I prossimi mesi del mercato hosting italiano

Una veloce analisi di come saranno i prossimi mesi per un mercato che, nonostante le numerose voci, non sembra affatto in crisi. Rimane stabile la presenza di offerte di shared hosting e si affaccia sul mercato l'offerta di server dedicati lowcost.

I prossimi mesi del mercato hosting italiano Nello staff di HostingTalk.it non ci sono analisti finanziari, ne esperti economisti, tuttavia la gestione del primo portale italiano che parla delle tematiche legate al webhosting, ci mostra, spesso in anteprima, una panoramica chiara di quali siano le tendenze del mercato italiano in questo settore.

Una veloce analisi di come saranno i prossimi mesi per un mercato che, nonostante le numerose voci, non sembra affatto in crisi. Rimane stabile la presenza di offerte di shared hosting e si affaccia sul mercato l’offerta di server dedicati lowcost.

I prossimi mesi del mercato hosting italiano

Nello staff di HostingTalk.it non ci sono analisti finanziari, né esperti economisti, tuttavia la gestione del primo portale italiano che parla delle tematiche legate al webhosting, ci mostra, spesso in anteprima, una panoramica chiara di quali siano le tendenze del mercato italiano in questo settore.

Usciti dal periodo forse più nero per clienti e aziende, quello in cui sono sorte compagnie di hosting che offrivano servizi illimitati a prezzi “da mercato”, sembra che in Italia si sia tornati alla tradizione e le aziende abbiano iniziato a riproporre servizi di qualità, senza badare troppo ai prezzi, quanto piuttosto alla qualità del servizio, sempre più messa in evidenza nelle offerte dei principali hosting provider italiani.

Il discorso vale sicuramente di più per le offerte di hosting condiviso, più che per le offerte relative alle soluzioni dedicate: il settore condiviso, da molti considerato ormai morto, è in realtà ancora il principale prodotto per le aziende italiane, che presentano, quasi tutte, offerte entry level e professionali, con un range di costi che va dai 20 euro annuali fino ai 1000 euro di spesa, a seconda del tipo di servizio scelto. L’hosting shared conserva il proprio ruolo di “capofila” in quanto rappresenta una scelta obbligata per molti che si avvicinano per la prima volta alla creazione del proprio sito web o blog, e per le aziende che cercano nel web solo un servizio di rappresentanza.

Lo scoglio che potrà continuare a minacciare, anche nei prossimi mesi, il settore italiano, è sempre il mercato estero, che soprattutto per quanto riguarda le offerte shared hosting, è una forte tentazione per molti consumatori, ingolositi dai numeri a 3 zeri posti con facilità alle voci “spazio disco” e “traffico consentito”. Unica pecca per le offerte italiane, la poca chiarezza che spesso viene fornita al cliente, che si trova in difficoltà sulla scelta e non riesce a valutare fattori importanti come ad esempio la collocazione dei server, la solidità dell’azienda e l’assistenza fornita a corredo con il servizio.

La collocazione delle macchine, anche nei servizi italiani, spesso incide fortemente sul costo finale, ma per negligenza o per volontà, molti provider non sottolineano il fatto che i loro server siano in qualche datacenter americano e non italiano. La tendenza degli ultimi mesi ha però visto un rientro in Italia di molte aziende, forse consapevoli della migliore gestione sul territorio e dei costi, ormai non troppo alti se paragonati all’estero; è quindi pensabile che nei prossimi mesi sempre più aziende decidano di portare i loro server sul territorio italiano, mantenendo magari poche macchine all’estero, per lasciare la scelta al cliente finale.

Manca in Italia un modello di shared hosting paragonabile a quello dei grandi hosting europei e americani, dove gli account hanno prevalentemente molta banda e molto spazio disco, oltre alla possibilità di gestire più domini in un unico account: in Italia le offerte simili non mancano, ma a differenza dell’estero, anche per il futuro presumo saranno sempre più improntate alla qualità e non all’overselling come avviene per i provider di questo genere di offerte.

Chi preannunciava un crisi per il settore condiviso dovrà quindi ricredersi, alla vista di nuove offerte che tentano di essere sempre più “singolari”, rendendo di fatto un fattore secondario anche la concorrenza. L’unico scoglio da questo punto di vista è il cliente finale, che è poco abituato a distinguere i dettagli delle offerte e spesso finisce per accomunare servizi completamente differenti, per offerta e target.

Nei prossimi mesi è un’altra la categoria che vedrà forti sviluppi: i server dedicati lowcost. HostingTalk.it si può dire abbia trattato pienamente la questione, partendo dalla richiesta fino ad arrivare alla risposta dei provider, con il rilascio delle prime offerte, alcune già sul mercato, altre da Settembre.

Il mercato dei server lowcost andrebbe a coprire le esigenze di numerosi utenti, più che altro privati, che si trovano a fronteggiare siti o progetti che necessitano di soluzioni dedicate e budget ridotti: chi vede queste offerte come un’alternativa ai server virtuali, sbaglia, non considerando che la maggior parte delle offerte lowcost, offre giustamente poche garanzie di sicurezza e ridondanza (tipiche di un sistema server dedicato). Diversi provider, anche di alto livello, si stanno mobilitando nel settore lowcost, si attende ora la risposta del consumatore italiano, che negli ultimi due anni ha spesso alzato lo sguardo oltre la penisola, acquistando i server in Germania o in Europa, a prezzi stracciati.

Il settore VPS rimane stabile, il boom iniziale che ha portato i provider di qualsiasi livello a introdurre queste soluzioni nei propri listini, sembra stia pian piano scemando e i servizi migliori sul mercato sono quelli che hanno investito davvero in questa soluzione, con strutture e piattaforme che si sono distaccate dal resto della concorrenza. In tutta sincerità non penso che il settore dei virtual server nei prossimi sei mesi vedrà grandi novità, se non l’aggiornamento di alcune offerte e qualche ritocco nei prezzi, forse dovuto anche al fatto, per molti provider, di allinearle al prezzo dei dedicati lowcost.

Su HostingTalk.it stiamo dedicando anche diverso spazio alle acquisizioni, sembra il tema del momento, dopo che Aruba è tornata all’attacco con qualche acquisizione sul territorio. Purtroppo i tempi non sono maturi per capire, realmente, dove condurrà una simile politica e quali ripercussioni avrà sul mercato, i prossimi mesi avranno sicuramente le giuste novità per spingerci a parlarne in un articolo dedicato, per ora solo “rumors”.