IBM, il cloud più esteso del mercato?

IBM sostiene di essere il più esteso cloud provider del settore, ma c'è chi considera questa informazione non veritiera. E se stesse fingendo per marketing?

C’è a chi proprio non va giù e non accetta che IBM si permetta di sciorinare cifre fingendo di essere il provider cloud più esteso del settore. A controbattere alla notizia diffusa da GigaOM sulla base delle informazioni fornite da IBM c’è Matt Assay che da Readwrite risponde in modo fermo a quella che considera una provocazione più che un’informazione reale.IBM, il cloud più esteso del mercato?

Assay parla di una “faccia tosta da ammirare” riferendosi all’audacia con cui IBM cerca di diffondere una notizia che l’autore ritiene non veritiera. Il tutto è iniziato dalla pubblicazione di un’informazione data da IBM a GigaOM con cui l’azienda americana sostiene di avere una revenue dal cloud di circa 7 miliardi di dollari, una cifra che consacrerebbe Big Blue a regina del settore cloud computing mondiale.

Assay riconosce la credibilità del provider in ambito cloud e la sua capacità di competizione con altri player, ma non sostiene la credibilità delle informazioni rilasciate.

Secondo l’autore, l’unica concorrente seria ad Amazon AWS nell’attuale panorama cloud è Microsoft, seguito poi da Google e da tutti gli altri, fra cui anche IBM. E a confermare questa visione, ci sarebbe anche il Magic Quadrant redatto da Gartner, che mostra quali sono i provider più evoluti e più temibili.

Assay sostiene che Microsoft è riuscita a redimersi dalla sola offerta Office 365 per dedicarsi al cloud in modo serio, racchiudendo nel brand Azure un’offerta IaaS e PaaS completa, capace di affiancare le proposte SaaS già esistenti.

A IBM non è rimasto che dare in outsourcing la gestione del proprio cloud, un outsourcing fittizio, visto che l’azienda che se ne occupa, SoftLayer, è stata proprio acquisita e inglobata nel gigante americano.

Queste notizie, quindi, sono per Assay pure azioni di marketing mal condotte, come quella propinata nel 2013 a ridosso di un Amazon AWS re:Invent con cui IBM chiedeva:  “Chi fra i cloud provider offre supporto a 270.000 siti Web in più di Amazon? Se la risposta è IBM, siete tra i bene informati.”. Secondo Assay, chi avrebbe risposto IBM sarebbe stato non un ben informato, ma un vero e proprio credulone.

IBM regina del cloud? No, ma dietro c’è forse la volontà di imitare le azioni marketing di Amazon?

A parlare, infatti, sarebbero le cifre: secondo Gartner, AWS copre il 92 percento dei casi d’uso enterprise delineati da Gartner come essenziali. Microsoft Azure, al secondo posto, regge per il 76 percento. IBM, si trova bene dietro.

Secondo l’autore, la notizia di IBM va letta in un’altra chiave. Fra cloud, analytics, mobile, social e sicurazza, IBM ha realizzato 25 miliardi di dollari di fatturato, con una crescita di ricavi di circa il 60 percento a cui ha contribuito di molto la nuvola (circa 7 miliardi di dollari di fatturato). Segno di una crescita che però impallidisce al confronto con i ben oltre 6 miliardi di dollari derivanti in Amazon dalla voce AWS, che è solo puro cloud computing.

E per concludere, Assay fa un paragone ben calzante, ricordando la frase che AWS sostiene spesso: “Ogni giorno, AWS aggiunge capacità computazionale sufficiente per supportare tutta l’infrastruttura globale di Amazon quando era un’impresa con ricavi annuale da 7 miliardi di dollari”. Assay prosegue questa frase, dicendo che Amazon ha una capacità tale da poter sostenere il cloud business di IBM da 7 miliardi di dollari ogni singolo giorno.

Al di là di tutto, che IBM sia la regina del cloud è un’utopia, ma c’è da chiedersi (e questo Assay non la fa) se anche Amazon stia bleffando. E se IBM stia solo mimando le pratiche marketing di Amazon, che per anni non ha avuto paragoni e ha potuto sostenere indisturbata qualsiasi tipo di verità senza prova di verifica. Che Amazon sia in difficoltà anch’essa è chiaro, ma chi conosce davvero i numeri legati ad AWS?

Il mercato dichiarerà il vincitore.