GoDaddy Hosting compra MediaTemple

GoDaddy compra l'americana MediaTemple in una mossa che permette al colosso dei domini e dell'hosting online di poter arrivare ad un target di clienti molto più elevato, composto da tante aziende e da sviluppatori.

GoDaddy ha annunciato ieri l’acquisizione di MediaTemple, una compagnia americana che dal 1998 è riuscita a crearsi una vera e propria nicchia nel mondo dell’hosting di siti web e dei servizi dedicati. Con l’acquisizione, di cui non conosciamo i termini economici, GoDaddy porta fra le sue mura una delle proprietà più ambite nella hosting industry: MediaTemple è online dal 1998 e ha alle spalle un lungo percorso di innovazione e costruzione di una base clienti ben diversa da quella di GoDaddy, fatta per lo più di professionisti, di aziende e di grandi enterprise che le hanno garantito negli anni ampi margini sui propri prodotti di hosting. 

MediaTemple, così come diverse altre compagnie americane, ha puntato da subito su una diversificazione della propria base clienti con la proposta di soluzioni hosting a partire da 20 dollari mensili, fino a raggiungere anche i 50 dollari mensili per soluzioni dedicate di shared hosting. MediaTemple può contare su una base di 125.000 clienti, 1.5 milioni di siti web ospitati sui propri server e alcuni grandi nomi come Starbucks o Sony tra i propri clienti enterprise. 

La compagnia ha puntato quasi sempre sull’innovazione e questo, soprattutto nei primi anni 2000 la ha distanziata dal resto del mondo dell’hosting: una grafica moderna, più curata, l’introduzione di soluzioni cluster per la gestione dello shared hosting e pannelli di controllo realizzati con cura, tutti elementi che le hanno anche consentito di puntare su una tipologia di clienti più precisa. La compagnia ha raccolto oltre 16 milioni di dollari negli anni dai venture capitalist, ma si può dire che si sia finanziata interamente da sola per la maggior parte del suo percorso. Con 200 dipendenti si posiziona sicuramente tra le compagnie più in vista, al fianco di tante altre come DreamHost, HostGator o WPengine. 

Come spesso accade in rete si parla dell’acquisizione come del tentativo di unire due culture molto diverse: GoDaddy è famosa per i suoi modi spesso brutali di operare nel mercato, con offerte aggressive e metodologie non sempre chiare per i clienti. MediaTemple si è invece fatta conoscere per il suo servizio attento al fianco del cliente e per una cultura che ha saputo far distinguere la compagnia anche in un mercato di commodity come è sempre di più l’hosting; online il parere molto interessante, in merito all’acquisizione, da parte del fondatore di Instapaper.

Una nota che fa capire, infine, che non tutti sono dell’idea che GoDaddy possa beneficiare dell’acquisizione e dare risorse a MediaTemple: il tool di creazione di siti web, Virb, acquisito da MediaTemple oltre un anno fa, ha deciso di tornare ai suoi creatori originali, definendo la cultura di GoDaddy troppo distante da quella della compagnia, intuendo che il futuro, all’interno del grande re dei domini online, non sarebbe stato dei più rosei per loro.