Guida Domini – Lezione 1: Domini, DNS e Hosting. Quali differenze?

Sono davvero in tanti coloro che fanno confusione tra il concetto di dominio e quello di hosting. In questa prima lezione vogliamo chiarire ai "non addetti ai lavori" la differenza sostanziale tra i due termini, spiegando punto per punto cosa sono i domini, come vengono gestiti e che correlazione esiste con gli hosting. Solo così riusciremo a comprendere l'importanza di possedere un dominio proprio

Nell’epoca del 2.0, per espatriare il proprio business, oltre i confini del territorio di appartenenza, è necessario dotarsi di una vetrina online, che rappresenti il proprio brand nella Rete. Per tale ragione molte aziende o liberi professionisti decidono di dotarsi di un sito Internet. Dato il particolare momento economico, che sta affliggendo la maggior parte delle imprese e non solo, sono in molti coloro che decidono di optare per una soluzione fai da te.

Nulla di strano, se non fosse che la maggior parte dei nuovi protagonisti della Rete è ignara dei tecnicismi utili e necessari per implementare un sito Internet. I primi problemi si riscontrano proprio quando ci si trova difronte alla scelta del dominio e dell’hosting Web. Proprio a tal riguardo, sono in molti coloro che credono i due termini siano dei sinonimi. Nulla di più errato! Con questa guida vogliamo introdurre i “non addetti ai lavori” al mondo dei domini e del hosting, illustrandone dapprima le differenze e successivamente approfondendo gli aspetti pratici con esempi e tutorial, che aiuteranno a meglio comprendere i concetti teorici.

Così, spiegheremo passo passo cosa sono i domini, come registrarli, come trasferirli, come mantenere i dati dei registranti anonimi, cosa fare qualora non si ottenga il trasferimento, come gestire le mail e altro ancora. Inoltre per i più audaci, dedicheremo una lezione su come fare business registrando e vendendo domini.

In questa prima lezione ci soffermeremo per lo più sui concetti teorici, introducendo al tema dei nomi a dominio e al significato dei livelli, per giungere infine a comprendere la differenza tra dominio e hosting. Inoltre, daremo delle indicazioni riguardo la registrazione del dominio e le Autorità di riferimento in tale ambito.

I nomi a dominio e i DNS

Per dominio, piuttosto banalmente, si intende una stringa composta da un nome e da una estensione, che identifica in Internet un determinato spazio Web. Ad esempio un dominio è rappresentato dalla stringa hostingtalk.it.

Cerchiamo di approfondire l’argomento e introduciamo il tema dei DNS, ossia dei Domain Name System.

Iniziamo con il dire che la Rete è costituita da nodi, detti anche host. Ad ognuno di essi è associato un indirizzo IP, ossia una stringa numerica. I DNS rappresentano un sistema in grado di risolvere gli indirizzi IP degli host in nomi e viceversa. L’importanza di un sistema di questo tipo è presto spiegata.  

Prendiamo in considerazione il dominio hostingtalk.it. All’indirizzo del server principale corrisponde l’indirizzo IP 95.110.199.56. Chiunque volesse raggiungere il sito Web di HostingTalk, qualora non fosse presente un sistema di tipo DNS, dovrebbe inserire nella barra degli indirizzi del proprio browser l’indirizzo IP. Questa procedura dovrebbe essere eseguita per tutti i siti Web. Ne conviene che memorizzare gli indirizzi di tutti i portali di interesse, diventerebbe un’impresa ardua: sarebbe come dover ricordare i numeri telefonici di tutte le aziende! Con la diffusione di Internet, questo tipo di approccio era assolutamente impensabile. Ecco quindi che vengono introdotti i DNS.

Questi sistemi consentono la conversione di un nome di rete in un indirizzo IP, secondo la procedura che va sotto il nome di Risoluzione DNS, o di un indirizzo IP in un nome di rete, secondo la procedura che va sotto il nome di Risoluzione inversa.

I vantaggi introdotti da questa tipologia di sistema, non riguardano solo gli utenti finali, che possono far affidamento su nomi testuali molto più semplici da ricordare rispetto ai valori numerici, ma riguardano anche l’intero sistema di gestione della Rete. Introduciamo, per meglio comprendere, anche il concetto di server DNS. Le informazioni sulle associazioni nomi dominio – indirizzi IP sono contenuti all’interno di database distribuiti, costituiti proprio dai server DNS. Quando digitiamo un indirizzo nella barra dei browser, inconsapevolmente effettuiamo una query al server DNS, chiedendo quel nome di dominio a quale indirizzo corrisponde. Il server DNS fornisce l’informazione voluta, consentendo la connessione tramite indirizzo IP al sito Web digitato. È per tale ragione che spesso per aumentare la propria velocità di navigazione è bene impostare dei server DNS differenti da quelli automatici, affidandosi a server molto più prestanti e veloci nel fornire delle risposte ai client.

