Google inserirà l’esperienza mobile nell’algoritmo di rank?

Se l'esperienza mobile del sito rientrasse nella definizione del rank di Google, bisognerebbe migliorare la navigazione in mobilità delle pagine. Ecco come

Secondo un articolo apparso su Search Engine Land, Google potrebbe presto aggiungere la corretta visualizzazione mobile di un sito fra i parametri che ne determinano il rank e quindi il posizionamento nella SERP del motore di ricerca.

L’autore Barry Schwartz nota che da mesi Google sta introducendo nel suo algoritmo tutta una serie di novità che potrebbero alludere al rilascio di un nuovo aggiornamento dell’algoritmo stesso. Fra i tanti esempi citati dall’autore c’è l’introduzione del supporto al protocollo HTTPS di cui si è tanto parlato negli ultimi tempi. A questo, si aggiungono tante altre novità su cui Mountain View sta puntando il dito, come la decisione di Google di penalizzare i siti che generano errori quando vengono raggiunti da un utente mobile e alle cui pagine presenti sul motore di ricerca corrisponde poi un reindirizzamento alla home page e non alla pagina desiderata.Google inserirà l'esperienza mobile nell'algoritmo di rank?

Questa lenta transumanza di Google verso il mobile deriva anche dall’annunciata capacità dei crawler usati da Mountain View di renderizzare le pagine esattamente come le vedrebbe un utente, andando ben oltre l’analisi del codice di programmazione della pagina stessa.

Google è dunque in grado di valutare esattamente l’esperienza utente analizzando differenti aspetti, fra cui la dimensione delle font su differenti dispositivi mobile, la quantità di page scrolling, la larghezza dei pulsanti da cliccare, l’eventuale confusione delle informazioni fornite in pagina, la necessità di panning o zooming della pagina per consultare i contenuti di interesse e via discorrendo.

Sulla base di questi particolari, Google riesce ad associare a ogni pagina una qualità in termini mobile, che potrebbe presto andare a inficiare o migliorare il rank della pagina e, quindi, il suo posizionamento nella SERP del motore di ricerca.

Google e l’interesse per il mobile

L’interesse di Google per il mobile non è nuovo e a spiegare i motivi di così tanta concentrazione sul settore della navigazione in mobilità e sulla conseguente esperienza utente è una dichiarazione rilasciata da Google stessa, in cui si sostiene che secondo gli studi condotti a Mountain View, circa il 61 percento degli utenti evita di tornare su un sito mobile con cui ha avuto problemi ad accedere dal proprio telefono cellulare.

Fra i siti meno acceduti dal mobile ci sono quelli che utilizzano font illeggibili sul cellulare e quelli dove gli utenti sono costretti a effettuare ingrandimenti e rimpicciolimenti continui per consultare i contenuti e navigare sulle pagine.

Per Google, tutto ciò è inammissibile, a maggior ragione che i siti Web mobile nascono con lo specifico intento di fornire una migliore esperienza utente per gli utenti in mobilità e che il settore mobile è uno dei più importanti per il Web con una penetrazione di device fra la popolazione di oltre il 50 percento nei soli Stati Uniti, dove la maggior parte degli utenti utilizza solo il dispositivo mobile per la navigazione sui siti Web.

A tutto ciò, si aggiunge che Mountain View punta a migliorare i ricavi derivanti proprio dal settore mobile e quindi ha necessità che i siti visitati in mobilità non lascino l’amaro in bocca ai suoi utenti.

Google e il test per la navigabilità del sito in mobilità

L’autore ci ricorda comunque che al momento la valutazione sull’esperienza mobile delle pagine non rientra nella definizione del punteggio di rank, ma qualora dovesse essere inserita da Google nei prossimi aggiornamenti dell’algortimo, converrebbe ricorrere allo strumento Fetch Render per provare la visualizzazione dei propri siti su cellulare, al fine di garantire che i pulsanti, i link, lo scrolling e le necessità di zoom non spazientiscano la navigazione degli utenti.

E se la rivoluzione del rank in senso mobile non dovesse mai avvenire, l’aver ottimizzato il sito per l’utenza mobile non potrà che rendere più felici i navigatori e migliorare i tassi di conversione.