Guida WordPress, tutorial 1: il fantastico mondo dei blog

Che cos'è un blog? E come lo si allestisce? La risposta ad entrambe le domande è contenuta nella parola WordPress: un sistema facile, sicuro e gratuito per gestire al meglio le pubblicazioni online. Per scoprirne tutti i segreti, HostingTalk.it vi propone una guida pratica e professionale

Un’arte dall’incredibile potenza comunicativa. Così potrebbero essere definiti i blog, che da qualche anno a questa parte stanno spopolando in Rete, anche grazie a strumenti di gestione come WordPress, classificandosi sempre più spesso come un’incredibile miniera di informazioni.

 

WordPress Logo

 

L’origine della parola blog si ha nella contrazione di Weblog, dove per log si intende una sorta di agenda che in forma tabulare tiene traccia di particolari eventi. Insomma, il blog è nato come una sorta di evoluzione pro-Internet del classico diario da adolescenti.

 

Con il tempo, molti blog, soprattutto quelli specializzati, hanno assunto una natura differente da un qualsiasi “diario” adolescenziale, diventando così un punto di riferimento importante per chi fosse alla ricerca di informazioni di qualità, spesso redatte per passione e compilate in ordine cronologico con una certa frequenza.

 

Il blog ha compiuto così un salto di qualità, trasformandosi in un potente ed eccellente mezzo comunicativo, più diretto, privo delle sovrastrutture tipiche degli altri prodotti editoriali e alla portata di tutti.

 

Questa mutazione ha fatto in modo che il blog abbandonasse la sua origine dilettantistica per assumere contorni sempre più giornalistici e, ancora di più, per entrare a far parte anche degli strumenti a disposizione delle comunicazioni aziendali.

 

Molte industrie hanno così sviluppato dei corporate blog a corredo dei siti istituzionali, per raggiungere i clienti e tutti i role player aziendali con un mezzo fresco e con un linguaggio meno sostenuto, ma non per queste meno costruito.

 

Il blog ha dato riprova di riuscire a costruire contatti in differenti ambiti, di essere adatto a vivacizzare intere comunità online e ha resistito all’avanzata dei social network, ritagliandosi un suo posto d’onore fra i mezzi più utilizzati del Web.

 

Anche la versatilità del blog è da sempre una dote apprezzata: i blog possono essere generalisti o specializzati e possono contenere interventi che riguardano la sfera privata ovvero discorrere di temi di attualità, di politica, di economia, di passioni, di hobby, di elettronica, di viaggio, di arte, di religione, di informatica, di storia, di filosofia e di qualsiasi altra branca del sapere umano.

 

Con tutta questa potenza comunicativa, i blog si mettono a disposizione di chiunque abbia qualcosa da dire al mondo.

 

Ok, come si realizza un blog?

 

Una volta capita l’importanza dei blog, si fa strada la necessità di imparare a realizzarne uno. L’ansia che subito attanaglia deriva dalla paura di non avere un background tecnico-informatico sufficiente ad affrontare la sfida “blog”, non tanto nella stesura dei contenuti, quanto nella loro gestione, catalogazione e pubblicazione online, oltre che nel mantenimento di una struttura informatica adatta allo scopo.

 

In effetti, un blog è fatto di pagine Web come ogni altro sito che si rispetti, ma per creare queste pagine non serve essere programmatori o Web designer, bisogna conoscere piuttosto gli strumenti giusti che permettono di generarle in automatico e in modo dinamico. Bisogna conoscere WordPress! Da qui la volontà di redigere una guida in quindici puntate, che prenda per mano il lettore e lo conduca alla scoperta dell’affascinante mondo dei blog e di WordPress.

 

 

WordPress: cos’è e come funziona

Il modo più semplice per realizzare un blog senza avere grandi conoscenze tecnico-informatiche è affidarsi a WordPress. Che cosa sia questo strumento è presto detto. Paragonando il blog a una sorta di diario online, si potrebbe dire che WordPress è il diario in sé, inteso come insieme di pagine con tanto di copertina. E non è finita qui! WordPress è tutta la strumentazione necessaria per scrivere questo diario, è l’intero set di cancelleria, per intenderci, ossia la penna, la matita, la gomma e via discorrendo. Una volta preparato WordPress, come vedremo nel prosieguo delle puntate, si è pronti a inserire tutti i contenuti a cui si vuole dare voce, senza essere per forza dei maghi del PC o degli abili programmatori.

