HostingCon 2013: il mercato hosting è innovativo e in crescita

Si è tenuta a Austin la HostingCon 2013, la conferenza che ha visto fra i partecipanti gli hosting provider internazionali, i fornitori di data center e di cloud. In un'atmosfera ottimista per il futuro si è parlato di libertà di Internet e possibilità di espandersi verso nuovi mercati europei e asiatici

Hosting provider in un incontro ad Austin: ottimismo e possibilità di espansioneGli hosting provider della scena internazionale si sono riuniti a Austin per dare forma e vita alla HostingCon 2013. La conferenza annuale che vede la partecipazione dei provider di tutto il mondo, quest’anno si è tenuta in uno spirito di particolare ottimismo, dovuto sia ai risultati raggiunti, sia agli sviluppi futuri delle tecnologie “tradizionali” e del cloud.

Soprattutto per la nuvola, il futuro sembra molto roseo, a tal punto che neanche i recenti scandali del Datagate sembra abbiano intaccato lo stima di fiducia che i provider nutrono nei confronti di questa tecnologia distribuita.

Gli argomenti posti sul tavolo di discussione sono stati molti, fra cui non sono mancati i dibattiti sulla libertà di Internet, sulla differenziazione delle offerte e sulle capacità di espansione in Europa e nell’Asia del Pacifico.

L’interesse nei confronti di questa conferenza è tale che a parteciparvi non sono stati solamente gli hosting provider, ma anche i fornitori di datacenter del calibro di Cobalt Data Centers, Interxion, Phoenix NAP, Tierpoint, Telecity Group e Cologix, che ha annunciato il completamento della sua espansione a Montreal.

Accanto a queste, non potevano di certo mancare aziende del cloud come Peer1 Hosting, Telx, VAZATA, OnRamp e Tierpoint.

Dal punto di vista business, si è parlato molto sull’acquisizione di SoftLayer da parte di IBM, mettendo in risalto il fermento del settore che si è generato intorno all’operazione, a cui ha partecipato anche DH Capital.

Inoltre, sembra che anche SingleHop, che presenta una struttura e un’offerta simile a SoftLayer, abbia guardato ad una possibile acquisizione come un’opportunità da raggiungere, dato che l’azienda ha triplicato il suo fatturato e si recentemente espansa ad Amsterdam.

Proprio la città olandese è stata echeggiata più volte fra le sedie della conferenza, come una delle migliori location dove i nuovi provider possono attecchire per aprire nuovi mercati in Europa. Ben strutturata dal punto di vista delle connettività e molto vantaggiosa dal punto di vista fiscale, Amsterdam sembra proprio il paese ideale per chi voglia posizionarsi in UE, lasciando cadere quasi nel dimenticatoio Londra, una volta favorita e diventata nell’immaginario dei provider un punto fuori dal continente per la sua natura insulare, al contrario di Amsterdam che si trova proprio nel cuore dell’Europa.

Allo stesso modo, per una felice espansione in Asia, alla conferenza è emersa la città di Singapore come chiave di accesso all’oriente, un’area molto interessata dalla crescita del cloud.

In generale, è stata delineata una percentuale di velocità di crescita del cloud del 40-50 per cento, ma quello quanto è stato posto al centro della discussione non è stata la crescita di per sé, quanto l’aumento delle esigenze dei clienti e il fenomeno che molti utenti hanno abbandonato il cloud pubblico di Amazon, per un cloud offerto da operatore. Due casi di successo del settore, come Rackspace e SoftLayer sono sembrati il punto di partenza migliore per avvalorare questa migrazione e gli analisti, nel corso della conferenza, hanno mostrato come nessuna delle due aziende abbia datacenter propri, occupandosi solo del business della fornitura di hosting. Questo fa ben sperare nella volontà dei provider di non occuparsi dell’infrastruttura fisica, a cui demanderanno la gestione all’industria dei datacenter.