, incontro un muro di "ignoranza" incredibile.

 

La conoscenza di molti miei compagni arriva al massimo a social network come Facebook o Netlog, che ritengo (perlomeno personalmente) una gran perdita di tempo. Quando ho provato a parlargli di WordPress, e gli ho spiegato che era una piattaforma per blog, me lo son sentito paragonare ad amenità come gli Windows Live Space. Non riescono a concepire il concetto di creare un sito manualmente: manovrati dai media, credono che per farsi una qualsiasi tipologia di sito servano migliaia di euro, conti correnti, conoscenze profondissime di programmazione, anni e anni di tempo etc.

 

Personalmente penso che se i media, invece di perdere tempo dietro ai social network, parlassero di altri aspetti di internet, la cultura informatica generale farebbe un vero salto di qualità.

 

Ad esempio, quanto spesso sentite parlare di OpenSource al TG?

 

Buona serata a tutti.

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