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Il futuro della tecnologia e di Google secondo Eric Schmidt

Chi si aspettava un discorso sulle recenti difficoltà di Mountain View con l’Unione Europea ha dovuto ricredersi, perché Eric Schmidt, CEO di Google, in visita a una startup di Berlino ha orchestrato un discorso molto più profondo e articolato di quanto previsto. Nel corso di questa conferenza, Schmidt ha illustrato la propria opinione e la visione di Google su molti interessanti argomenti, fra cui il futuro della tecnologia e di Internet, il futuro dell’azienda e le questioni riguardanti la concorrenza e il monopolio

Chi si aspettava un discorso sulle recenti difficoltà di Mountain View con l’Unione Europea ha dovuto ricredersi, perché Eric Schmidt, CEO di Google, in visita a una startup di Berlino ha orchestrato un discorso molto più profondo e articolato di quanto previsto.

Nel corso di questa conferenza, Schmidt ha illustrato la propria opinione e la visione di Google su molti interessanti argomenti, fra cui il futuro della tecnologia e di Internet, il futuro dell’azienda e le questioni riguardanti la concorrenza e il monopolio.

Il futuro della tecnologia secondo Schmidt e Google

Sul futuro tecnologico Schmidt è convinto che il mondo e i suoi dispositivi siano in rapida evoluzione, sottolineando che in pochissimi anni il tempo trascorso di fronte a un computer desktop è crollato di oltre il 40 percento a favore di una nuova produzione di device portatili, che ha catturato l’attenzione delle nuove generazioni di utenti, sempre più orientati verso l’utilizzo dei dispositivi mobile.Il futuro della tecnologia e di Google secondo Eric Schmidt

“Siamo stati educati con i computer, che si presentavano come macchine che occupavano le nostre scrivanie. Ma quando guardo i miei figli e i miei nipoti, mi accorgo che il loro mondo è completamente diverso. È tutto mobile ed essi trascorrono la maggior parte del loro tempo su una delle tante applicazioni scaricate sul loro telefono cellulare. Infatti, sette minuti su otto di utilizzo del telefono cellulare viene speso all’interno delle applicazioni. E l’applicazione più popolare del mondo – anche in Europa – è Facebook”.

E che il mobile sia il futuro è una convinzione che Google sta seguendo anche con i suoi ultimi aggiornamenti mobile-oriented imposti sull’algoritmo del suo noto motore di ricerca.

La concorrenza di Google nelle parole di Schmidt

A una visione così puntuale sul futuro della tecnologia, non ne corrisponde una altrettanto chiara per Google stessa.

Mountain View sta lavorando per fare in modo che il suo motore di ricerca sia capace di soddisfare le esigenze degli utenti. Maps è diventato uno strumento così integrato che gli utenti non concepirebbero un motore di ricerca Google privo delle mappe. Inoltre, il motore di ricerca è diventato più celere nelle risposte date alle ricerche in mobilità, soprattutto per le ricerche locali; è stato poi introdotto un motore di ricerca dedicato ai voli aerei, in modo da dover evitare agli utenti di perdere tempo nella consultazione di decine di link e lo stesso è stato fatto per le previsioni del meteo di una determinata località. Si perde anche meno tempo nelle conversioni di ogni genere, perché è sempre Google a fornire già la risposta nella valuta o metrica che si sta cercando.

Tutto questo, però, non mette Google al riparo dalla concorrenza. Schmidt fa presente che per chi cerca un albergo o una qualsiasi attività locale in mobilità, Google non è l’unica fonte, è un’opzione, ma accanto ad essa vi sono Yelp, TripAdvisor, Dooyoo, Ciao, HolidayCheck e le tante altre alternative.

Google non è sola neanche nell’ambito social, dove fa invece da padrona Facebook, che, come già detto, è l’applicazione più popolare del mobile ed è talmente competitiva anche nell’ambito desktop da aver dato del filo da torcere a Mountain View anche in Sud America, dove l’azienda di Schmidt è stata costretta a chiudere Orkut, uno dei più famosi social network sudamericani con milioni e milioni di utenti attivi, passati piano piano al social di Zuckerberg.

Schmidt ha raccontato tutte queste evoluzioni per descrivere il panorama competitivo in cui l’azienda si trova a operare, dipingendo un quadro completamente dissimile al regime di monopolio descritto dalle istituzioni europee.

Il più agguerrito concorrente di Google è Amazon. Parola di Schmidt

E per confermare ulteriormente quanto sostenuto, Schmidt chiede di ragionare su chi sia davvero il concorrente più agguerrito di Google, giungendo ad additare Amazon come l’avversario più temibile: “Se si desidera una notizia, è probabile che l’utente tedesco vada dritto al suo servizio di news preferito. Ad esempio, qui in Germania, Bild, il quotidiano più letto in Europa, ottiene direttamente circa il 70 percento del suo traffico. Poco più del 10 percento scaturisce dalla ricerca e poco meno del 10 percento proviene da Facebook e Twitter. Allo stesso modo, se si sta cercando di comprare qualcosa, come una tenda da campeggio, si potrebbe andare su Google, Bing, Yahoo o Qwant, il nuovo motore di ricerca francese. Ma è più probabile che si vada direttamente su Amazon. Lo scorso anno quasi un terzo delle persone che cercavano di comprare qualcosa hanno iniziato la loro ricerca direttamente da Amazon e il numero di questi utenti è pari al più del doppio del numero che si è collegato direttamente a Google.”

“Molte persone pensano che la nostra concorrenza principale sia composta da Bing o Yahoo. In realtà il nostro più grande concorrente nell’ambito della ricerca è Amazon. La gente non pensa ad Amazon come a un motore di ricerca, ma se si è alla ricerca di qualcosa da comprare, Amazon è il punto più probabile da cui partire. È la versione commerciale dell’equazione. Risponde alle ricerche e alle richieste dei clienti proprio come facciamo noi.”

Parlando di Amazon e dei recenti problemi con gli editori, Schmidt insiste sulla mancanza di un monopolio da parte di Google: “La realtà è che Google funziona molto diversamente dalle altre aziende che sono state definite ‘guardiani’ e regolamentati come tali. Noi non siamo un traghetto. Noi non siamo una ferrovia. Noi non siamo una rete di telecomunicazioni o di una rete elettrica. Nessuno si è bloccato con Google.”

Il futuro dell’azienda di Mountain View

E sottolinea che l’attuale lustro di Google non sia garanzia per il successo futuro dell’azienda: “Guardate Yahoo!, Nokia, Microsoft, Blackberry e altri che sembravano non avere rivali solo fino a pochi anni fa, poi travolte da nuove realtà tecnologiche emergenti”. E ancora: “Qualcuno, da qualche parte in un garage è pronto a spararci contro. Lo so, perché non molto tempo fa eravamo noi in quel garage. Il cambiamento arriva da dove meno te lo aspetti. Il telegrafo ha interrotto il servizio postale. Radio e televisione hanno scosso l’industria delle notizie. Gli aerei hanno portato alla fine dell’età dei transatlantici. Il prossimo Google non farà quello che fa Google, come Google non ha fatto quello che ha fatto AOL. Le invenzioni sono sempre dinamiche e gli sconvolgimenti derivanti dovrebbero renderci fiduciosi che il futuro non sarà statico. Questo è il processo di innovazione.”.

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