Enterprise nel cloud, HP investe 1 miliardo di dollari

Il portfolio di servizi cloud HP si rinnova con un importante investimento destinato al rilancio della compagnia nel settore enterprise.

HP è pronta a rilanciare la propria strategia nel settore enterprise con un investimento di 1 miliardo di dollari. La cifra messa sul piatto dall’azienda è considerevole ma rapportata al livello di competizione raggiunto in questa fetta di mercato: tra i vari competitor figurano infatti Microsoft (Azure), IBM (Softlayer), Google e Amazon Web Services. Per gli analisti le mosse di HP potrebbero comunque rivelarsi vincenti perchè, sulla scia di quanto avvenuto per IBM,  l’azienda non è certamente una sconosciuta nel settore e, sfruttando il “capitale conoscitivo” accumulato negli anni, potrebbe ritagliarsi benissimo un proprio spazio tra i principali competitor cloud.

I piani di HP nel settore enterprise

L’investimento della compagnia sarà destinato principalmente al lancio di servizi cloud IaaS e PaaS che si appoggeranno ad  OpenStack, la nota infrastruttura cloud open source.

HP enterpriseHelion sarà invece il nome del nuovo cloud portfolio che HP presenterà nei prossimi mesi ai clienti. E’ interessante notare come sia stata rivolta particolare attenzione al mondo degli sviluppatori, HP prevede infatti di lanciare anche una piattaforma di sviluppo basata sul progetto open source Cloud Foundry: “L’IaaS è importante ma anche gli sviluppatori hanno bisogno di piattaforme [open source], semplici [da usare] e veloci” ha dichiarato Bill Hilf, vice presidente senior per i prodotti e servizi cloud. Non solo enterprise quindi.

In attesa della “versione commerciale avanzata” dei servizi cloud, HP si sta al contempo dedicando all’integrazione del proprio hardware nell’infrastruttura OpenStack – in modo da rendere possibile ai clienti enterprise l’utilizzo di soluzioni ibride – e al lancio di tutta una serie di servizi pensati per aiutare i clienti nell’utilizzo, pianificazione e implementazione di Helion in ambienti cloud.

L’offerta dell’azienda beneficerà naturalmente dell’estesa rete globale di data center, 80 per un totale di 27 stati interessati, nei quali il provider pensa di attivare i propri servizi nell’arco dei prossimi 18 mesi – nella prima fase, che comprende l’intervallo temporale citato, in 20 degli 80 data center disponibili.