 

WordPress è quindi la struttura informatica che trasforma i contenuti in pagine Web e le pagine Web in un sito, visitabile da qualunque internauta con un semplice browser.

 

La semplicità di WordPress nasce proprio dallo scopo di adattarsi a tutti. Questo strumento, definito in gergo tecnico blog engine, è un’applicazione per la gestione del blog nata dall’idea di un giovane programmatore PHP, di nome Matt Mullenweg. L’obiettivo di Mullenweg era quello di soddisfare l’esigenza di tutti coloro che desiderassero realizzare un blog in poco tempo, con un minimo di competenze tecniche e senza un esagerato esborso economico.

 

Intorno a questa idea originaria, si è raccolta una folla di sostenitori e di programmatori, a cui è seguita lo sviluppo di una vastissima comunità di utilizzatori, composta da milioni e milioni di individui al mondo.

 

WordPress è diventato così il software OpenSource per blog per eccellenza e i suoi sviluppatori hanno messo in Rete una versione multiblog della piattaforma raggiungibile online all’indirizzo www.wordpress.com, a cui basta registrarsi per avere già pronto il proprio blog da riempire.

 

WordPress per tutti

 

Proprio la comunità di sviluppatori e le caratteristiche intrinseche della piattaforma hanno reso WordPress un sistema adatto non solo ai blog dilettantistici, ma anche a quelli aziendali e, ancora, ai siti di informazione giornalistica e tecnologica che nel tempo sono andati affermandosi sul Web. Per chi crede quindi che WordPress sia per “pivelli”, c’è un esempio su tutti: TechCrunch.com, uno dei più noti siti di tecnologia in USA, è realizzato in WordPress. E non è il solo: il blog ufficiale della PlayStation è fatto in WordPress, una sezione del sito della CNN è fatto in WordPress e via discorrendo.

 

Tutti nomi illustri, quindi, che hanno ravvisato in WordPress la semplicità, la stabilità e la sicurezza di un sistema nato per i blog, ma adatto alla diffusione delle informazioni a tutti i livelli.

 

WordPress: non solo blog!

 

La miriade di sviluppatori aggregatasi intorno a WordPress ha iniziato a far proliferare tutta una serie di plugin (moduli aggiuntivi) capaci di estendere le funzionalità del core della piattaforma, adattandola così a un’infinità di utilizzi e alle più disparate applicazioni.

 

Tutto ciò ha valso a WordPress una classificazione che ha abbandonato la solita etichettatura di blog engine per associargli invece la natura di CMS.

 

Classificare WordPress come CMS significa offrirgli più ampio respiro e permettergli di essere utilizzato in differenti contesti.

 

Così con WordPress, oltre che un semplice blog, è possibile creare delle testate giornalistiche online oppure costruire siti veri e propri. Molti artisti, musicisti, architetti, fotografi e tanti altri hanno prediletto un sito in WordPress, perché semplice da realizzare, semplice da aggiornare (senza la necessità di specifiche agenzie) e perché attraverso appositi strumenti è possibile creare una galleria di immagini con effetti molto ricercati.

 

Ed ancora: molti siti aziendali o per i liberi professionisti sono realizzati in WordPress, perché accanto alle pagine statiche (quella dei contatti, della biografia o della storia di un’azienda e via discorrendo) si possono affiancare delle pagine dinamiche dove il libero professionista e l’azienda possano pubblicare le novità o alcune informazioni relative al campo di azione del proprio lavoro o ai propri prodotti. Questa dinamicità dei contenuti offre valore alle pagine, ponendo così una delle caratteristiche di base necessarie per essere indicizzati meglio dai motori di ricerca, scalare le pagine dei risultati e ottenere così maggiore visibilità.