È bene chiarire che ad uno stesso indirizzo IP possono essere associati più nomi e ad uno stesso nome possono essere associati più indirizzi IP. Questa flessibilità apporta vantaggi nella gestione dei domini e degli host. In particolare potendo associare più indirizzi IP ad un unico nome, significa che il carico apportato dai client può essere distribuito su più server, aumentando le prestazioni e favorendo il controllo in caso di eventuali danni. Al contrario, poter associare più nomi allo stesso indirizzo IP consente la pratica del virtual hosting, ossia un server Web dotato di un unico indirizzo IP può ospitare più siti Web. Inoltre, l’introduzione di questo tipo di sistema consente, qualora si vogliano spostare dei servizi da un host all’altro, di variare semplicemente il record DNS all’interno dei DB senza dover trasferire fisicamente tutti i dati. 

I livelli del dominio

Appreso il funzionamento dei Domain Name System, che ci aiuterà a meglio comprendere i contenuti dell’intera guida, ritorniamo ai nomi di dominio. 

Ogni nome di dominio è organizzato in livelli separati da punti. Il primo livello, detto anche TLD ossia Top Level Domain, indica la gerarchia più alta del dominio ed è rappresentato dalla parte più a destra del nome. Le estensioni .it, .org, .eu, .com sono, quindi,  tutti livelli di tipo TLD. In particolare .it rappresenta la gerarchia italiana, .fr quella francese, .com quella internazionale e così via.

A seguire, da destra verso sinistra, vi sono gli SLD, ossia i Second Level Domain. Si tratta in generale dei nomi dei siti Web. Ad esempio, nel caso di hostingtalk.it: hostingtalk è l’SLD, mentre .it il TLD. I domini possono contenere anche eventuali terzi livelli, come nel caso di blog.hostingtalk.it, dove blog rappresenta per l’appunto il dominio di terzo livello.

Quando si registra un dominio è bene ricordare che ogni singolo livello non può superare i 63 caratteri e, in particolare, il dominio complessivamente non può superare i 255 caratteri. Inoltre, i nomi dei domini sono limitati dai caratteri ASCII, questo fa si che chiunque, in qualsiasi parte del mondo, possa raggiungere tutti i siti Web, digitando caratteri presenti sulla tastiera. Vengono infatti esclusi dai nomi a dominio tutti i simboli ed è possibile utilizzare tutti i numeri da 0 a 9, le lettere dalla A alla Z e il trattino – (anche a fine nome dominio).  

Perchè registrare un dominio

Quando si fonda una nuova impresa, una delle prime cose a cui si pensa dopo aver scelto il nome, è quella di associare un logo che la rappresenti. Alla stessa stregua del marchio aziendale, anche il dominio personalizzato assume importanza fondamentale dal punto di vista marketing. Possedere un dominio del tipo www.nomeazienda.it è certamente molto più producente rispetto alla possibilità di associare un dominio del tipo www.nomeprovider.it/nome azienda. Per il cliente alla ricerca di informazioni sulla nostra attività, infatti, è molto più semplice memorizzare un nome dominio eguale alla nostra intestazione, piuttosto che dover ricordare un indirizzo complicato e in parte non riconducibile alla nostra azienda.

È bene, dunque, affrettarsi nell’acquisto di un dominio. Al mondo potrebbero esistere altre aziende che hanno scelto la nostra stessa intestazione, o presto potrebbero nascerne di nuove. Per di più queste aziende potrebbero essere proprio nostre concorrenti! La corsa al dominio deve essere immediata per potersi accaparrare per primi il nome desiderato. Basti pensare che, secondo i dati forniti e relativi all’anno 2012, sono stati registrati 246 milioni di domini, e ogni giorno ne vengono registrati solo nel TLD .com circa 15 mila. Numeri davvero notevoli che ci fanno riflettere su quanto sia importante affrettarsi nel registrare un dominio personalizzato.

Una buona pratica sarebbe quella di consultare la disponibilità del nome dominio, prima ancora di scegliere l’intestazione aziendale, e variare quest’ultima in funzione dei nomi a disposizione. Certo, grazie all’utilizzo dei trattini si può sempre trovare la formula per registrare un dominio a proprio nome, ma è sconsigliabile l’utilizzo. La motivazione non risiede nell’ottimizzazione SEO, in quanto i motori di ricerca non fanno caso all’uso di questo simbolo, ma nell’impatto con l’utente: spesso non ci si ricorda di inserire il trattino, o non si ricorda la posizione esatta. Questo fa si che l’utente, digitando l’indirizzo errato, venga rimandato su un altro sito, magari di un concorrente. Ecco perché è bene fare molta attenzione alla scelta del nome dominio.

Per la stessa motivazione è sempre bene far affidamento a nomi semplici da ricordare che non inducano gli utenti in errori. Se ad esempio ci si rivolge ad pubblico per lo più italiano e con una fascia di età medio alta, è bene non introdurre nel dominio inglesismi o termini difficili da memorizzare.

