GitHub ricorre al venture capital: l’obiettivo è migliorarsi

Dopo molti rifiuti, GitHub accetta un venture capital da 100 milioni di dollari, per coprire le spese del servizio, ma soprattutto per migliorare la piattaforma ed estenderne l'utilizzo oltre i confini dello sviluppo software fino a ora tracciati

GitHub diventa ricca con il venture capital: l’obiettivo è migliorarsiGitHub può essere definita tranquillamente il social network degli sviluppatori. Nel corso degli ultimi anni, GitHub ha offerto un’agorà a tutti coloro che volevano sviluppare un progetto opensource, destinando a questi soggetti tutti gli strumenti necessari per incontrare altri sviluppatori in virtuale, per suddividere le parti in sviluppo secondo le competenze e per coordinare tanti pezzi di programmazione in un unico grande progetto comune.

Nel corso di questi anni, GitHub ha sempre rinunciato alle proposte di Venture Capital che le sono pervenute da più fronti, fino a poco tempo fa, quando l’azienda ha accettato 100 milioni di dollari da Andreessen Horowitz.

Per cosa servano questi soldi ancora non è molto chiaro, anche perché alle domande rivolte al CEO e cofondatore di GitHub, Tom Preston-Werner, le risposte sono state molto vaghe, lasciando presagire la volontà di migliorarsi ulteriormente e di estendere questa affidabile piattaforma di collaborazione oltre i confini del software.

GitHub sta seguendo un percorso di evoluzione non di poco conto: dapprima ha offerto uno spazio gratuito agli sviluppatori che volevano condividere e cooperare sullo sviluppo di software opensource, poi ha creato uno spazio privato a cui le aziende potessero accedere per dare uno strumento di collaborazione ai propri sviluppatori, evitando però che il progetto in sviluppo divenisse di pubblico dominio. Si sono così prospettati dei piani di cooperazione e condivisione nel cloud degli strumenti GitHub, con offerte economiche che variano dai 7 ai 200 dollari.

Ora, GitHub potrebbe pesare di migliorare l’infrastruttura ed estendere il servizio di cooperazione nel cloud per processi business che non coinvolgano necessariamente lo sviluppo software.

Non è strano pensare che parte del finanziamento acquisito vada a coprire i costi dei datacenter dove vengono memorizzati i codici sorgenti della miriade di utenti attestati su GitHub, che ogni settimana crescono con un ritmo di 60 mila nuovi iscritti. Una parte del denaro potrebbe andare anche a copertura del reparto di risorse umane che gestisce il data center e una parte potrebbe essere destinata a chi svolge il supporto ai clienti e ai venditori dedicati i clienti aziendali del calibro di Google, Facebook e Netflix, che già hanno dei propri account (pubblici e privati) su cui condividono le proprie idee software.

Alcuni di questi proventi potrebbero essere anche destinati agli sviluppatori dedicati all’area finanziaria dell’azienda, che ha proprio su GitHub tutta una serie di strumenti capaci di soddisfare le esigenze di tutte le attività ripetitive, che vengono demandate alla tecnologia.

Una grossa fetta dei 100 milioni di dollari andrà però a potenziare la rete vendita oltre che a foraggiare team di legali, progettisti e professionisti delle relazioni pubbliche per un progetto che questa volta non trova posto su GitHub, ma che coinvolge GitHub stesso e che potrebbe portare l’idea di collaborazione lanciata dalla piattaforma anche in settori professionali più tradizionali.