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Cloud Computing

Google Apps non sarà più gratuita, ora si apre il mercato dell’email professionale

Ieri il team di Google Apps, con un annuncio ufficiale sul propro blog, ha comunicato le variazioni inerenti il servizio di Google Apps, la piattaforma SaaS di Google che consente di gestire i propri account di posta elettronica con la stessa piattaforma di Gmail, e con un servizio business che permette di associare il proprio dominio, creare e gestire utenti, permessi e applicazioni terze.

Fino ad oggi Google Apps Standard era disponibile in versione free, con un limite di massimo 10 utenti creabili (10 caselle di posta elettronica, in passato erano 25) e in versione Business, al costo di 40 Euro annuali per utente all’anno, con un 25 GB di spazio disco per ogni casella, al posto dei 7 GB previsti per la versione free. Ora cambia tutto, Google non offrirà più la versione free per le nuove registrazioni ma permetterà comunque alle singole persone di utilizzare Google Apps, con un account Google individuale.

Nessun cambio per chi utilizza Google Apps già ora in versione gratuita, ma di certo una svolta per il mondo della posta elettronica professionale, che ora trova nuovo respiro, con decine di offerte, anche da ISP italiani, che tornano ad avere molta importanza. Nel resto del mondo Google non ha ovviamente colonizzato il mercato, ma la sua offerta gratuita (non troppo pubblicizzata) ha sempre rappresentato una ottima possibilità per tutte le aziende che volevano gestire la propria posta elettronica su un’infrastruttura molto stabile. Rackspace e decine di altri grandi ISP hanno una propria offerta di posta elettronica aziendale, chi basata su Exchange di Microsoft e chi su altre infrastrutture, quasi sempre integrate con funzionalità di groupware. 

Google Apps da ora sarà disponibile esclusivamente in versione Business per le aziende, con tariffazione per singolo utente, 25 GB di spazio disco per ogni casella di posta e accesso a tutte le funzionalità della piattaforma. 

La posta elettronica è oggi uno strumento chiave, e se guardiamo alle acquisizioni e agli investimenti fatti nell’ultimo anno, si capisce anche quale possa essere la direzione da seguire: le email vengono integrate sempre di più nel software e le startup che si occupa di transactional email stanno ricevendo particolare attenzione da parte dei venture capitalist tanto negli US quanto in Europa. 

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