Perché scegliere WordPress

I motivi per cui affidarsi a WordPress sono quindi molti. Eccone alcuni elencati di seguito:

 

WORDPRESS È OPENSOURCE: questo significa che il suo codice è di libero accesso e se si è programmatori o si ha la possibilità di lavorare con un programmatore, la piattaforma WordPress può essere plasmata a immagine e somiglianza delle proprie esigenze;

 

WORDPRESS È GRATUITO: la piattaforma è messa a disposizione di tutti senza necessità di esborsi economici;

 

WORDPRESS È FACILISSIMO: WordPress è il più semplice CMS in circolazione, provare per credere! Fra i suoi utilizzatori sul Web è famoso per la sua installazione in cinque minuti, che la comunità WordPress ama definire: “The Famous 5 Minutes Installation”. WordPress è nato con l’intento di permettere all’utente di lavorarci senza difficoltà, con un’interfaccia di gestione dei contenuti semplice e intuitiva;

 

WORDPRESS È ESTENSIBILE: la comunità di sviluppatori ha messo e mette ogni giorno a disposizione di tutti una serie quasi infinita di plug-in per gli utilizzi più svariati, capaci di estendere le funzionalità di base della piattaforme per rispondere a qualsiasi esigenza. La stessa comunità si mette a disposizione online per risolvere eventuali problemi di natura tecnica molto avanzati e sono presenti online tutta una serie di risorse, anche in lingua italiana;

 

WORDPRESS È POLIVALENTE: come già detto, WordPress non solo è l’ideale per i blog, ma con le opportune estensioni si adatta anche alle applicazioni di e-commerce.

 

 

 

Una lista della spesa – requisiti tecnici e hosting

 

Una volta convinti che la scelta più giusta per il nuovo blog che si vuole approntare è WordPress, bisogna capire quali strumenti servono per implementare la piattaforma. Anche in questo caso, la risposta a questa esigenza è semplice: è sufficiente un piano hosting con nome di dominio e il gioco è fatto.

 

Prima di tutto, quindi, è necessario rivolgersi a un provider che proponga piani di hosting concreti e a prezzi abbordabili.

 

La prima regola per acquistare un piano di hosting serio per WordPress è scartare tutte le offerte troppo economiche, tutte quelle troppo allettanti e tutte quelle che propongono spazio su disco o banda disponibile infinite.

 

Queste offerte, infatti, rischiano a lungo andare di rivelarsi poco affidabili e poco performanti in termini di velocità e caratteristiche tecniche.

 

Per questo, nello scegliere un piano di hosting, bisogna non guardare solo al prezzo, ma anche all’offerta in sé stessa.

 

Prima di tutto, fra le varie offerte bisogna individuare quelle che sono proposte su sistema operativo Linux con server Web Apache, con il supporto al linguaggio PHP e ai database MySQL. In realtà, esiste un modo un po’ più macchinoso per installare WordPress anche su server Windows, come vedremo più avanti nel corso della guida.

 

Questi requisiti sono i minimi necessari per poter installare WordPress sull’hosting prescelto. Una volta individuati i piani che soddisfino queste caratteristiche, per confrontarli bisogna valutare lo spazio Web a disposizione, il traffico in GB/mese incluso nel piano. Sulla base di questi valori, cambia la validità del piano hosting e di conseguenza il prezzo che è necessario sborsare all’anno per affittare il servizio.

 

Per un blog che sta per iniziare e che quindi potrà contare meno di 200 visite al giorno, è consigliabile non avere un’offerta con traffico inferiore ai 5-10 GB/mese, proprio per evitare la saturazione nel caso di molte connessioni e download. Infatti, bisogna considerare che qualora si raggiungano i limiti imposti, il provider ha anche la possibilità di rendere irraggiungibile il blog, con una perdita ingente di visibilità e di posizionamento nella SERP Google.

 

Per quanto riguarda lo spazio Web, invece, il minimo consigliato è di circa 500 MB, dato che comunque installando WordPress e una serie di plugin e temi utili si arriva ad un’occupazione di circa 15 MB, a cui vanno poi aggiunti i contenuti con tanto di testo, immagini, contributi multimediali e via discorrendo.

