Gestione dello storage, così la pensano le aziende italiane

Una indagine di IDC Italia, condotta nei primi mesi del 2009 per conto di NetApp e Fujitsu, cerca di mettere a fuoco quali sono le esigenze delle aziende italiane nel campo dello storage, settore che in Italia registra una forte crescita come nel resto del mondo, con la ricerca di soluzioni scalabili e facilmente gestibili anche in presenza di enormi quantita di dati. In questa situazione le priorita delle aziende riguardo allo storage per i prossimi 12 mesi sono rappresentate sostanzialmente dal consolidamento e dal miglioramento delle performance (per oltre il 50% dei CIO), a indicare la volonta di eliminare le inefficienze e migliorare la gestione dei sistemi esistenti, ancor prima che espanderne la capacita.

Una indagine di IDC Italia, condotta nei primi mesi del 2009 per conto di NetApp e Fujitsu, cerca di mettere a fuoco quali sono le esigenze delle aziende italiane nel campo dello storage, settore che in Italia registra una forte crescita come nel resto del mondo, con la ricerca di soluzioni scalabili e facilmente gestibili anche in presenza di enormi quantità di dati.

In questa situazione le priorità delle aziende riguardo allo storage per i prossimi 12 mesi sono rappresentate sostanzialmente dal consolidamento e dal miglioramento delle performance (per oltre il 50% dei CIO), a indicare la volontà di eliminare le inefficienze e migliorare la gestione dei sistemi esistenti, ancor prima che espanderne la capacità.

La ricerca evidenzia per il settore IT uno scenario in evoluzione, in cui la difficile congiuntura economica, anziché essere di freno all’innovazione, può accelerare la trasformazione del settore. In particolare, il difficile contesto economico incentiva il miglioramento delle performance e dell’efficienza delle soluzioni in uso: la virtualizzazione in ambito server ha permesso a numerose realtà di apprezzare i benefici conseguibili in termini di risparmio sui costi, miglior livello di servizio e più efficace risposta al business. Allo stesso tempo ha però aperto nuove sfide quali quelle relative ai backup e alla sicurezza dei dati e, in senso più ampio, alla gestione e alla manutenzione dell’infrastruttura (pianificazione ottimale delle attività, controllo delle ridondanze di sistema, ecc.).

I vantaggi apportati dal cloud computing e percepiti come più importanti sono fondamentalmente quelli di tipo tecnologico: i CIO considerano il nuovo paradigma una soluzione preziosa per far fronte ai problemi di disaster recovery (65%) e ne apprezzano le caratteristiche di scalabilità e flessibilità (49%) che permettono uno sviluppo più semplice e più rapido delle nuove applicazioni, consentono una risoluzione più rapida dei problemi e una maggiore focalizzazione dello staff IT sui processi piuttosto che sulla tecnologia. Alti vantaggi particolarmente apprezzati riguardando inoltre l’economicità della gestione dell’IT, ovvero l’allineamento dei costi con l’utilizzo, il minore carico di lavoro per lo staff interno (e la conseguente riduzione dei costi correlati) e la possibilità di sostituire gli elevati esborsi per gli investimenti IT con flussi regolari di pagamenti.

Tra le sfide invece che il cloud computing dovrà essere in grado di affrontare nel prossimo futuro risultano centrali soprattutto le tematiche relative alla sicurezza e alla protezione dei dati sensibili: trasferendo informazioni e risorse critiche fuori dai confini delle proprie reti, le aziende temono possibili situazioni di vulnerabilità.

Pertanto dal connubio delle esigenze riscontrate presso i clienti con le proposition dei vendor si intravedono buone possibilità per il diffondersi di soluzioni che permettano di fronteggiare le inefficienze a livello di storage, recuperando capacità e supportando il processo di virtualizzazione dei server. Il tema della gestione dell’infrastruttura apre inoltre le porte a nuovi modelli di gestione e delivery dell’IT come servizio, il cosiddetto cloud computing.