Riguardo alla scelta del TLD, dipende dall’attività aziendale. Se per esempio la nostra attività tratta di commercio e si rivolge ad una clientela anche fuori i confini del nostro Paese, si potrebbe optare per l’estesione .com. Qualora invece si tratti di una attività svolta a livello professionale, ad esempio attività medica o di avvocato, si potrebbe optare per la semplice estensione .it.

Chi può registrare un dominio e come

Fino ad ora abbiamo parlato di aziende e liberi professionisti, un dominio, però, può essere registrato anche da una persona fisica.

Chiunque voglia implementare un sito online raggiungibile ad uno specifico indirizzo, deve richiedere la registrazione del dominio alle autorità competenti, denominate Registration Authority. Ogni TLD è governato da una specifica Registration Authority: ad esempio nel caso dell’estensione .it bisognerà  rivolgersi all’Autorità italiana, nel caso del .com all’Autorità internazionale.

Le differenze dei vari TLD risiedono nei tempi di registrazione, nei vincoli e nella documentazione da presentare. I domini ad estensione internazionale (esempio .com, .net, .biz) sono sicuramente quelli più veloci da registrare in quanto non vi sono vincoli particolari e non richiedono una documentazione approfondita. 

Per registrare un dominio la via più veloce ed economica è quella di rivolgersi direttamente all’Autorità competente. Nel caso però non ci si sappia destreggiare, è bene affidarsi ad un provider o ad una Web Agency. La maggior parte dei provider forniscono domini associati a hosting, ossia spazi Web che possono ospitare il proprio sito aziendale. Il costo del dominio si aggira intorno ai 15-20 euro annui, mentre il costo dell’hosting dipende dalla dimensione dello spazio Web richiesto e dai servizi ad esso associati. Nel caso in cui ci si rivolga ad una Web Agency, invece, si prospetta l’acquisto del dominio, dello spazio Web e del sito Internet. Certamente quest’ultima soluzione potrebbe rivelarsi la più costosa, ma il vantaggio è di avere tutto incluso e pronto al’uso.

Differenza tra domini, Web hosting e siti Web

Dopo aver ben appreso nelle pagine precedenti il concetto di dominio, proseguiamo con il chiarire la distinzione tra domini, hosting e siti Web. Spesso si fa molta confusione riguardo questi termini, considerati dei sinonimi dalla maggior parte degli utenti.

Probabilmente il malinteso nasce dal fatto che molti provider offrono pacchetti comprensivi di dominio e hosting. Ciò, però, non significa che i due servizi siano eguali.

Abbiamo specificato nelle precedenti pagine che il nome a dominio altro non rappresenti che l’indirizzo Web, associato ad un IP, che punta ad un determinato nodo (host) nella Rete. Il nodo a sua volta è associato ad un server che contiene fisicamente dei dati, come, ad esempio, le pagine Web di un sito Internet. L’hosting altro non è che lo spazio Web necessario per ospitare siti Internet e non solo. In realtà, con il termine hosting non si indica solo lo spazio fisico vero e proprio, ma anche una serie di funzionalità e servizi che vengono offerti dagli Hosting Provider per la corretta gestione dello spazio Web.

A questo punto, quindi, è chiaro come un dominio sia completamente differente rispetto al hosting. Inoltre i due servizi possono essere gestiti separatamente e non è assolutamente necessario dover procedere all’acquisto del dominio con lo stesso provider che fornisce lo spazio Web.

Proprio per questa ragione, dopo aver acquistato un dominio, si potrebbe procedere all’implementazione di un sito Internet direttamente su un server proprietario, ossia su un computer appartenete all’azienda, connesso ad Internet e configurato per fungere da server Web. Gli svantaggi di una soluzione del genere, soprattutto per le piccole e medie imprese, o per le persone fisiche, sono molteplici: per prima cosa il costo dell’hardware che è piuttosto elevato, inoltre la connessione ad Internet deve essere a banda larga per garantire un fluido scambio di dati in ingresso e in uscita, i costi energetici sono elevati, dovendo mantenere il server e router accesi 24 ore su 24, senza considerare i costi di mantenimento e gestione da affidare a personale esperto. Con i prezzi irrisori che offrono oramai, i provider hosting, non ha molto senso dotarsi di un proprio server.

I provider, infatti, propongono soluzioni cosiddette di shared hosting, ossia danno la possibilità di acquistare un account che viene ospitato all’interno di un server condiviso, abbattendo così i costi suddetti. Ad ogni account si da la possibilità di associare un nome a dominio. Chi già lo possiede può semplicemente acquistare solo ed esclusivamente lo spazio Web.

Altra soluzione che consente ai provider di abbattere i costi di mantenimento e gestione delle server farm è il Virtual Private Server, ossia server virtuali privati. Ogni utenza ha associato un proprio server virtuale a se dedicato. La convenienza per il provider e conseguentemente per il cliente, consiste nel fatto che più server virtuali possono funzionare contemporaneamente sullo stesso hardware.

Per le grandi aziende, che comunque non vogliono dotarsi di un proprio server interno, i provider di hosting mettono anche a disposizione dei veri e propri server dedicati. Soluzioni certamente molto più costose ma sicuramente più affidabili.