 

Questi dati sono statistici e vanno bene per la maggior parte dei blog in fase di lancio, quindi non sono da ritenersi valori standard o assoluti. Ogni caso va quindi valutato a sé, sulla base del progetto che si vuole sviluppare e su come si vuole farlo crescere. Esistono, ad esempio, blog WordPress con 5000 visite al giorno che richiedono un server dedicato con maggiore banda, maggiore spazio Web, ma soprattutto con hardware dedicato e performante.

 

Server americano o italiano?

 

Un altro problema che spesso si affronta nella scelta dell’hosting per WordPress è l’offerta oltreoceano. Esistono molti provider statunitensi capaci di offrire piani hosting performanti a prezzi allettanti.

 

Spesso, inoltre, questi provider non sono poi così male e garantiscono una buona qualità. Dove sta allora il problema? Nella velocità di raggiungimento delle pagine. In pratica, per quanto questi provider forniscano servizi di hosting su macchine che sono collegate ad autostrade digitali a cinque corsie con connettività davvero elevate, sono comunque server che distano parecchie migliaia di chilometri dal suolo italiano e quindi possono rispondere alle richieste degli utenti con maggiore lentezza. Per questo, se il blog è italiano e dedicato ai connazionali, il consiglio è sempre quello di affidarsi a servizi di hosting nostrani, di qualità e di fama riconosciuta. Oltretutto, questo aspetto influisce anche sul posizionamento del blog in Google. L’azienda di Mountain View, infatti, sta portando avanti un’aspra battaglia contro i siti lenti nell’essere raggiunti, prediligendo nell’indicizzazione pagine Web snelle e di veloce caricamento.

 

Il nome del dominio

 

Infine, il nome del dominio. Come già detto nella prima puntata della guida dedicata a Prestashop, il nome del dominio è di importanza fondamentale ai fini SEO. Così, conviene scegliere un nome a dominio che sia il più esplicativo possibile e che contenga la keyword importante ad identificare l’attività o il target del blog che si sta creando. Ad esempio, se un avvocato decide di pubblicare un blog dedicato al diritto e alle leggi, dovrà trovare un nome adatto a comunicare agli avventori di cosa parla il blog e quali informazioni può fornire. Ancora meglio se nel nome del dominio riesce a far comparire anche il suo cognome, così da dare prestigio e ottenere anche un’ulteriore visibilità professionale. Anche in questo caso, queste sono indicazioni di massima, che devono poi comunque sottendere ad un progetto di più ampio respiro e quindi armonizzarsi ad esso. Per le estensioni del dominio, conviene sempre affidarsi alle più comuni come .it, .com, .net, .org per le organizzazioni e .edu per le scuole. Sono le estensioni che rimangono più impresse e che quindi facilitano la raggiungibilità delle pagine del blog da parte dell’internauta.

 

Altri strumenti utili per partire

 

Acquistato l’hosting e registrato il nome del dominio, non resta che procurarsi altri tre strumenti fondamentali:

 

    • un browser: serve per navigare nel blog e visualizzarne le pagine. Se si sta leggendo questa guida, significa che il PC ne dispone già di uno. Il consiglio è però quello di scaricare e installare Firefox, riconosciuto dalla comunità dei blogger (e non solo) come uno dei migliori browser in circolazione, per velocità, sicurezza ed espandibilità con plugin che aiutano non poco il lavoro quotidiano;

 

    • un gestore di archivi: Windows nelle ultime versioni integra già il supporto agli archivi compressi ZIP e ne permette visualizzazione e estrazione dei file. Il consiglio è comunque di dotarsi di un gestore come 7Zip, per poter lavorare con estensioni diverse dallo ZIP, come i RAR;

 

    • un client FTP: per poter navigare nel disco messo a disposizione dal provider hosting e caricare così tutti i file necessari. L’applicativo opensource più famoso di questa categoria è FileZilla.

 

A questo punto non manca più nulla. Non resta che installare WordPress e per farlo, domani sarà pubblicata una nuova puntata pratica di questa guida, che mostrerà passo dopo passo come installare la piattaforma e iniziare ad usarla.