IBM, un bilancio a 365 giorni dall’acquisizione Softlayer

E' passato poco più di un anno dall'acquisizione di Softlayer, la mossa di IBM si sarà rivelata vincente? Ecco il punto della situazione.

A circa un anno dall’arrivo di Softlayer nella compagnia, è tempo di bilanci per il noto cloud provider IBM: i 2 miliardi di dollari investiti nell’acqusizione sono stati soldi ben spesi? A giudicare dai risultati ottenuti e dai pareri della stampa specializzata sembra proprio di si.

Softlayer è infatti diventata in breve tempo la “spina dorsale” del cloud porfolio IBM prestando, in particolare, la propria infrastruttura ad una serie di servizi pensati per il mercato enterprise.

Ed è proprio in questo settore che negli ultimi 12 mesi si è avuto un buon riscontro da parte dell’utenza, con diverse migliaia di aziende che hanno deciso di compiere il grande passo e migrare nell’ecosistema Big Blue: “ il cloud è divenuto ormai mainstream. […] [I clienti] vogliono la credibilità IBM unitamente all’affidabilità della piattaforma Softlayer” ha dichiarato George Karidis, COO (Chief Operating Officer) presso Softlayer.

La metà dei più importanti clienti “outsourcing” IBM ha scelto di implementare soluzioni cloud con Big Blue, optando per un modello ibrido – ritenuto ideale per combinare esigenze di sicurezza all’agilità della “nuvola” (core application e dati importanti disponibili in locale; workload vari, potenziamento di nuovi servizi etc nel cloud).

IBM tra acquisizioni, nuovi servizi ed altri investimenti

A completare la panoramica le immancabili cifre riguardanti gli investimenti economici, oltre ai 2 miliardi messi sul banco per l’acquisizione Softlayer, IBM ha “rotto il salvadanaio” rastrellando altri 3.2 miliardi suddivisi più precisamente in: 1.2 miliardi per l’ormai “famoso” potenziamento infrastrutturale a livello globale (data center), 1 miliardo per il lancio della Watson business unit (servizio integrato in Softalyer che fornisci utili proiezioni, analisi dati predittive etc alle compagnie), 1 miliardo per supportare gli sviluppatori nella programmazione di applicazioni cloud operanti in Softlayer – attraverso la piattaforma Bluemix.

E proprio in ambito PaaS la compagnia ha reso disponibili una nuova gamma di servizi:

  • Watson Engagement Advisor: per l’ottenimento di utili proiezioni ed analisi dai Big Data, il servizio si poggia su una serie di interazioni tra utente e sistema che, gradualmente, “apprende” dalle azioni svolte affinando il proprio metodo di lavoro.
  • Watson Developer Cloud, integrato nell’infrastruttura Softlayer, per consentire l’accesso al servizio d’analisi predittiva “Watson” a sviluppatori di terze parti.
  • Tecnologia Aspera per il trasferimento dati ad alta velocità, per lo spostamento di ingenti volumi di dati strutturati e non strutturati in modo veloce e sicuro.
  • Elastic Storage: un nuovo servizio software defined di storage as a service per l’accesso rapido a grandi quantità di dati e la loro gestione unificata da locale e cloud.
  • Jumpgate: per consentire l’interoperabilità tra differenti ecosistemi cloud (es: compatibilità tra API  OpenStack ed API proprietarie di un altro provider).

Da ricordare infine l’acquisizione di Aspera, Silverpop e Cloudant oltre che il lancio del marketplace IBM che attualmente conta oltre 300 servizi disponibili.